Intervento di un ex funzionario del Ministero in relazione alle limitazioni al Brennero

Export frutta: e' indispensabile un ritorno alla rotaia

Tornare alla rotaia per sgravare le strade dai TIR. Ormai pare essere una necessità, a causa delle limitazioni che molti Paesi europei, fra cui l'Austria, stanno imponendo al passaggio del traffico pesante. Utilizzare più treni non sarebbe una novità, ma un ritorno al passato, come interviene Giampaolo De Paoli, già responsabile del Servizio Agricoltura di Forlì-Cesena.

Giampaolo De Paoli

"Ho letto con interesse l'articolo sulle limitazioni da parte dell'Austria (cfr. FreshPlaza del 16/07/2019), e credo che tornare a usare di più la rotaia sia indispensabile. Negli anni '50 e '60, tutte le esportazioni avvenivano con treni speciali e le tempistiche non erano molto diverse da oggi".

De Paoli afferma che "All'epoca io ero uno di coloro che facevano parte della Commissione che rilasciava i certificati fitopatologici. Eravamo alle dirette dipendenze del Ministero dell'Agricoltura. E ricordo benissimo che andavamo a fare i controlli sui vagoni che partivano per la Germania. Credo di poter dire, senza timore di smentite, che il 90% dell'ortofrutta in esportazione viaggiava su rotaia".

Foto tratta da www.intermodale24-rail.net (clicca qui per il link diretto)

Si trattava di treni merci speciali, che godevano di ampia precedenza, anche rispetto ad alcune categorie di treni passeggeri. E non viaggiavano solo di notte. I magazzini della frutta caricavano nella propria struttura i vagoni, che poi venivano portati alla stazione. La refrigerazione era ancora vecchio stile, cioè con stecche di ghiaccio.

Al giorno d'oggi si potrebbero riempire di frutta e verdura dei container refrigerati per poi caricarli sui pianali dei vagoni e agganciarli, nelle maggiori stazioni delle zone produttive, alla motrice.

"Non si deve pensare - aggiunge - che i tempi fossero più lunghi di quelli di oggi. Entro 48 ore la frutta passava dalle piante del produttore alla destinazione in Germania. I treni avevano anche 30-40 vagoni e tutto era ben organizzato".

Di intermodalità ha parlato anche Massimo Savini, di RLA, in un recente intervento (cfr. FreshPlaza del 23/05/2019). Secondo De Paoli, l'errore fu commesso negli anni '70 quando si puntò tutto sulla gomma e non si organizzò adeguatamente la linea ferroviaria e neppure si modernizzarono le stazioni. Ma oggi non si può più pensare di trasportare tutto con i TIR. 


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