Firmato l'accordo sul prezzo per la campagna pomodoro da industria al Centro Sud

Dopo una lunga trattativa, l'ANICAV e le OP del Bacino Centro Sud hanno definito l'Accordo Quadro per la gestione della prossima campagna di trasformazione del pomodoro.

L'Accordo prevede la conferma dell'impianto contrattuale del 2018 per la parte normativa, con un prezzo di riferimento medio di 95 €/ton per il pomodoro tondo e 105 €/ton per il lungo.

"E' prevalso il senso di responsabilità. – dichiara il Presidente di ANICAV Antonio Ferraioli – Nonostante il momento non semplice per l'industria, abbiamo riconosciuto un significativo aumento del prezzo medio rispetto alla scorsa campagna per venire incontro alle difficoltà della parte agricola, un importo di gran lunga più alto di quello pagato dagli altri Paesi produttori a livello mondiale. L'accordo dovrà rappresentare uno stimolo per il rilancio dell'interprofessione che, oltre a favorire il processo d'integrazione di filiera, è chiamata a garantire il rispetto delle regole e una forte attenzione al tema della sostenibilità etica".

"Siamo soddisfatti dell'intesa raggiunta grazie all'impegno delle parti e alla sensibilità dimostrata dall'industria nei confronti del mondo agricolo. – dichiara il Presidente di Italia Ortofrutta Gennaro Velardo – Si tratta di un accordo che tutela gli agricoltori riconoscendo un prezzo che consentirà di sostenerne la giusta redditività. L'auspicio è che a partire dalla prossima campagna, con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera del bacino del Centro Sud, si riesca a chiudere il contratto quadro nei tempi previsti dell'Accordo circoscrizionale generale dell'OI al fine di garantire una corretta programmazione delle quantità".

Commentando l'accordo, il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri dichiara: "Si tratta di un significativo passo in avanti che va nella direzione di una maggiore valorizzazione del pomodoro pelato, che rappresenta il 65% di tutto il pomodoro prodotto al Sud".

"Il grande punto di forza dell'accordo concluso risiede inoltre nel fatto – prosegue Mercuri – che alla contrattazione hanno preso parte le Op del pomodoro da industria e le loro organizzazioni di riferimento, gli unici soggetti imprenditoriali che detengono il prodotto e che, in quanto tali, possono rappresentare al meglio gli interessi della parte agricola. A conferma che delegare a soggetti intermediari la trattativa sul prezzo del pomodoro non sempre porta a risultati vantaggiosi per i produttori".


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