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Macfrut 2020: una 37ma edizione, ricca di novita' e con uno sguardo ancora piu' ampio alle opportunita' future

Si prospetta un Macfrut 2020 ricco di novità nella sua XXXVII edizione, come presentata ieri alla Farnesina, il ministero degli Affari esteri italiano. Innanzitutto, la data della rassegna che questa volta vedrà l'apertura dei battenti di martedì, il 5 maggio 2020 e la chiusura giovedì 7 maggio, il tutto al Rimini - Expo Centre. L'orario di apertura per ognuno dei tre giorni sarà dalle ore 9:30 alle 18:00.

Sopra e sotto: il tavolo dei relatori. Photo credit: Angelo Campus

Al cuore della Fiera si aggiungerà un padiglione nuovo e ricco, lo Spices & Herbs Global Expo, tutto dedicato al mondo delle spezie, erbe officinali e aromatiche, il che rappresenta un unicum e un debutto europeo dedicato a un settore che nel mondo rappresenta oggi 8 miliardi di euro.

 Il depliant del Macfrut 2020. Photo credit: Angelo Campus

Oltretutto, sempre su questo comparto, nel corso di Macfrut 2020, Ismea presenterà un Osservatorio mondiale sulle spezie e le erbe officinali per mettere insieme dati da tutto il mondo e creare un quadro chiaro che dipinga lo stato dell'arte. Anche questa iniziativa rappresenterà una prima volta nel panorama europeo.

"Macfrut è frutto di un grande gioco di squadra, un lavoro che ha riguardato tutta la filiera dell'ortofrutta, l'analisi dei problemi di settore comprendendo le condizioni meteo che ne guidano lo sviluppo e che creano nuovi impedimenti", ha detto Renzo Piraccini, presidente di Macfrut. Da qui l'attenzione nuovi mercati e alle ultime tendenze di consumo, a partire dall'avocado che nella manifestazione avrà un ruolo principe, anche data l'espansione di questa coltura in molte aree italiane.

Renzo Piraccini, presidente di Macfrut. Photo credit: Angelo Campus

"In Italia, come anche in Spagna, l'avocado sta trovando uno spazio produttivo molto interessante – ha aggiunto Piraccini – In Sicilia e nel Salento tanto per cominciare, perché richiede un habitat molto simile a quello del limone. A questo scopo gli abbiamo dedicato la terza edizione del Tropical Fruit Congress, essendo uno dei fenomeni del settore, con consumi triplicati nel giro di due anni".

Renzo Piraccini al leggio e il tavolo dei relatori. Photo credit: Angelo Campus

La presentazione di Macfrut 2020 alla Farnesina
A fare gli onori di casa per la presentazione di Macfrut 2020, Stefano Nicoletti, capo dell'Ufficio per l'Internazionalizzazione del Sistema Economico - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese.

Stefano Nicoletti, ministero degli Affari Esteri, capo dell’Ufficio per l’Internazionalizzazione del Sistema Economico - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese. Photo credit: Angelo Campus

"La partnership con Macfrut sta diventando una tradizione – ha sottolineato Nicoletti – Nel corso della manifestazione sarà data importanza ai paesi e relative realtà produttive che si trovano su quella che fu la via di Marco Polo in Asia, inserendo approfondimenti su produzioni asiatiche, ma resterà grande l'attenzione rivolta all'Africa e lo spazio dedicato alle nazioni di quel continente che vorranno  esporre le loro realtà".

"L'Italia è tra i primi paesi nella produzione alimentare dell'ortofrutta e di macchine utili alla stessa produzione di settore – ha aggiunto Nicoletti – comparto quest'ultimo estremamente rilevante nel complesso italiano dei rapporti con l'estero. Il nostro Paese è al primo posto per la sicurezza alimentare e sempre prima tra i paesi europei per le basse emissioni alteranti dell'ambiente nel settore".

Al tavolo dei relatori, Efisio Arbau, capo gabinetto di Gabriella Murgia, assessore all'agricoltura della Regione Sardegna che è partner di Macfrut 2020: nell'Isola, il comparto ortofrutticolo contribuisce al 23% del valore complessivo della produzione agricola. La Sardegna sta lavorando molto sull'aggregazione nel mondo dell'ortofrutta, con esperienze nei segmenti dello zafferano di Sardegna Dop, del carciofo spinoso di Sardegna Dop (i carciofi costituiscono la quota principale, pari al 16% dell'intero settore) e di circa 50 prodotti agroalimentari tradizionali.

Efisio Arbau, capo gabinetto di Gabriella Murgia, assessore all'Agricoltura della Regione Sardegna. Photo credit: Angelo Campus

Sono seguiti gli interventi di: Ines Aronadio, direttore dell'Ufficio di Coordinamento Promozione del Made in Italy dell'Ice-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, poi Nicola Bertinelli, vicepresidente nazionale di Coldiretti, Fabio Del Bravo, Ismea-Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale.

Ines Aronadio, direttore dell’Ufficio di Coordinamento Promozione del Made in Italy dell’ICE. Photo credit: Angelo Campus

In platea, rappresentanti diplomatici di diverse nazioni appartenenti a più continenti, Africa, America Latina, Asia, oltre a Gennaro Velardo di Italia Ortofrutta, Emilio Di Castro di Crédit Agricole Italia, Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e managing director di CAR ScpA, Andrea Primavera, presidente di Fippo, la Federazione Italiana Produttori Piante Officinali.

La platea con le rappresentanze diplomatiche. Photo credit: Angelo Campus 

"Dobbiamo educare al consumo della frutta e a quella stagionale, educare al riconoscimento del prodotto italiano – ha rimarcato Nicola Bertinelli – E' assurdo trovare oggi nella grande distribuzione pesche e albicocche che provengono dalla Spagna. Ma sapete per quale ragione? Una parte deriva dalla produzione: dobbiamo aggregare molto di più la nostra offerta; oggi il mondo dell'ortofrutta è ancora così frammentato da indebolire la parte produttiva. Abbiamo a disposizione strumenti straordinari. Penso all'omnibus, a costituirci in forma di Op o di Aop che permettono un controllo dell'offerta del prodotto. Un caso viene dall'agricoltura trentina e altoatesina, con Melinda e Val Venosta che controllano l'offerta dell'80 per cento delle mele, con una redditività assolutamente importante. E' un'occasione che non possiamo farci scappare".

Nicola Bertinelli, vicepresidente nazionale di Coldiretti. Photo credit: Angelo Campus

"Ma se pensate - ha proseguito Bertinelli - che quella frutta parte dalla Spagna e arriva con due/tre giorni di anticipo, se pensate che la bolletta energetica dell'Italia è del 30 per cento più cara rispetto a quella spagnola, se immaginate che la rete di infrastrutture spagnola è nettamente superiore a quella italiana, non c'è qualità che tenga. Vince la logistica. Arrivare tre giorni prima, vuol dire avere tre giorni in più di shelf-life e se io costo l'11 per cento in più per la nostra bolletta energetica-logistica, il problema è veramente rilevante".

"Le sfide sono tantissime, a livello mondiale i cambiamenti climatici, poi le conseguenze del fattore Brexit, le limitazioni in molti casi anche alla commercializzazione a lungo raggio dell'ortofrutta – ha aggiunto Fabio Del Bravo di Ismea – Il settore è sempre più volatile, articolato e complesso anche dal punto di vista competitivo. Le sfide si moltiplicano. Ci sono da considerare i nuovi scenari, la valorizzazione delle potenzialità inespresse del settore all'estero. E qui penso all'uva da tavola, un prodotto eccellente che racconta molto dei nostri territori, del nostro clima, che ha pochissimi competitori all'estero, però fatica ad avere quel successo che meriterebbe. Penso alle indicazioni geografiche da valorizzare: se ne parla tanto, abbiamo 36 DOP e 76 IGP. C'è quindi un mondo che deve fare un passo deciso sull'aggregazione, sull'affermazione e accreditamento nei mercati internazionali".

Fabio Del Bravo, Ismea-Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale. Photo credit: Angelo Campus

A precedere Macfrut 2020, una sorta di programma di promozione della Fiera in giro per il Mondo: 28 missioni internazionali già programmate con tappe in Asia, Sud America, Europa, Africa e nazioni che saranno aggiunte visto che, alla presentazione alla Farnesina, i rappresentanti diplomatici di Sudan, Zambia, Mali e altre nazioni hanno espresso questo desiderio o quello di maggiori specifiche nei momenti e spazi B2B e nell'Acqua Campus che avranno luogo durante l'evento internazionale a Rimini.

Cosa trovare a Macfrut 2020
Internazionalizzazione, innovazione, contenuti rappresentano i tre capisaldi dell'azione di Macfrut 2020: in programma anche un grande evento internazionale dedicato ai Biostimolanti che vede il confronto tra aziende del settore, tecnici e filiere produttive connesse.

Il vasto panorama della fiera vedrà andare in scena:

  • Acqua Campus, campo prova sulle innovazioni dell'irrigazione;
  • Macfrut Field Solution campo prova con le più moderne tecnologie per il settore orticolo e frutticolo;
  • B2B Meeting agenda per incontri tra espositori, professionisti e buyer da tutto il mondo, da oltre 50 nazioni, con eventi dedicati e richiesti dagli stessi espositori;
  • Greenhouse Technology Village, villaggio dell'innovazione orticola in serra;
  • Tropical Fruit Congress, terza edizione del focus sulla frutta esotica, questa volta dedicato appunto all'avocado;
  • International Tomato Contest, Campionato mondiale del pomodoro con i player del settore, produttori e ditte sementiere;
  • Simposio mondiale della fragola, l'International Strawberry Symposium, che chiuderà il 6 maggio.

Come già accennato, partner internazionale di questa edizione di Macfrut è l'Asia con l'iniziativa "Frutta e spezie sulla via di Marco Polo", quindi attenzione sui mercati emergenti dell'Asia dove è in forte crescita la domanda di ortofrutta e spezie.

"Nell'edizione 2019, Macfrut ha contato circa 43.500 visitatori, di questi il 25 per cento di visitatori esteri. Sono stati mille gli espositori, il 20 per cento dei quali provenienti dall'estero – ha raccontato Renzo Piraccini – Quest'anno il layout della Fiera cambia con l'aggiunta di due padiglioni".

"Per Macfrut 2020 abbiamo pensato di selezionare circa 166 buyer da tutto il mondo – ha descritto Ines Aronadio dell'Ice – profili di alto livello, con un lavoro preliminare svolto nei nostri uffici all'estero nelle varie ambasciate, con nostri analisti di mercato specializzati nel settore e in grado di individuare la figura del buyer da accompagnare alla manifestazione".

"Macfrut è l'occasione per parlare e confrontarsi sull'ortofrutta nel corso dell'intero anno, viste le preventive missioni che vengono svolte in diverse nazioni del mondo – ha rimarcato Nicola Bertinelli, vicepresidente di Coldiretti – Il nostro comparto sta vivendo difficoltà inaudite anche per i cambiamenti climatici che favoriscono le infestazioni da parassiti provenienti da altri paesi, come la cimice asiatica che ci sta mettendo in ginocchio a cominciare da Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna letteralmente flagellate da questo insetto. Fatto che denota come ci sia molto da fare e molto dobbiamo implementare relativamente alla protezione a livello comunitario dall'arrivo esterno di animali e vegetali. Eppure, la nostra ortofrutta è la più sostenibile".

Ortofrutta italiana nel mondo
"L'Europa rappresenta l'80% dell'export ortofrutta italiana, la Germania oltre il 30% – ha evidenziato Ines Aronadio, dell'Ice – Nel 2018, l'89% del valore delle esportazioni è giunto grazie all'interscambio con i paesi UE, è sceso quello della frutta, all'82,7%, mentre hanno avuto quote in crescita l'Asia con il 5,2%, l'America con il 3,4 e il Medio Oriente con il 3,2%".

Secondo i dati ITA-Italia Trade Agency dell'Ice, per gli ortaggi le esportazioni italiane sono scese da un valore pari a 1.547.514.020 di euro al 2017 a 1.500.182.441 per il 2018. I Paesi top 5 client per il 2018 sono rispettivamente: Germania, Francia, Austria, Regno Unito e Svizzera. Tra i Paesi che invece hanno mostrato una maggiore variazione nel valore delle importazioni dall'Italia per il settore degli ortaggi, si trovano per il 2018 rispettivamente Slovacchia (+27,6%), Repubblica Ceca (+25,9%), Danimarca (+9,14%), Croazia (+5,11%) e Belgio (+3,15%). 

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Per le quote dalle varie aree geografiche, le esportazioni per i prodotti del settore si concentrano appunto nei paesi dell'Unione europea (89%), poi i paesi europei non UE (7%), America (2%), e Asia orientale (1%).

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Per la frutta e sempre nel 2018, dopo la crescita nel passaggio 2016-2017 è arrivato un netto calo nello scorso anno. Germania, Francia, Svizzera, Austria e Regno Unito sono rimaste le nazioni che hanno acquistato più di altre la frutta italiana (anche se la quota tedesca è diminuita del 9% circa). Le nazioni che invece hanno fatto crescere maggiormente gli acquisti di frutta italiana sono stati: Israele (+28,20%), Giappone (+27%), Qatar (+21,66%), Francia (+2,63%) e Svizzera (+2,27%). Seguono poi Paesi europei non UE (6,86%), Asia (5,2%) e America settentrionale (quota 3,4%).

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Cosa è stato esportato di più? Mele, pere e cotogne fresche per un valore totale pari a 863.137.301 euro; uve fresche e secche per 675.394.732 euro; albicocche, ciliege, pesche, incluse pesche noci, prugne e prugnole, fresche a quota 282.857.644 euro; agrumi, freschi o secchi esportati per 239.022.628 euro.

E nei primi cinque mesi del 2019? "Da gennaio a maggio 2019, si è evidenziato ancora un lieve calo per le esportazioni, -0,4% per gli ortaggi e -6,7% per la frutta (81,5 milioni in meno) - ha evidenziato di nuovo Ines Aronadio - Crescono invece i trasformati di frutta e verdura (+5,2%). I top 5 clienti in questi primi cinque mesi del 2019 sono: Germania, Francia, Austria, Svizzera e Polonia per gli ortaggi italiani; Germania, Francia, Spagna, Svizzera e Regno Unito per la frutta italiana".

Autore: G.G. per FreshPlaza


Data di pubblicazione:



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