Focus sul mercato mondiale dei pomodori

Sono tempi particolari per il mercato dei pomodori. Molti Paesi si trovano ora nel periodo di transizione tra la stagione d'importazione e quella d'esportazione. Nel frattempo in tutto il mondo si monitora lo sviluppo del virus ToBRFV. In Europa sono già stati individuati diversi casi e ancora non è chiaro se un'eradicazione della fitopatia sarà possibile. Il ministero del commercio americano ha annunciato la revoca del Tomato Suspension Agreement e ciò potrebbe avere gravi conseguenze economiche per i coltivatori messicani.

Paesi Bassi: si teme per il virus ToBRFV
Intanto nei Paesi Bassi è cominciata la stagione delle verdure coltivate in serra. Le produzioni provenienti dalla coltivazione sotto luce artificiale e dalla quella biologica sono in aumento, con conseguente pressione sui prezzi. Ciò vale soprattutto per i pomodori a grappolo, che lo scorso inverno hanno registrato delle difficoltà. I prezzi per la coltivazione sotto luce artificiale sono stati drammaticamente bassi soprattutto a febbraio.

Nel frattempo i coltivatori di pomodori a grappolo biologici speravano che, dopo due anni difficili, ne seguisse uno con prezzi migliori. Attualmente i produttori di pomodori cuore di bue stanno ottenendo quotazioni abbastanza soddisfacenti grazie alla buona domanda.

Oltre ai prezzi, un'altra cosa che riguarda i produttori è il virus ToBRFV. Alla fine dell'anno scorso il virus è stato individuato nelle serre tedesche, mentre in passato era stato trovato in Israele, California e Messico e da allora è stata riscontrata una contaminazione anche in Italia. Il ToBRFV è un virus relativamente nuovo ed è strettamente correlato al TMV e ToMV. Questi tipi di virus sono molto resistenti e i coltivatori stanno lottando proprio contro questa resistenza. A Israele, dove il virus è in circolazione già da tempo, i coltivatori sono passati a coltivazioni a ciclo più breve. In questo modo, infatti, possono interrompere la coltivazione prima che le conseguenze si amplifichino.

Il virus che secondo i produttori è arrivato a Israele attraverso le sementi olandesi, si è diffuso ulteriormente tramite i macchinari usati nei terreni. I coltivatori israeliani hanno fatto sapere che siccome i terreni dove si coltiva generano una ricontaminazione continua, si è in attesa di varietà resistenti. 

Le conseguenze dirette sul mercato sembrano essere limitate. Negli anni scorsi l'areale è stato ampliato, quindi la resa totale non è ancora stata raggiunta. Nonostante ciò, in questa stagione i prezzi a Israele sono al di sopra della media. In Messico e Italia si registrano spesso incontri regolari per sottolineare l'importanza della pulizia nella coltivazione. Il motto è "la prevenzione è la miglior difesa" e si fa di tutto affinché il settore agisca di conseguenza.

Il virus è stato trovato anche nei Paesi Bassi, ma c'è ancora molta incertezza. Ufficialmente le autorità preposte non hanno confermato ancora niente sulla scoperta del ToBRFV. I protocolli sanitari, tuttavia, sono stati diffusi anche tra i coltivatori di peperoni, che sono ugualmente a rischio. Nel frattempo NVWA dubita fortemente che sia possibile un'eradicazione del virus perché esso si diffonde facilmente attraverso il contatto.

Gli importatori olandesi riferiscono che la stagione dei pomodori delle Isole Canarie è stata soddisfacente. E' cominciata a novembre, quando quella olandese era terminata in anticipo e sul mercato c'erano pochi pomodori d'importazione. Dicembre è andato ragionevolmente bene, gennaio è stato accettabile, febbraio è risultato più difficile, ma il mercato si è ripreso a marzo. Ci si aspetta che fino a Pasqua i prezzi siano discreti.

Germania: la stagione marocchina sta terminando e quella tedesca comincia gradualmente
"Quest'anno la domanda di calibri grandi è stata molto alta rispetto all'offerta. Alla lunga è diventato un problema anche per noi – dichiara un commerciante di Amburgo – Nel complesso il mercato tende ad avere calibri più piccoli e lo si può notare soprattutto nel commercio al dettaglio. Attualmente la domanda sta aumentando anche da parte del settore della ristorazione, perché i calibri giusti per questo settore sono scarsamente disponibili".

Per quanto riguarda le varietà più grandi, la domanda dipende molto dalla clientela. "Vengono acquistate soprattutto dai fornitori di catering, che non acquistano i pomodori di calibro inferiore. Questi vengono prima venduti ai supermercati più piccoli e, poi, direttamente alla Grande distribuzione".

Siccome anche la stagione marocchina dei pomodori sta volgendo al termine, nel complesso i prezzi seguono una tendenza al rialzo. "Ciò non si poteva prevedere prima, altrimenti avremmo riassortito il prodotto". Nel commercio tedesco le verdure marocchine vengono sempre più considerate come un'alternativa economica al prodotto spagnolo. Un commerciante afferma: "I tempi in cui il prodotto marocchino lasciava a desiderare in termini di qualità sono ormai passati da molto". Una volta che il Marocco avrà terminato, i pomodori saranno importati da Spagna o Paesi Bassi. L'importatore ha confermato: "Abbiamo ricevuto offerte anche dall'Egitto". Inoltre, i pomodori tedeschi sono attesi in quantità maggiori nelle prossime settimane, quando arriverà anche il prodotto dalla zona di Amburgo.

Belgio: leggera pressione dei prezzi sul mercato
In Belgio non sono stati comunicati casi di aziende infettate dal virus ToBRFV. Sono state prese delle precauzioni, ma il virus non rappresenta ancora una minaccia grave. La superficie coltivata continua a essere ampliata. Si investe molto nella coltivazione sotto luce artificiale. Nell'ultimo periodo, i pomodori hanno registrato un buon andamento, ma comincia a esserci una leggera pressione sui prezzi perché sul mercato c'è il prodotto marocchino; le produzioni cominciano a essere abbondanti.

Francia: i coltivatori si avventurano nel segmento delle specialità
I coltivatori francesi sono all'inizio della stagione. I prezzi sono un po' più bassi dell'anno scorso, ma comunque soddisfacenti, secondo un commerciante. La resa del raccolto differisce molto a seconda dell'azienda. Secondo le aspettative sul mercato francese arrivano sempre più specialità. Dopo i pessimi prezzi per i pomodori a grappolo dell'anno scorso, alcuni coltivatori si sono avventurati in questo segmento. La domanda per queste varietà è alta. Secondo un coltivatore al giorno d'oggi ogni francese conosce almeno una specialità. Un'altra tendenza importante sul mercato dei pomodori francese è la richiesta di ortaggi coltivati senza l'uso di fitofarmaci. La pessima opinione sul sapore dei pomodori coltivati in serra continua a essere una sfida per i produttori.

I pomodori marocchini d'importazione si avvicinano alla fine della stagione. Le piante non stanno rendendo più frutti grandi, perciò sul mercato ci sono molti pomodori di piccolo calibro. I prezzi oscillano tra 0,50 e 0,70 euro/kg.

Spagna: i coltivatori passano ad altri prodotti
La stagione spagnola d'esportazione terminerà tra tre o quattro settimane, perché per quel momento molti rivenditori europei passeranno ai pomodori olandesi. Attualmente, la Spagna ha volumi più piccoli rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Ciò è dovuto al fatto che negli ultimi anni i coltivatori hanno piantato meno pomodori primaverili a causa dei problemi con la Tuta Absoluta. Molti coltivatori passeranno alla coltivazione delle angurie. C'è una carenza di pomodori di calibri medi e grandi e una fornitura eccessiva di quelli piccoli (soprattutto M e MM). Di conseguenza, molti rivenditori spagnoli importano i pomodori cuore di bue dai Paesi Bassi.

Quest'anno i volumi sono nel complesso un po' più bassi rispetto all'anno scorso. I prezzi per i pomodori Marmande e Raf sono stati buoni e anche quelli dei pomodori a grappolo e dei pomodori datterino non erano male. D'altra parte, il mercato per i pomodori a frutto singolo non è stato altrettanto buono: quest'anno gli esportatori spagnoli non hanno avuto problemi con la concorrenza turca, ma il Marocco ha esportato sempre più volumi in Spagna e in altre destinazioni europee.

Ogni anno i coltivatori spagnoli sembrano piantare sempre meno pomodori. Si dedicano invece a prodotti come peperoni, zucchine e angurie. Secondo un esportatore la ragione principale è la crescente concorrenza dal Marocco. A partire da gennaio di quest'anno, l'aumento del salario minimo ha generato un aumento dei costi di produzione pari al 20-25% e ciò ha reso più difficile realizzare un profitto con i pomodori.

Italia: rapporto fra domanda e offerta equilibrato
Con oltre 114.000 ton, i Paesi Bassi rappresentano il principale fornitore di pomodoro da mensa per l'Italia. La maggior parte dei pomodori italiani viene esportata in Germania, con spedizioni per oltre 61.000 ton (dati del 2018). Nel 2017, l'areale dedicato al prodotto ha interessato una superficie di circa 25.000 ettari (tra serra e pieno campo). Il pieno campo supera il 70%, per un totale complessivo di quasi 1 milione di ton. Il 45% dei pomodori italiani viene coltivato in Sicilia.

Un esperto del settore dichiara: "La presenza di pomodoro da mensa dal Marocco in inverno rappresenta un problema, perché fa abbassare i nostri prezzi. Al contempo, si registra un aumento di superfici dedicate a serre tecnologiche nel Nord Italia, in Germania e in diversi Paesi dell'Est Europa. Questo vuol dire che, nei prossimi anni, esporteremo sempre di meno in quanto i consumatori sceglieranno il prodotto locale".

"Nelle ultime settimane, il rapporto fra domanda e offerta in Italia è stato abbastanza equilibrato. Nonostante le differenze tra le tipologie di prodotto, i prezzi rimangono nella media. Al contrario, all'estero c'è già un eccesso di offerta. Nei Paesi Bassi, ad esempio, risultano abbastanza pesanti" aggiunge un altro operatore.

"Per promuovere il settore è necessario che le aziende si focalizzino maggiormente sulla qualità, con l'aiuto delle più innovative tecniche di lotta integrata per abbassare quasi a zero il livello di residui. Per soddisfare le esigenze dei supermercati, il settore deve puntare su prodotti che presentino al contempo un buon gusto e soddisfacente conservabilità".

Una nuova tendenza di mercato è l'attenzione verso le specialità.
L'esperto spiega che c'è un aumento di domanda, almeno in Europa. Dati ufficiali indicano che il consumo di pomodoro sia leggermente in calo (in termini di volume), ma questo dipende dallo sviluppo di pomodori datterino, ciliegino e colorati. "Il segmento probabilmente è ancora in crescita nel medio e lungo periodo. Ci sono prospettive anche per i prodotti di pezzatura medio-grande, che presentano determinate caratteristiche qualitative".

Come emerso dall'incontro internazionale del Gruppo di Contatto del Pomodoro, c'è sempre più preoccupazione per le fitopatie. "In Sicilia, i produttori sono estremamente attenti nell'osservare come e se si sviluppa il ToBRFV. Alcune aziende stanno rafforzando ancor di più la gestione degli ingressi all'interno delle serre, per ridurre i veicoli di contaminazione. Grande preoccupazione c'è nel centro-nord Europa dove già si sono rilevati alcuni danni (probabilmente sia nei Paesi Bassi che in Germania). Questo vale in particolare per i pomodori in serra, coltivati sotto luce artificiale, che sembrerebbero esserne enormemente colpiti. Nell'area mediterranea è più semplice compensare il rischio, adottando cicli di coltivazione brevi. Questo approccio ha già dato risultati in Israele, dove si fanno mediamente 2 o 3 cicli brevi".

Sudafrica: volumi limitati generano prezzi elevati
La stagione sudafricana dei pomodori è stata molto difficile. Secondo un commerciante, nelle ultime sei settimane la fornitura è stata più bassa del 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. A causa delle condizioni meteorologiche in alcune zone di coltivazione la campagna è terminata prima, mentre in altre è cominciata più tardi.

Nella zona settentrionale del Paese si registra siccità. Ciò ha fatto diminuire i volumi. Nelle province centrali ha piovuto durante il periodo di raccolta e alcune piantagioni sono state interessate dalla grandine. L'offerta dalla zona nord-orientale e dalla costa occidentale ha cominciato ad aumentare e alla fine di aprile il mercato dovrebbe essere più saturo.

I prezzi sono alti, tra 10 e 12 Rand (0,63-0,76 euro/kg). Nella regione del Capo, le quotazioni sono un po' più basse perché lì i volumi sono più alti. Nella zona settentrionale del Sudafricasi ottengono 15/18 Rand (tra 0,95 e 1,14 euro/kg).

Nel nord del Paese, alcune aziende di coltivazione importanti hanno avuto difficoltà con le fitopatie. Ciò ha dato la possibilità ai coltivatori del Capo di vendere volumi maggiori del solito a nord. I supermercati hanno dovuto ingegnarsi per trovare fornitori alternativi.

Australia: grande aumento delle esportazioni
Per la maggior parte delle varietà, l'Australia ha una produzione stabile tutto l'anno. Di solito, i pomodori vengono coltivati in pieno campo negli stati settentrionali, ma negli ultimi anni si è verificata una tendenza crescente verso la coltivazione in serra. Per la stagione terminata nel 2018, le statistiche di Hort Innovation hanno mostrato che in Australia sono state raccolte 484.073 ton, un aumento del 14%. Allo stesso tempo il valore è diminuito del 5% a 609,9 milioni di dollari.

L'export è aumentato del 52% rispetto all'anno prima, fino a raggiungere 804 ton. Il valore è aumentato del 20% fino a raggiungere i 3 milioni di dollari. La Nuova Zelanda è stata la destinazione principale per i pomodori australiani. L'import ha superato di gran lunga l'export. In totale sono state esportate in Australia 926 ton. I pomodori coltivati in pieno campo hanno registrato la quota di mercato maggiore (42%), seguiti da quelli a grappolo (33%), dai pomodori ciliegino e datterino (22%) e da quelli Roma (3%).

Nuova Zelanda: coltivatori in allerta per il virus ToBRFV
Statistics NZ ha comunicato che il mese scorso il prezzo al dettaglio dei pomodori è aumentato fino a una media di 5,20 dollari neozelandesi al chilogrammo. Si tratta del 44% in più rispetto al mese di febbraio. Il valore totale del settore è di 131 milioni di dollari all'anno, compresi i 12,24 milioni di dollari per le esportazioni. Australia e Giappone sono le destinazioni più importanti.

Secondo TomatoesNZ non sono ancora noti casi di infezioni da virus ToBRFV in Australia e Nuova Zelanda. Il settore tiene adeguatamente sotto controllo la situazione alla frontiera. Il virus è considerato un nuovo rischio a diffusione rapida tra diversi continenti.

Stati Uniti: il settore attende con ansia il 7 maggio
Il Nord America sta passando dalla coltivazione invernale a quella primaverile. L'offerta ha un ottimo aspetto. Un commerciante spiega: "Nella Florida meridionale continuano a essere disponibili i pomodori coltivati in campo aperto. La raccolta dei pomodori primaverili comincerà nei prossimi dieci giorni. Questa stagione è piuttosto corta e continuerà fino a giugno". Allo stesso tempo, zone come quella di Nogalez, in Arizona, sono a fine stagione. La produzione messicana continua. "La fornitura dal Messico è buona, ma non esagerata. I volumi di pomodori Roma e rotondi sono limitati".

La stagione messicana dei pomodori coltivati in serra procederà molto probabilmente fino a metà maggio. La produzione interna, intanto, sta aumentando. Un coltivatore dichiara: "La raccolta continua per tutto l'anno, quindi con l'allungarsi delle giornate, anche i volumi aumenteranno".

I problemi ai confini con il Messico stanno generando difficoltà agli importatori. "Il ritardo si estende a un giorno intero perché i funzionari doganali sono tutti in servizio e sono pochi quelli predisposti a controllare i prodotti importati".

Il 7 maggio è una data importante per il settore dei pomodori. A metà febbraio il ministero del commercio americano ha annunciato un ritiro dal Tomato Suspension Agreement. Ciò determinerà costi più elevati, tra cui una tassa del 17,65% sui pomodori messicani.

Negli Stati Uniti la domanda di pomodori è buona. Inoltre, al  migliorare del clima ci sarà anche un aumento. I prezzi sono stabili. "Domanda e offerta sono in equilibrio - dichiara un importatore - La differenza con l'anno scorso non è ampia. Forse quest'anno i prezzi sono più elevati del 10-15%".


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