Considerevole incremento nelle importazioni europee di ortofrutta da paesi extra-UE

Una cifra considerevole: ben 10 milioni di tonnellate nel 2018, banane escluse. Questo il volume di frutta e verdura che l'Europa ha importato da paesi produttori extra-UE. Si tratta di un aumento del 10% rispetto al 2017 e di un +20% rispetto a dieci anni fa.

Per quanto riguarda le sole banane, la situazione è ancora più netta: le importazioni europee da paesi extracomunitari sono cresciute anche più rapidamente che tutte le altre referenze ortofrutticole. Nel 2018, le banane importate hanno raggiunto quota 6 milioni di tonnellate. contro 4,5 mln ton dieci anni fa.

L'hub sono i Paesi Bassi
Una quota rilevante di questi flussi in ingresso - circa un terzo del totale - transita per i Paesi Bassi, mentre secondo acquirente è il Regno Unito.

Spagna e Francia sono altri due paesi che importano merci extra-UE, con una percentuale di incremento molto significativa in Francia.

Crescite notevoli sono segnalate anche in Portogallo e Polonia, mentre le importazioni ortofrutticole extra-UE sono diminuite in Italia e Belgio rispetto a dieci anni fa.

I Paesi Bassi costituiscono il principale porto d'ingressoper frutta e verdura (banane escluse) di fornitori come Sudafrica (46% del totale importato dall'UE), Costa Rica (34%), Brasile (48 per cento), Perù (52 per cento), Cile (47 per cento) ed Egitto (il 38 per cento delle importazioni UE passa dall'Olanda). 

I prodotti marocchini approdano invece in prevalenza in Spagna e Francia, mentre quelli turchi sono spediti verso Romania, Bulgaria e Austria. L'ortofrutta neozelandese trova il suo ingresso nella UE attraverso il Belgio.

Sudafrica e Marocco primi esportatori
Le fornitore più ingenti di frutta e verdura da paesi extra-UE giungono in Europa da Sudafrica e Marocco. Soprattutto da quest'ultima origine, i flussi sono decisamente aumentati in anni recenti. Altri due importanti fornitori sono Turchia e Costa Rica. I quattro paesi menzionati contano per circa la metà di tutto l'import ortofrutticolo europeo (banane escluse).

Altri principali origini sono: Brasile, Perù, Cile, Egitto, Nuova Zelanda e Argentina; tra questi, il player maggiore è il Perù, con un aumento delle esportazioni verso l'UE passato da 160 a 630mila ton nel giro di un decennio.Anche le spedizioni dall'Egitto sono aumentate considerevolmente, mentre appaiono in calo gli acquisti da Cile, Nuova Zelanda e Argentina.

In anni recenti, altri paesi sono entrati nel novero dei fornitori di frutta e verdura: Messico, India, Senegal, Serbia, Colombia e Albania. 

Avocado, angurie e mango
Oltre alle arance e all'ananas, che rappresentano i prodotti frutticoli maggiormente importati nella UE da paesi extracomunitari, anche l'import di uva da tavola è cresciuto, seppure più lentamente. I limoni vengono per quarti, seguiti dai pomodori.

A più rapida crescita negli ultimi dieci anni si segnala: l'avocado, le cui importazioni nella UE sono triplicate nel giro di un decennio, passando da 200 a 600mila ton. Altri prodotti in crescita sono angurie e mango.

In calo risultano invece le importazioni di mele, pompelmi, peperoni, kiwi e pere.

Controstagione? Non sempre
Malgrado il fatto che molti di questi prodotti siano importati in controstagione, per alcuni sussistono delle sovrapposizioni con le produzioni UE. E' il caso delle arance egiziane, per esempio, che arrivano nello stesso periodo commerciale di quelle spagnole.

Paesi Bassi e UK sono i principali acquirenti di arance egiziane. Sempre i Paesi Bassi hanno importato il maggior quantitativo di uva da tavola dal Sudafrica, nel 2018.

Anche nel segmento limoni, dove la Spagna è fornitore 12 mesi l'anno, si avverte la competizione da parte dei flussi extra-UE: per esempio da Argentina (185mila ton), Turchia (140mila ton) e Sudafrica (110mila ton).

Cliccare qui per maggiori info e per le tabelle (in olandese).


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