Francia: coltivatori di patate preoccupati per le restrizioni idriche

Il deficit idrico in alcune zone della Francia è tale che la prefettura del Nord ha messo il dipartimento in allarme siccità già da aprile. Le misure di restrizione d'impiego sono applicabili fino al 30 giugno, al fine di ridurre il consumo di acqua. Le famiglie private, le industrie e gli agricoltori sono preoccupati. A questi ultimi è vietato irrigare i loro raccolti tra le ore 11:00 e le 17:00.

E' la prima volta che un tale decreto è stato applicato così presto nella stagione. "Il livello di deficit idrico è fuori dall'ordinario. Alla fine dell'inverno,le riserve idriche dovrebbero essere al loro massimo, ma questo non è attualmente il caso", spiega Eric Fisse, direttore dipartimentale dei territori e del mare.

Tra i produttori, il disagio è palpabile. "Il maggiore fabbisogno di acqua inizierà già a maggio e ci sarà concesso solo il 75% del tempo per irrigare", afferma Alain Dequeker, agricoltore della regione. La patata "si nutre di acqua a circa 12-18 pollici di profondità. Il fabbisogno di acqua in agricoltura rappresenta solo il 4% dei prelievi, quindi questo decreto è un onere per la nostra attività economica e avrà scarso effetto sul risparmio idrico complessivo".

Egli aggiunge che le conseguenze di una carenza idrica per i suoi ortaggi sono qualitative, quantitative e ambientali. All'inizio del ciclo "portiamo ciò di cui il terreno ha bisogno per produrre una certa quantità. Se questa quantità non viene raggiunta, significa che abbiamo distribuito troppi fertilizzanti e troppi prodotti fitosanitari, e quindi che finiamo per avere un impatto negativo sull'ambiente. Inoltre, un'eccessiva siccità influenza la qualità dei tuberi, che diventano più piccoli, deformi, vitrei e con una resa inferiore".

Le patate sono "il principale raccolto irriguo della regione, seguito da fagiolini, cipolle e piccoli ortaggi come le carote", spiega Jacques Blarel, responsabile del servizio di produzione agricola della Camera dell'Agricoltura del Pas-de-Calais. "Appare sproporzionato costringere gli agricoltori a ridurre del 25% il tempo di irrigazione per un impatto sulla risorsa complessiva che è minimo".

Inoltre, il decreto potrebbe essere applicato di nuovo quest'estate, "perché, anche se pioverà in seguito, la ricarica della falda sarebbe difficile, visto che una parte dell'acqua viene consumata direttamente dalle colture".

Fonte : lavoixdunord.fr


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