Rilancio e valorizzazione della limonicoltura siciliana

Un progetto, fortemente richiesto dagli operatori della filiera, che si propone come obiettivo quello di dare risposte alla limonicoltura in termini di sviluppo e innovazione per il settore. 

Ieri, 17 luglio 2019, presso la sede del CREA (Centro Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura di Acireale), è stata presentata la proposta progettuale dal tema "Rilancio e valorizzazione della limonicoltura siciliana".

I promotori principalmente sono stati il Consorzio del Limone di Siracusa IGP, il Consorzio di Tutela del limone Interdonato e l'Associazione Limone dell'Etna.

Il tavolo dei relatori

"Erano circa 30 anni che non si svolgevano ricerche nel settore della filiera agrumicola – ha detto Paolo Rapisarda, direttore del CREA di Acireale - e di questa lacuna, il comparto ha risentito. Pertanto i portatori di interesse ci hanno chiesto di elaborare un progetto abbastanza completo, che possa affrontare tutte le problematiche della filiera".

"In primo luogo dobbiamo affrontare il problema del mal secco, che limita molto la produzione e che quindi impegna fortemente gli operatori, anche dal punto di vista economico. Per fare questo vogliamo attingere alle nuove conoscenze, infatti abbiamo inserito nel progetto lo studio del genoma del limone. Solo partendo da questa mappatura potremo andare a identificare quei geni o quel gruppo di geni responsabili della sensibilità o della tolleranza al mal secco".

Paolo Rapisarda

"Allo stesso tempo - ha proseguito il direttore – affronteremo anche altre problematiche, come ad esempio la conservazione del prodotto in post-raccolta. Vogliamo che il limone giunga al consumatore in buono stato e che si mantenga sullo scaffale più a lungo. Quindi promuoveremo uno studio che riguarda la shelf life del prodotto".

"Altre attività previste riguardano gli interventi colturali – ha spiegato Rapisarda - che da molto tempo non sono al centro di ricerche specifiche. Inoltre, vogliamo introdurre delle innovazioni tecnologiche che riguardano l'agricoltura digitale, l'automazione e altri aspetti importanti, che un'agricoltura moderna dovrebbe contemplare".

"Sono importanti anche i derivati del succo di limone e le essenze - ha concluso il direttore Rapisarda - vi è infatti una forte richiesta da parte del mercato internazionale per i succhi e le essenze di limone. Approfittando del trend positivo per il brand Sicilia anche all'estero, vogliamo valorizzare il nostro prodotto dal punto di vista qualitativo, nutrizionale e salutistico, per poi andare a richiedere il marchio Qualità Sicura Sicilia".

Una parentesi importante è stata aperta anche sui sottoprodotti dell'industria agrumaria: una risorsa da cui si possono estrarre sostanze biologicamente attive, da impiegare in campo cosmetico, farmaceutico e dell'integrazione alimentare. A breve il progetto, per essere supportato, sarà presentato alla Regione Siciliana e al Mipaaft.


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