Se l'embargo russo avesse colpito il settore automobilistico le cose sarebbero andate diversamente

Si sa: in qualunque mercato, affidarsi a un singolo prodotto può presentare dei rischi. Lo conferma lo specialista belga in pomacee Kris Wouters ricordando il pericolo insito nel coltivare una sola varietà per un singolo cliente.

"Dopo aver sperimentato, con la mela Jonagold, come tutto possa finire male, per lungo tempo abbiamo puntato sulla pera Conference. Ma anche qui le cose non sono andate bene a lungo, il che ci ha spinto a ricercare ben presto delle alternative, diversificando l'offerta".

Lo spartiacque, secondo il produttore, è stato certamente determinato dal 2014, anno dell'embargo russo: "Era uno dei mercati principali per le pere Conference olandesi e belghe. La chiusura ha determinato un surplus di offerta che nessun tentativo di aggirare il blocco ha mai risolto".

Pertanto, a cominciare dal 2015, Kris Wouters ha introdotto la varietà di pera QTee (cv. Celina) nei suoi frutteti di Rummen, in Belgio. 

In anni recenti, gli impianti di QTee sono cresciuti considerevolmente. Oltre ai 125 ettari in Belgio, altri impianti sono stati realizzati in Slovacchia, Norvegia, Svizzera e Spagna. Altre superfici sono in programmazione in Francia, Italia e Austria.

Al di fuori dell'Europa, la pera QTee è coltivata in Sudafrica (dove esiste già un'esperienza con la pera Forelle, in qualche modo simile alla QTee), in Australia e Marocco. Complessivamente, sono circa 550 gli ettari destinati alla nuova pera, che entra in produzione al secondo anno di vita dell'albero.

Il coltivatore belga ha raccolto 3.500 ton di QTee nel 2018. Il vantaggio di questa pera è che arriva a maturazione tra 16 e 18 giorni prima della Conference; tuttavia, non ha una grande shelf life. Se nel 2018 le vendite furono positive, con i calibri più grandi spediti ai supermercati di Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Gran Bretagna e Germania, qualche cruccio in più derivò dalla sovrabbondanza di frutti di calibro piccolo, dovuti alle rese elevate dei frutteti.

"Per fortuna - ricorda Kris Wouters  - ce la cavammo esportando questi lotti in Medio Oriente, il che però non fu certo una passeggiata. Ci siamo riusciti in gran parte solo grazie all'appeal estetico di questa pera dalla buccia con sfumature rossastre".

Ma la storia produttiva delle pere, nel 2019, sembra alquanto differente e il coltivatore non sa bene cosa aspettarsi: "Il clima di quest'anno sembra l'opposto rispetto a quello del 2018. Le temperature sono fredde. Se tutto dovesse comunque andare nel verso giusto, ci attendiamo un raccolto intorno alle tremila/quattromila tonnellate di pere QTee, ma sarà il meteo a dettare legge".

Sul discorso della diversificazione, Kris sottolinea che lavorare sull'introduzione di nuove varietà è sempre possibile; non altrettanto però stanno le cose quando si tratta di aprire nuovi mercati di vendita: "Soprattutto per la pera Conference, non è facile rimpiazzare il mercato russo con qualche altro paese. Abbiamo riscontrato che esiste una richiesta crescente da Brasile e Cina, ma il processo è molto graduale e non esiste ancora un bilanciamento ideale tra domanda e offerta sulla Conference, in Europa".

Oltre a ciò, il produttore punta il dito sull'eccesso di competizione interna al mercato UE: "Ci sono troppi produttori che offrono le loro pere sottocosto. Il sistema europeo di finanziamenti all'agricoltura ha creato anch'esso delle distorsioni. Tanti fondi sono andati ai paesi dell'Europa dell'est con l'intenzione di supportarli nell'autosufficienza produttiva, ma poi le cose sono sfuggite di mano e il risultato è un perenne surplus di offerta sul mercato. Tutto il settore agricolo sta pagando oggi le conseguenze di questa situazione. L'embargo russo è solo la ciliegina sulla torta; se a essere colpito dal blocco fosse stato un altro settore, per esempio quello dell'automobile, scommetto che l'UE avrebbe fatto di tutto per scongiurare un simile rischio".

In conclusione, Kris si dice abbastanza pessimista circa il futuro della frutticoltura nel Benelux: "Un tempo potevo dire di ricavarci qualcosa in più, dalla coltivazione delle pere, rispetto alle mele, anche perché queste ultime non si prestano tantissimo alle nostre zone. Oggi non saprei che dire, nutro grandi timori per la tenuta del settore delle pere".

Contatti:
Kris Wouters
Woutersfruit
Kasteellaan 21
3454 Rummen
3211586190
+32475283696
Email: kris@woutersfruit.be 
Web: www.qtee-pear.com 


Data di pubblicazione:



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