La peschicoltura e' una questione di matematica

Non è infallibile come la matematica, ma c'è chi ritiene che la coltivazione di pesche e nettarine porti a risultati migliori se si applica un approccio numerico. Stefano Rivalta, frutticoltore della provincia di Ravenna, ne è convinto in quanto ottiene buoni risultati anche in annate poco soddisfacenti.

"Mi trovo del tutto d'accordo - esordisce Rivalta - con quanto affermato da Leonardo Odorizzi (cfr. FreshPlaza del 9/07/2019) cioè che siamo di fronte a una crisi della produzione e non del mercato. Per esperienza personale, posso confermare quanto detto da Odorizzi: ho una varietà di pesche venduta tutta nei bins a 0,58 euro/kg. Ovviamente il calibro era medio-alto e la qualità molto buona. E, considerando la buona produttività ad ettaro, la PLV è stata interessante".

Quando Rivalta parla di buona produttività a ettaro, in realtà non pensa a quantità molto elevate, di certo non superiori alle 30 ton/ha. Tutto sta nel produrre calibro, non massa totale. La varietà in questione è stata staccata dal 25 giugno al 6 luglio 2019. 

"Il calibro C non va preso neppure in considerazione. Il B deve essere poco, mentre si comincia a ragionare da A in su. Quello che curo molto è il numero di frutti per pianta. Infatti, in fase di diradamento effettuo dei controlli a campione contando i frutti per pianta che, moltiplicati a ettaro, mi danno il carico complessivo" spiega Rivalta.

Un approccio matematico fin dalla potatura, passando poi per il diradamento, in modo che non si abbiano più di 200mila frutti per  ettaro. Si parla di un impianto fitto a vasetto, gestibile con facilità e con una potatura che faciliti un numero maggiore di cime, che sono quelle che portano frutti di qualità.

Il produttore, inoltre, fa la distinzione fra il calibro A grosso, vale a dire il 24 nelle padelle 40x60, e l'A piccolo, cioè il 26 nelle confezioni. "C'è una bella differenza fra i due calibri, pur essendo entrambi A. Se si vende un prodotto lavorato, occorre tenerlo bene a mente, affinché anche l'agricoltore guadagni quello che gli spetta".

"Il primo stacco di Big Top, calibro A e AA - conclude Rivalta - è stato pagato fra 0,75 e 0,80 euro/kg nei bins. Prodotto di prima qualità, ovviamente.  Anche io, come Odorizzi, ritengo che la crisi sia della produzione, non del mercato, salvo i problemi meteo".


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