I virus non possono essere combattuti direttamente dagli agrofarmaci

La centralità dell'Italia e di altri Paesi produttori di orticole rispetto al Mediterraneo, implica un serio rischio dal punto di vista della trasmissione di fitopatie. Infatti, il ritrovamento in Italia e in altre aree del Mediterraneo di virus pericolosi, come ad esempio il Tomato Yellow Leaf Curl Virus, il New Delhi Virus e il Pepper Vein Yellows Virus, rappresenta un grave rischio per il comparto orticolo e per tutta l'economia che ne deriva. Per comprendere meglio cosa sono questi pericolosissimi virus, abbiamo intervistato il docente di virologia presso la Facoltà di Agraria presso l'UniPa, Prof. Walter Davino.

"Sappiamo che i virus sono in grado di causare infezioni a tutti gli organismi viventi come batteri, funghi, piante, animali ed esseri umani - esordisce Davino - Il numero di specie di virus attualmente conosciuto è di circa 5000, ma ne vengono ritrovati mensilmente sempre di nuovi. I virus, quando penetrano nella pianta, in poco tempo riescono a colonizzarla interamente; per questo quando in campo ci si trova in presenza di piante colpite è del tutto inutile recidere solo la parte della pianta che presenta i sintomi, perché i virus per definizione sono agenti patogeni sistemici. Una volta, cioè, che il virus fa ingresso e si replica, poi si diffonde a tutta la pianta. In alcuni casi, però, i semi della pianta possono essere esenti da virus".

E' molto importante sapere che una pianta può essere infettata anche da più virus contemporaneamente, le cosiddette infezioni miste, dando origine a sintomatologie nuove e difficilmente districabili. "I virus - prosegue l'esperto - sono molto nocivi, perché riescono a mutare con grande facilità e perché hanno grande capacità di adattamento. Possono inoltre compiere il cosiddetto salto di specie e sanno superare le resistenze delle piante, fino a decimarle".

"I virus non possono essere combattuti direttamente dagli agrofarmaci - continua il docente - questi infatti servono solo per arginali indirettamente, attraverso ad esempio la lotta ai loro vettori. E' interessante sapere che i virus possono provocare alterazioni morfologiche come la riduzione di sviluppo di alcuni organi della intera pianta, malformazioni, modificazioni cromatiche, striature e necrosi dei tessuti".

"Alle alterazioni fisiologiche bisogna aggiungerne altre, come l'alterazione della fotosintesi della clorofilla etc - chiarisce il virologo - Le modalità di trasmissione sono svariate e molti virus adottano vere e proprie strategie, come la trasmissione diretta da ospite infetto a ospite sano, attraverso l'innesto, il contatto fogliare, il contatto radicale, il taleaggio; o indirettamente attraverso vettori quali acari, insetti, nematodi, funghi e cuscute. La trasmissione avviene anche attraverso seme e polline".

"Per tutti questi motivi - conclude il cattedratico - la lotta ai virus è difficile da attuare. In caso di danni alle colture causati dai virus, è opportuno adottare misure profilassi che riducano la trasmissione.
Quando è possibile, bisogna impiegare genotipi resistenti o tolleranti, in modo da limitare i danni dovuti al diffondersi del patogeno. In ogni caso, bisogna mettere a punto una strategia di difesa efficace, attraverso il riconoscimento tempestivo del patogeno, la conoscenza della modalità di trasmissione, delle tecniche di coltivazione impiegate e delle caratteristiche del territorio".


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