Bilancio negativo per la campagna agrumicola 2018/19 della Regione di Valencia

Nella regione spagnola di Valencia, la campagna agrumicola 2018/19 è stata una delle peggiori degli ultimi anni, secondo i dati pubblicati dal sindacato UNIÓ de Llauradors, con un calo del 32% degli utili rispetto alla stagione precedente.

Il rapporto del sindacato mostra che le entrate sono diminuite di 151 milioni di euro (40%) nel caso delle arance, 114 milioni per i mandarini (30%) e 13 milioni per i limoni (12%).

Mentre nella campagna 2017/18, sono stati ottenuti dalla vendita di agrumi 874 milioni di euro, in questa stagione il totale è sceso a soli 595 milioni di euro.

Le varietà con le perdite più alte sono state registrate per l’arancia Lane Late con 51 milioni, Valencia Late con 47 milioni, limone Fino con 33 milioni, mandarino Clemenules con 28 milioni, arancia Navelina e mandarino Ortanique, con 25 milioni di euro.

Quasi 700.000 tonnellate rimaste invendute
A queste cifre dobbiamo aggiungere la produzione che non può essere commercializzata e che, secondo i dati forniti da La UNIO, ammonta a quasi 700.000 tonnellate, rispetto a una produzione totale di poco più di 4 milioni di tonnellate. La situazione è stata causata dai danni provocati dalle piogge torrenziali, dalla produzione di calibri non commerciali e dalla saturazione del mercato, dovuta alle importazioni.

Prezzi inferiori del 26%
I prezzi di vendita dei produttori sono risultati mediamente inferiori del 26% rispetto a quelli della campagna 2017/18 (il 30% nel caso dei mandarini e il 39% per le arance). Tutti i gruppi di agrumi hanno subito un calo dei prezzi all'origine: il più pesante, il 56%, è stato registrato per le arance Valencia, il gruppo Navel con il 40%, i mandarini ibridi (Clemenvilla e Ortanique) con il 32%, o il Clemenule con il 26%. Le clementine Ortanique sono quelle che hanno raggiunto il prezzo medio più basso, 0,12 Euro / kg.

Circostanze agronomiche e commerciali
La mancanza di piogge e le alte temperature estive hanno portato alla produzione di calibri più piccoli e a un ritardo di due settimane nell'avvio della raccolta delle varietà più tradizionali, che si è tradotto in una sovrapposizione con quelle a maturazione medio-tardiva. Le piogge autunnali hanno anche causato gravi perdite in alcune regioni, sia in termini di perdite dirette che di qualità.

Vale anche la pena notare che, in questa campagna, c’è stata un’enorme quantità di frutta proveniente dai Paesi dell'emisfero meridionale (principalmente dal Sudafrica), nella prima parte della campagna, e da Egitto, Marocco o Tunisia alla fine, causando gravi alterazioni sul mercato europeo.

Proposte e misure
Le proposte e le misure prese dalle amministrazioni per risolvere questa crisi sono state insufficienti, inefficaci e supportate da budget esigui. Il governo centrale ha concesso solo garanzie statali, che comportano più debito, e il sistema dei ritiri dei frutti è stato introdotto tardi e male, e non ha nemmeno soddisfatto le previsioni, in quanto solo il 57% del volume inizialmente previsto per il ritiro dal mercato è stato effettivamente ritirato (28.000 tonnellate su 50.000).

Intercettazione dei parassiti
Per quanto riguarda l'intercettazione degli organismi nocivi da quarantena nell'UE, nel 2018 il 72% di questi proveniva da quattro Paesi (Argentina, Brasile, Uruguay e Sudafrica), con i primi tre inclusi nell'accordo Mercosur, ancora da ratificare, e il quarto con un accordo vantaggioso già in vigore.

Il 92% delle intercettazioni di temuti parassiti come Phyllosticta citricarpa, o Guignardia, che causa il CBS (Citrus Black Spot) e l'88% delle intercettazioni di parassiti come la Falsa Cydia (Thaumatotibia leucotreta) provenivano da quei Paesi.

Fonte: agrodigital.com


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