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Il CAR rinnova il primato della Capitale nei servizi per il 'fresco'

Per il settimo anno consecutivo, il bilancio consuntivo del CAR – l'agromercato all'ingrosso  controllato e gestito dalla società CAR Scpa (partecipata dalla Camera di Commercio di Roma, dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio e da istituti di credito) – si è chiuso con i conti e i valori patrimoniali del 2018 in chiara, uniforme, ampia e cospicua crescita.

Tutti e tre gli indici economici di sintesi – il ROS (il rapporto tra il risultato operativo e i ricavi netti), il ROI (l'indice di redditività dei capitali investiti), il ROE (la profittabilità di un'azienda) – tra il 2017 ed il 2018 segnano infatti miglioramenti più o meno forti, ma comunque rilevanti, anzitutto perché passati in coerenza tra di loro rispettivamente dal 10,3% al 13,1%, dal 2,3% al 2,9%, dall'1,1% all'1,2%.

Aumenta il margine operativo lordo (4,2 milioni pari al +15%) tra i ricavi e i costi, che tocca il 25% (dal 22% nel 2017) nel rapporto con il valore della produzione (+1%); cresce di 1,3 milioni di euro (+25%) il risultato ante imposte che arriva al +18% dopo gli adempimenti fiscali; scende un indebitamento (-4.5%) fatto quasi soltanto di impegni a medio termine, si riducono i crediti (-10%) verso i clienti, sfiora i 54 milioni di euro il patrimonio netto.

Questi i risultati del Bilancio consuntivo 2018 presentati dal direttore generale, Fabio Massimo Pallottini, nell'Assemblea dei Soci di giovedì. Il direttore ha definito tali risultati "straordinari, dato l'andamento non brillante dei contesti economici di riferimento nazionale e visti anche i sintomi di ulteriore crescita aziendale colti nei primi mesi 2019".

"Il nostro continuo impegno ha visto crescere nel 2018 (superando il 90%) i tassi di occupazione delle superfici disponibili per le aziende interne e le nuove attività. La superficie utile lorda è stata ottenuta sfruttando al millimetro gli spazi. Da menzionate, il numero e la reputazione delle grandi aziende anche estere che vogliono insediarsi nel Centro Agroalimentare di Roma".

A tal proposito, sono state poste le basi per l'arrivo di una prestigiosa "new entry" come la "Compagnie Fruitière": multinazionale con capitali in prevalenza francesi il cui arrivo è frutto del recente gemellaggio tra Campidoglio, CAR, Municipalità parigina e agromercato Rungis e che anticipa un insediamento romano a Parigi che assicuri presenza commerciale alle eccellenze laziali. 

Dai dati nell'Assemblea dei Soci e da quanto i vertici aziendali hanno spiegato a margine, è emerso chiaramente che, nel pluriennale successo del CAR e sulle sue prospettive di sviluppo, non c'è nulla di acquisito, definitivo, scontato, inerziale. Nel futuro dell'agromercato c'è invece uno sviluppo che si annuncia difficile e prevede "l'avviamento di nuove filiere agroalimentari quali biologico, carne, vino, olio; il decollo di un polo del 'Congelato' per crear il quale è forte la domanda di spazi, tecnologie, servizi da parte di imprese attente al mercato romano; innovazioni tecnologiche che riducano le temperature nei locali commerciali (insidiati dai mutamenti climatici e dal riscaldamento globale) e difendano le qualità organolettiche dei prodotti; una revisione tecnica e organizzativa per la raccolta, il recupero e lo smaltimento di rifiuti, nonché per la vendita d'imballaggi nuovi; il decollo di servizi logistici rinnovati per tutto il CAR e specie per il mercato ittico, che conta già su una nuova centrale del ghiaccio".

L'internazionalizzazione dei prodotti laziali e delle tecnologie del CAR è un altro obiettivo dell'agromercato di Roma, che conserva però come missione prioritaria la gestione del consenso degli operatori interni nel servire meglio i consumatori, le filiere produttive e la catena distributiva dell'Italia centrale.

"In una fase in cui la grande distribuzione mostra qualche affanno – dice il presidente Walter Giammaria – successi e progetti del CAR vanno letti in chiave di rilancio del sistema economico del Lazio assicurando qualità, efficienza, competitività e innovazione alla rete delle Pmi romane e laziali, ai produttori agricoli, ai mercati rionali, ai negozi di vicinato, ai consumatori". 


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