Il Cile prevede di esportare il 3% in meno di agrumi nella stagione 2019

Il Comitato Agrumi (Citrus Committee) dell'associazione cilena Asoex prevede di esportare il 3% in meno di agrumi nella stagione 2019. Secondo le stime del Comitato, le clementine segneranno il calo più alto, con una variazione del -8%, rispetto alla stagione precedente, seguite dalle arance con un decremento del 3%. Nel frattempo, le esportazioni di limoni e mandarini non mostreranno una variazione significativa. Tuttavia, il Comitato si aspetta una produzione molto buona in termini di dimensioni e qualità, grazie al clima registrato nei frutteti: temperature calde durante il giorno e più fredde durante la notte.

Per specie
Il paese esporterà 58.000 tonnellate di clementine, mentre nella scorsa stagione ne aveva spedite 63.198 tonnellate. Secondo Juan Enrique Ortuzar, presidente del Citrus Committee, questa diminuzione avverrà perché "dopo un anno di produzione elevata, le fioriture sono a volte meno intense". Di conseguenza, ha dichiarato: "Nelle clementine, pensiamo che avremo un 5%-10% in meno rispetto all'anno scorso. Esporteremo tra le 56mila e le 58mila tonnellate".

Si prevede che il paese esporti 97.000 tonnellate di arance, il che si traduce in una diminuzione del 3% rispetto alle 99.556 tonnellate esportate nel 2018. "In generale, la sfida è quella di aprire nuovi mercati e, in questa stagione, raccogliere i frutti quando sono ben maturi, senza fretta, perché dobbiamo anche mantenere un livello di qualità idoneo per poter entrare in programmi di fornitura buoni", ha dichiarato Ortuzar.

In questo contesto, le arance cilene competeranno con la Valencia della California e le Navel del Sudafrica, che entrano nel mercato nello stesso momento. "Il mercato statunitense è cresciuto, ma con l'aumentare dell'offerta, i prezzi sono diminuiti. Tuttavia, ogni stagione ha le sue sorprese ed è ancora presto per dire cosa succederà ", ha aggiunto il presidente.

Si prevede che le esportazioni di mandarini e limoni registrino variazioni minime. Si prevede che il paese esporterà 107.000 tonnellate di mandarini nel 2019 (mentre nella stagione precedente la cifra ha raggiunto le 107.337 tonnellate); inoltre, il mercato statunitense è complesso perché lo stato della California ha avuto una produzione importante, con stock residui relativamente abbondanti.

"La nostra sfida è arrivare con un prodotto impeccabile in termini di qualità e calibro, poiché i nostri volumi e i volumi dei paesi che competono con noi crescono. Arrivando con un prodotto di alto livello, saremo in grado di assicurarci un buon risultato".

Si prevede che il paese esporti 88.000 tonnellate di limoni, quest'anno, un numero simile alle 88.361 tonnellate esportate nel 2018. Anche se le esportazioni di limoni sembrano favorevoli, c'è ancora molto da fare, dato che c'è molta frutta ancora nelle scorte nell'emisfero settentrionale. "C'è più frutta dalla California e anche dalla Spagna, quindi ci sono sfide da affrontare anche nella nuova stagione dei limoni", ha detto Juan Enrique Ortuzar.

La Cina, un nuovo orizzonte
Durante questi ultimi giorni, la Cina ha concluso i negoziati con il Cile per l'ingresso di altri frutti e ora può iniziare a negoziare l'ingresso degli agrumi. "Siamo fiduciosi che il processo potrebbe essere pronto nel giro di due anni; è difficile che impieghi meno tempo", ha concluso il presidente del Citrus Committee.


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