Previsioni sulla prossima campagna 2019 delle albicocche in Europa

In occasione della fiera MedFEL, il settore delle drupacee ha presentato un'anteprima circa le previsioni europee per la stagione delle albicocche 2019.

Sono ormai tre anni che le campagne albicocche risultano deludenti per i produttori europei in generale e, in particolare, per quelli francesi. E' una vera sfida per il settore soddisfare gli standard in termini di colorazione, senza perdere la qualità del gusto che ha portato al successo dell'albicocca già da qualche anno.

Le ultime tre stagioni difficili hanno un po' mitigato i progetti dei frutticoltori europei. Lo sviluppo delle superfici rallenta, i produttori sono riluttanti a continuare a sperimentare, scottati dalle novità deludenti e capricciose, che a volte hanno dovuto innestare e successivamente eradicare al momento della fruttificazione.

Il mercato delle albicocche mantiene un delicato equilibrio, con una pressione spagnola più forte che mai a inizio stagione e un mercato di esportazione più competitivo rispetto al passato, con la Francia che subisce distorsioni della concorrenza da parte dei suoi vicini.

La produzione europea di albicocche nel 2018 è stata influenzata da gelo, pioggia e grandine, non solo in Italia, ma in particolare anche in Francia, risultando così penalizzata per quanto riguarda i quantitativi. Con circa 566.000 tonnellate, il raccolto europeo del 2018 è stato del 6% superiore alla media del 2013-2017 e inferiore del 17% rispetto al 2017, che era stato un anno di forte produzione.

Il deficit, come già accennato, ha riguardato Francia e Italia, mentre la Grecia e soprattutto la Spagna hanno avuto livelli di produzione vicini al loro potenziale massimo.

Previsioni 2019
Nel 2019 il clima è stato caratterizzato da un inverno mite, in particolare in Spagna e nel Languedoc- Roussillon, con alcune varietà che non hanno soddisfatto le esigenze di freddo invernale, portando un deficit di produzione su queste varietà.

Da sottolineare una gelata alla fine di febbraio che ha colpito alcune aree di produzione, ma in particolare la regione di Castilla la Mancha e la regione di Murcia penalizzando in maniera significativa la produzione spagnola. Le previsioni per la Spagna indicano oltre 97.000 tonnellate, il 36% in meno rispetto all'anno precedente (ma anche -12% sulla media 2013-2017), calo che nella regione Murcia arriva al -49% sul 2018.

Dopo un raccolto molto scarso, la Francia sembra pertanto tornare quest'anno su livelli di produzione vicini al loro potenziale, con stima per il 2019 su circa 158.000 tonnellate, oltre il 40% in più rispetto al deficitario 2018.

In Grecia le previsioni indicano quasi 91.000 tonnellate, un livello molto simile a quello della passata stagione (+1%).

Nel complesso dei Paesi europei, la produzione 2019 di albicocche, in base alle stime di metà aprile, sembra attestarsi su circa 632.000 tonnellate, +12% rispetto al 2018 è +19% rispetto alla media 2013-2017, ma al di sotto del 7% rispetto alla stagione record del 2017. Un deficit spagnolo dovrebbe aiutare a lanciare meglio la campagna. 

Anche se la produzione è penalizzata da problemi economici, i frutteti europei di albicocche si stanno modernizzando e sviluppando, il che spiega perché le previsioni per il 2019 rimangano sopra la media.

A livello dei diversi paesi, rispetto al 2018 solo la Spagna vede la sua produzione diminuire del -36%, la Grecia è stabile con +1%, Francia e Italia tornano ai livelli di produzione normali con +43% e + 34% rispettivamente.

E' possibile un aggiornamento di queste prime stime della produzione europea 2019 a giugno.

La situazione attesa in Italia
Dopo la brusca frenata della produzione di albicocco in Italia nel corso del 2018, nel 2019 l'offerta sembra dunque rientrare nella normalità. Lo scorso anno tutte le principali aree produttive italiane avevano vissuto una marcata riduzione delle rese unitarie dovuta alle sfavorevoli condizioni climatiche durante la primavera: ritorni di freddo, eccessiva piovosità e pesanti grandinate. Come conseguenza i quantitativi disponibili per il 2018 erano risultati nettamente inferiore a record del 2017, flettendo dalle 302.000 tonnellate complessive a circa 213.000 tonnellate (-30%).

Nel 2019 le superfici di albicocche in Italia segnano ancora un piccolo incremento (+1% sul 2018), ma la tendenza all'espansione sembra rallentare rispetto agli anni precedenti.

L'andamento climatico dell'inverno appena trascorso e della primavera 2019 ha evidenziato al momento condizioni favorevoli per lo sviluppo di una buona produzione un po' in tutti i principali areali del Paese, con un giusto soddisfacimento delle ore di freddo. Non sono stati evidenziati particolari problemi durante la fioritura ed in generale anche l'allegagione è stata positiva. Alla data di oggi non si evidenziano pertanto significative problematiche da segnalare.

L'offerta attesa per il 2019 è quindi prevista nettamente superiore al 2018, caratterizzato da una bassa produzione in molteplici regioni produttive (Emilia-Romagna e resto del nord ma anche al sud dove le rese erano risultate basse in Puglia e in Campania) e potrebbe riportarsi su un livello più vicino a quello della stagione 2017.

La previsione di produzione 2019 per l'Italia si attesta su circa 286.000 tonnellate, +34% sul 2018, ma -5% rispetto all'elevato 2017. In termini di rese unitarie il 2019, al momento, sembra inferiore al 2017 dell'8%, ma attualmente sono presenti superfici superiori rispetto a due anni fa.

L'aumento produttivo della regione Emilia Romagna è dovuto in particolare alle rese migliori rispetto al deficitario 2018, a cui si aggiungono le nuove superfici, entrate recentemente in produzione (+2% rispetto al 2018). Al momento è prevista una maggiore produttività e dunque un'offerta superiore in tutte le altre regioni del Centro-Nord Italia (con superfici in genere costanti rispetto alla precedente stagione).

Al sud si prevede una lieve diminuzione dei quantitativi in raccolta, rispetto allo scorso anno, solamente in Basilicata e Sicilia (con una flessione di circa 10 punti percentuali sul 2018); tutte le altre regioni evidenziano una situazione migliore del 2018 in termini di rese unitarie, in particolare in Puglia (ancora in aumento come superfici), Campania e Calabria (con superfici più costanti rispetto allo scorso anno).

Allo stato attuale, gli impianti presenti nelle regioni del Sud Italia denotano alcuni giorni di ritardo rispetto al 2018, mentre al nord è segnalato un po' di anticipo rispetto allo scorso anno. Da valutare l'evoluzione nelle prossime settimane, soprattutto in funzione dell'andamento climatico.

Fonte: MedFEL + CSO Italy per FreshPlaza.it


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