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Ecco come si trasmette il cancro batterico degli agrumi

Grande successo scientifico e manageriale alla conferenza finale del progetto ORPRAMed (Risk assessment of introduction of Xanthomonas citri subsp. citri through commercial trade of ornamental rutaceous plants in the Mediterranean basin) svoltasi alcuni giorni fa  presso il giardino Botanico Radicepura, (Giarre - CT). 

Il progetto coordinato dalla ricercatrice Paola Caruso (CREA Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Acireale) ha avuto come principale obiettivo la valutazione del rischio d'introduzione del batterio Xanthomonas citri subsp. citri (agente patogeno del Cancro Batterico degli agrumi) tramite scambi commerciali di specie di Rutaceae ornamentali nel bacino del Mediterraneo.

Paola Caruso

L'evento, organizzato dal CREA-Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, oltre ad avere l'obiettivo di mostrare i risultati ottenuti da tutti i partner del progetto, ha condiviso informazioni riguardo al patogeno e alla malattia per promuovere un'adeguata divulgazione del potenziale rischio di diffusione della fitopatia, implementando sempre più la sinergia tra enti pubblici e privati.

Rapisarda, Faro, Puglia e Russo

A presenziare il tavolo, Paolo Rapisarda Direttore del CREA Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Mario Faro proprietario del giardino botanico Radicepura, Agatino Russo Direttore del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente e Serenella Puliga, referente Ministeriale del Mipaaft per i progetti finanziati nell'ambito di ARIMNet. Quest'ultima ha illustrato gli obiettivi, le finalità, la struttura e l'organizzazione del consorzio Internazionale ARIMNet, nell'ambito del quale il progetto ORPRAMed è stato selezionato in risposta alla bando transnazionale 2015 su 191 proposte presentate e finanziato dalle rispettive agenzie nazionali.

Piante ornamentali appartenenti alla famiglia delle Rutaceae anche con altre destinazioni d'uso nei generi Murraya, Microcitrus, Eremocitrus, Atalantia, Clauseana ecc. sono state introdotte al pubblico da Caruso che ne ha esaltato la biodiversità e le elevate caratteristiche ornamentali. Nell'intensa giornata dei lavori, i numerosi relatori hanno toccato diversi argomenti dando una completa informazione sulla malattia, il patogeno e tutti gli obiettivi del progetto.

Olivier Pruvost

Il primo relatore, Olivier Pruvost, senior research scientist at CIRAD (French Agricultural Research Centre for International Development) ha introdotto la platea sulla biologia del batterio, la sintomatologia della malattia e i gravi danni diretti e indiretti (costi di produzione) causati dalle due pathovar di Xanthomonas citri (pv. citri e pv. aurantifolii) agenti del cancro asiatico e del cancro sud americano.

Introducendo lo scopo principale del progetto Pruvost, ha evidenziato come secondo l'EFSA le piante ornamentali nella famiglia delle Rutaceae siano una possibile via di introduzione in Europa della malattia diffusa in quasi tutte le aree agrumicole del mondo, ma non presente nei paesi del bacino del Mediterraneo.

Mappa della malattia

A seguire, l'intervento di Giuseppe Timpanaro, docente UniCT, ha evidenziato la pericolosità dei flussi di Rutaceae non incluse nella vigente direttiva, sottolineando che la fitta aggregazione delle statistiche sulle piante ornamentali non consente di estrapolare i dati su questa categoria. Il grado di rischio di diffusione dell'Xcc è principalmente legato al materiale di propagazione (in particolare le marze), facilmente occultabile (in caso di invasione intenzionale) e potenzialmente in grado di sfuggire ai controlli doganali.

Vittoria Catara

Le specie di rutacee ornamentali anche di generi diversi da Citrus, Fortunella e Poncirus possono essere ospiti di diversi ceppi del batterio. E' quanto evidenziato da Vittoria Catara (Professore associato di Patologia vegetale, Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente, Università di Catania). Gli studi effettuati presso il laboratorio da lei diretto hanno evidenziato infatti che più della metà delle specie saggiate appartenenti a 15 diversi generi sono suscettibili al batterio e che i ceppi del temibile patotipo A sono quelli con la più ampia gamma di ospiti.

Le cellule di Xanthomonas citri pv. citri inoltre possono aggregarsi sulla superficie della pianta e formare il così detto "biofilm", una struttura che contribuisce alla sopravvivenza del batterio che, come studiato dal gruppo di ricerca di Jaime Cubero (INIA – Spagna), è stata riscontrata anche in rutacee ornamentali resistenti al batterio e che potrebbe consentire al patogeno di essere trasportato anche in piante asintomatiche.

Isabelle Robene

Isabelle Robene (CIRAD, La Reunion – Francia) ha illustrato un metodo nuovo messo a punto presso i loro laboratori che consente di identificare e quantificare selettivamente, solo il DNA di cellule vive di Xcc. Questo metodo, è stato messo a punto allo scopo di quantificare le cellule vive presenti sulla pianta, ed è un modello molto promettente che potrebbe essere applicato anche per il rilevamento di altri patogeni.

I risultati del Di3A (Università di Catania) hanno evidenziato un differente comportamento delle specie di Murraya che hanno consentito ai ricercatori del CREA-OFA di studiare i geni coinvolti nella resistenza di alcune specie. In tal senso Concetta Licciardello (ricercatrice CREA-OFA) ha spiegato come alcuni geni candidati responsabili della suscettibilità e della tolleranza nei riguardi della malattia (identificati a seguito del sequenziamento del genoma di Murraya paniculata, una delle specie valutate nel progetto e importante per la sua tolleranza al patogeno) possono essere utili per una migliore comprensione dei meccanismi messi in atto dalla pianta per rispondere all'attacco di Xcc.

Foto di gruppo dei relatori

Paola Caruso, inoltre, ha esposto anche i risultati dei partner della Turchia, non presenti alla conferenza, che hanno svolto attività di monitoraggio in vivai e agrumeti nelle principali zone agrumicole escludendo la presenza della malattia in questa aerea del Mediterraneo in posizione strategica per escludere il potenziale pericolo d'ingresso del patogeno dall'Iran dove la malattia è presente.

La realtà operativa delle intercettazioni ai "posti di controllo frontalieri" è stata illustrata Eduardo Ucciero e Francesco Saraceno dei Servizi Fitosanitari rispettivamente delle regioni Campania e Sicilia. I controlli hanno messo in evidenza non solo un crescente numero di intercettazioni di merce regolamentata (la Sicilia negli ultimi 16 mesi ha registrato il più altro numero d'intercettazioni d'Italia) in importazione, ma soprattutto un allarmante e diffuso fenomeno di introduzione di piccoli quantitativi di vegetali da parte di viaggiatori provenienti da paesi extracomunitari dove sono segnalati pericolosi organismi da quarantena. A seguito di tale situazione, alcuni Servizi fitosanitari, anche italiani, si sono attivati per incominciare, un approccio di "Closed import system" cosi come avviene già in Australia e Nuova Zelanda.

Claude Bragard

Hanno contribuito al successo del convegno invitati di prestigio quali Claude Bragard, Chair del Gruppo degli esperti scientifici sulla salute dei vegetali dell'Autorità Europea per la Salute delle Piante, e Françoise Petter, Assistente del direttore dell'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (EPPO) e capo del programma del gruppo di lavoro sui regolamenti fitosanitari. Entrambi hanno spiegato i ruoli principali delle due Istituzioni approfondendo le tematiche relative al cancro batterico del pomodoro, come opinioni scientifiche, analisi del rischio, protocolli diagnostici aggiornati e sottolineando il contributo di ORPRAMed a tali risultati.

Françoise Petter

Il convegno si è concluso con la visita del "Radicepura Garden festival", mostra Biennale del Giardino Mediterraneo, quest'anno dedicato ai "Giardini Produttivi".


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