Video sull'eriofide rugginoso visto al microscopio

Basilicata: raccolta pomodori con punte di 160ton per ettaro

"Siamo agli sgoccioli, manca quasi una settimana al termine della campagna pomodori in Basilicata. Sembra che la situazione si sia capovolta. Per le partite tardive, le cui rese pensavamo fossero anche basse, come già accaduto per i trapianti di inizio maggio, abbiamo invece ottenuto un buon risultato, oltre 100 ton per ettaro", così spiega un operatore del melfese (Melfi-Basilicata).

"Indubbiamente, la carenza di manodopera si è fatta sentire, ma tutti si stanno attrezzando per la raccolta meccanizzata. Vi è una convinzione tra la maggior parte dei produttori: sarà sempre più difficile reperire braccianti. Pertanto, chi deciderà di investire in sistemi di raccolta meccanici, farà sicuramente una buona scelta. Nelle scorse campagne arrivavamo massimo a 45 macchine al giorno; quest'anno abbiamo toccato punte di 63 macchine/giorno. Ancora oggi contiamo in totale 30 macchine operative al giorno".

L'agronomo Mario Cardone, un professionista che segue diverse coltivazioni in tutta la regione, ci spiega: "A pochi giorni dalla conclusione, possiamo dire che la campagna 2019 è stata mediamente positiva, a seconda poi dell'areale di produzione. Prodotto buono sia in termini di pezzatura sia per spessore della polpa".

"L'unica situazione da segnalare è la presenza di eriofide ruggiroso, patologia sempre più presente nell'Italia meridionale, che provoca un distaccamento nella parte aerea della pianta. Trattasi di un acaro, non visibile a occhio nudo, che si manifesta per le alte temperature. I principi attivi funzionanti per contrastare questa problematica sono davvero pochi".

"Siamo al 90% della campagna - continua l'agronomo. Nel nord della Basilicata, si contano migliaia di ettari destinati a pomodoro. Anche nel metapontino le superfici sembrano destinate ad aumentare e le produzioni sembrano dare ottimi risultati, dopo il periodo di virosi durato circa 20 anni. In base al trapianto, la campagna si può distinguere in 2 epoche: per i primi trapianti (fino alla metà di maggio), a causa delle condizioni climatiche incerte, le rese produttive sono state basse con molto prodotto verde. Invece, i trapianti effettuali dal 15 maggio a metà giugno, hanno visto condizioni di crescita migliori. Chi ha saputo gestire gli attacchi di eriofide rugginoso è riuscito a ottenere ottime produzione, con punte di 150-160 ton/ha".


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