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La filiera agrumicola siciliana esamina la possibile adesione a un Distretto del Cibo

Si è discussa la possibilità di entrare a far parte di un costituendo Distretto del Cibo, in occasione dell'assemblea soci del Distretto Agrumi di Sicilia dello scorso 17 aprile 2019.

Federica Argentati, al centro.

"Il Distretto Agrumi di Sicilia ha come obiettivo primario quello di consolidare la propria struttura di filiera agrumicola - ha detto Federica Argentati, presidente del Distretto - e di ottenere il rinnovo del riconoscimento del patto distrettuale da parte dell'Assessorato regionale alle Attività produttive, al quale abbiamo presentato istanza nel giugno 2017, senza avere ancora ottenuto alcuna risposta".

"In merito ai Distretti del Cibo, premesso che ogni soggetto può partecipare a un solo Distretto, la soluzione possibile è di creare uno strumento molto semplice, che metta attorno a un tavolo soltanto i rappresentanti delle filiere strutturate dell'agroalimentare per farle interloquire alla pari. Uno strumento semplice e serio, da gestire con una sorta di contratto di rete".

"Il Distretto del cibo è una nuova frontiera – ha spiegato Michele Lonzi, presidente del Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp e consulente dell'assessorato regionale all'Agricoltura – e chi meglio di noi potrebbe interpretare la possibilità di partire con un Distretto del Cibo che coinvolga l'intera filiera? Discutiamone il più ampiamente possibile, ascoltiamo anche i pareri discordi, ma non dobbiamo assolutamente correre il rischio di spaccare il Distretto Agrumi. Dobbiamo partecipare a un Distretto del Cibo con tutte le nostre imprese, tutti i nostri consorzi di tutela e tutto il nostro partenariato, facendo semmai sinergia con altre filiere strutturate, con realtà vere".

Un momento durante l'assemblea dei soci

"Ascoltare tutti – ha ribadito Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio Arancia di Ribera Dop e vicepresidente del Distretto Agrumi di Sicilia – per verificare le ipotesi percorribili. Il Distretto Agrumi di Sicilia ritiene importante non mancare a questo appuntamento, ma l'idea è di creare, insieme ad altre filiere produttive, uno strumento più rappresentativo possibile dentro il quale la filiera agrumicola sia presente in modo unitario".

"La necessità primaria – ha dichiarato Giovanni Selvaggi, presidente del Consorzio di tutela dell'Arancia rossa di Sicilia Igp - è che il Distretto Agrumi vada avanti. Il Distretto del Cibo è una opportunità alla quale il Distretto Agrumi può aderire nella sua unitarietà, e il contratto di rete con altre realtà è l'unico strumento di gestione possibile".

Anche Renato Maugeri, presidente dell'Associazione Limone dell'Etna, in procinto di ricevere il riconoscimento Igp, sostiene che "prima di tutta bisogna puntare allo strumento di filiera, il Distretto Agrumi".

Successivamente è stato trattato il secondo punto all'ordine del giorno, per informare i partner del progetto A.C.Q.U.A., Agrumicoltura consapevole sulla qualità e l'uso dell'acqua, il progetto per l'ottimizzazione delle risorse idriche in agrumicoltura, realizzato dal Distretto e dal Dicar dell'Università di Catania con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.


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