De Castro agli agricoltori UE: utopistico avere la nuova PAC entro il 2021

"L'Europa non può varare una nuova riforma della Politica agricola comune senza conoscere su quante risorse la PAC potrà contare nei prossimi sette anni. Ed è utopistico pensare che il Parlamento europeo e il Consiglio possano accordarsi su una nuova PAC in tempo perché entri in vigore il primo gennaio 2021. Per questo è necessario un regolamento transitorio per garantire certezza giuridica ai nostri agricoltori". E' il pensiero espresso da Paolo De Castro, presidente pro-tempore della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, intervenendo ieri 13 giugno a Bruxelles, insieme al commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan, al Presidium del Copa e Cogeca, i Comitati delle organizzazioni agricole e cooperative dell'UE.

"La difesa del budget agricolo è la sfida fondamentale e principale da vincere in questo momento" sottolinea l'eurodeputato Pd, ricordando che il Parlamento europeo ha chiesto di mantenere per il futuro almeno gli attuali livelli di spesa e un aumento dei contributi all'UE da parte degli Stati membri dall'attuale 1% all'1,3% del Pil. "Basti pensare - ha detto - che una Brexit senza accordo, lascerebbe in Europa un buco finanziario di 12 miliardi di euro, tre dei quali a carico della PAC. Gli agricoltori non devono più pagare per le scelte degli altri: prima l'embargo russo, ora la Brexit".

Rivolgendosi poi al commissario Hogan, De Castro ha sollecitato "la presentazione il prima possibile delle regole transitorie per estendere l'attuale PAC oltre al 2020, dando la possibilità agli agricoltori di programmare al meglio i loro piani aziendali".

Concludendo, De Castro non ha nascosto "la forte preoccupazione per l'accelerazione sui negoziati di libero scambio con il Mercosur, il blocco commerciale formato da Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, con l'obiettivo di chiudere l'accordo politico entro il G20 di fine giugno a Osaka. Non possiamo accettare - ha indicato - che produzioni con standard infinitamente più bassi di quelli rispettati con fatica dai nostri agricoltori, possano invadere il mercato unico europeo. Allo stato attuale delle cose - ha rassicurato De Castro - non ritengo ci sia nell'Europarlamento una maggioranza a favore di questo accordo di libero scambio".


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