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L'artista Dario Gambarin dedica la sua ultima opera al movimento Salviamo l'agricoltura italiana

"Dario Gambarin è un pittore, ma la sua tela sono i campi di grano trebbiato e il suo pennello è l'aratro. Per l'esattezza, un bivomere montato su di un trattore da 150 cavalli. Perché Dario ara la terra disegnando opere immense, che possono essere ammirate solo dal cielo". Così si legge, tratto da un articolo de IlSole24Ore, sul profilo web di questo insolito artista.

L'ultima performance di land art di Gambarin, originario di Castagnaro (VR) è stata dedicata al movimento "Salviamo l'agricoltura italiana!", presentato per la prima volta su FreshPlaza lo scorso 6 marzo (rileggi il primo appello).

L'opera di Gambarin è stata realizzata su un appezzamento agricolo di 5 ettari. Oltre alla traduzione in inglese dell'appello, l'artista ha voluto stilizzare, in un simbolo grafico (visibile in alto a destra nell'immagine), un agricoltore con le mani sollevate al cielo in segno di frustrazione e di accorato richiamo a ricevere attenzione.

L'appello del movimento non è fin qui caduto nel nulla. Il promotore nazionale dell'iniziativa e oggi coordinatore nazionale del movimento, Adelino Cordioli, traccia un bilancio: "Nel volgere di un paio di mesi, questi sono i risultati ottenuti, per i quali ringrazio sin da ora tutti quelli che hanno creduto e credono in quello che stiamo facendo. Dal 6 marzo a oggi si sono tenuti vari eventi istituzionali, tra cui una tavola rotonda a Cuneo con agricoltori, commercianti e tutte le associazioni; contatti telefonici con alcuni presidenti nazionali associazioni di categoria. Su Facebook, abbiamo raggiunto oltre 10.500 sostenitori. Diversi i servizi televisivi andati in onda su Rai3 per il nostro movimento in Veneto, Trentino, Sicilia, Calabria, Piemonte".

"Crescendo di giorno in giorno, abbiamo creato gruppi WhatsApp in: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia (sono già 2), Veneto, Sicilia, oltre al gruppo nazionale. Si sta lavorando su tutte le altre regioni. All'interno dei gruppi sono rappresentati: agricoltori di tutti i settori, tecnici, agronomi, distributori di prodotti per l'agricoltura, commercianti, giornalisti, con adesioni in crescita esponenziale. Riassumendo, l'agricoltura ha bisogno di un forte cambiamento e lo dimostra l'energia che arriva attraverso gli aderenti tutti i giorni".

In foto: tra i primi a sostenere l'iniziativa, Alessandro Valente della Valente Pali (qui sopra in foto sulla destra). L'imprenditore si è procurato mille bandiere italiane e ne ha consegnate già ben 600 presso aziende che si avvalgono dei suoi servizi. Qui nel momento di consegnare il tricolore al produttore cerasicolo titolare dell'azienda Nino e Marisa di Quartieri Giuseppe, con sede a Vignola.

Il movimento, oltre a chiamare tutti gli agricoltori a esporre il tricolore nelle loro aziende, si è nel frattempo dato degli obiettivi programmatici (leggi qui il manifesto) e anche un codice etico, di cui riassumiamo i punti qui di seguito:

  • Non offendere le persone, enti, aziende, associazioni etc
  • Non usare questo movimento per fare pubblicità alle proprie aziende o proprie associazioni
  • Non si prendono iniziative in autonomia, ma solo se concordate con il coordinamento nazionale, scrivendo al nr 3938887137
  • Non appoggiare nessun politico o gruppi politici
  • Sensibilizzare per l'unione e non per l'individualismo
  • Il movimento deve avere una filosofia pacifica e non bellicosa
    ("Perché - come sottolinea Cordioli - dobbiamo farcela con la testa e non con la forza")

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