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Prezzi fallimentari per pesche e albicocche: le proteste dei produttori continueranno anche nelle prossime settimane

Produttori disperati richiedono alle istituzioni soluzioni immediate per risollevare le diverse aziende agricole colpite da una crisi che è andata sempre più intensificandosi per le condizioni atmosferiche anomale degli ultimi mesi.

E' quello che si verificato lo scorso venerdì 21 giugno nel metapontino, quando centinaia di agricoltori hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal Comitato Agricoltori Uniti per denunciare le difficoltà incontrate nel momento della commercializzazione, con situazioni che mettono a rischio tante aziende agricole locali.

"Una grande affluenza, che ci ha permesso di mostrare alle istituzioni regionali e nazionali che gli agricoltori dell'arco ionico sono uniti e non intendono fermarsi". A spiegarlo è Antonio Tornese, componente del comitato, il quale aggiunge: "Il prossimo evento è stato già fissato per venerdì 28 giugno a Montalbano Jonico. Continueremo a regalare pesche e albicocche in altre piazze di tutta la regione. Queste azioni dimostrative servono a sensibilizzare sulla nostra drammatica situazione".

"Ci pagano i nostri prodotti solo 20 cent/kg. I mercati e la GDO ci dicono che si sta registrando un surplus di prodotto, ma non si spiega perché, nonostante questo, le nostre pesche e albicocche arrivano sugli scaffali del Nord-Italia a 4,50 €/kg. Personalmente, dopo diversi tentennamenti, sto conferendo albicocche biologiche della varietà Portici a 15 cent/kg, rispetto ai 45/50 dello scorso anno". 

"Siamo disperati, amareggiati e privi di dignità. Personalmente, in questa campagna drupacee ho perso almeno 50.000 euro, ma ci sono altri agricoltori che si ritrovano in situazioni peggiori della mia".

Le proposte degli agricoltori lucani sono le seguenti:

  1. fissazione di un prezzo massimo alla vendita dei prodotti ortofrutticoli sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata;
  2.  fissazione di un prezzo minimo all'acquisto dei prodotti ortofrutticoli da parte delle industrie agroalimentari;
  3. sospensione delle imposte/tasse (per un periodo limitato) che gravano sulle imprese agricole.

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