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Il rapporto tra Sudafrica e UE analizzato nel Citrus Summit

Deon Joubert e Rocco Renaldi sono rispettivamente rappresentante e lobbista presso la Commissione europea per l'industria agrumicola sudafricana e, in un'accelerazione degli eventi intorno alla controversa questione del parassita False Codling Moth (FCM - Falsa Cydia), hanno fornito ai delegati, nel corso del recente summit sugli agrumi in Sudafrica, un’idea dell'ambiente in cui opera la Commissione europea.

Rocco Renaldi, il rappresentante della CGA, l’associazione degli agrumicoltori sudafricani presso l'UE, ha spiegato che l'Unione europea si trova in una posizione difficile, considerata la crescita delle forze populiste ed euroscettiche, nonché un pesante blocco commerciale con la Russia.

"L'UE non può permettersi di apparire debole. Sta cercando di dimostrare il suo valore", ha detto Renaldi, sottolineando che ci sarà un significativo cambiamento istituzionale dopo le elezioni del Parlamento europeo del prossimo mese di maggio, con una nuova Commissione europea che entrerà in carica entro il 1° novembre 2019.

Rocco Renaldi, a destra, con Mikhail Fateev, rappresentante della CGA in Russia

Inoltre, Renaldi ha sottolineato l'accelerazione che c’è stata sul numero di accordi di libero scambio che l'UE ha chiuso negli ultimi anni e che ha rafforzato la sua posizione nel mondo.

Contemporaneamente, il potere d'acquisto è in calo in molti Paesi europei. "In Europa ci sono squilibri significativi nella catena alimentare. I coltivatori spagnoli affrontano gli stessi problemi di qualsiasi altro produttore in Europa, con i rivenditori che stanno riducendo sempre più i margini di profitto e l'UE che ha approvato una legge sulle pratiche commerciali sleali".

Gli agricoltori europei ricevono importanti sussidi agricoli, ma in Europa, osserva Rocco, non ci si rende conto che gli agricoltori sudafricani sono comunque competitivi, anche senza i sussidi governativi.

Il Sudafrica bloccato tra interessi concorrenti a Bruxelles
"La Commissione europea non è ostile tout court al commercio con il Sudafrica, ha solo un margine di manovra limitato. Lo dicono chiaramente: abbiamo bisogno dei vostri agrumi e non siamo contro il commercio".

Renaldi fa l'esempio della Xylella fastidiosa, il batterio che ha devastato gli uliveti italiani, che si ritiene sia entrata in Europa attraverso una pianta ornamentale di caffè. "La Commissione europea non può permettersi compromessi su materiali vegetali che attentino alla sicurezza alimentare e alla salute delle piante".

Riguardo il problema della malattia degli agrumi Citrus Black Spot-CBS in Sudafrica, Renaldi ha spiegato che alcuni Stati membri potrebbero essere d'accordo con la posizione del Sudafrica di attenuare le cosiddette misure di emergenza, ma che è necessario l'accordo di tutti e 28 gli Stati membri e, se la Commissione non avrà una maggioranza, non ci sarà alcun emendamento sul tavolo.

D'altra parte, ci sono industrie che affrontano il problema e cercano assistenza a Bruxelles. "Bruxelles è sempre un bersaglio facile, per tutti coloro che hanno problemi. Il Sudafrica si trova in mezzo, in una posizione di stallo. Non mi aspetto grandi cambiamenti, a breve termine, da parte di una nuova Commissione europea o di un nuovo Parlamento europeo, che ci aspettiamo saranno più populisti di quanto non siano attualmente".

Brexit significa perdere uno Stato membro efficiente
"Il Regno Unito del dopo Brexit potrebbe non porre la stessa attenzione sulla CBS anche se, nel prossimo futuro, si seguirà lo stesso sistema. Tuttavia, se e quando ci sarà la Brexit, perderemo uno Stato membro molto importante, con un alto numero di voti, che ha sempre adottato un approccio pragmatico ed efficace".

Che cosa dovrebbero fare l'industria agrumicola sudafricana e il governo sudafricano, vista la situazione complicata in cui si trovano?

"Dal momento in cui l'industria si trova a dover fronteggiare costi di gestione della malattia degli agrumi pari a circa 2 miliardi di Rand (oltre 125 milioni di euro) e che tutti concordano sulla sua insostenibilità a lungo termine, non abbiamo altra scelta che cercare una soluzione rispetto al fatto che tali misure anti-CBS siano giustificate o meno. Se il governo sudafricano affronterà l'Unione europea su un piano più formale, saremo costretti a essere almeno altrettanto buoni, se non migliori, rispetto alle misure di conformità, in particolare sulla falsa tignola. Non possiamo fare un passo indietro rispetto al record (di basse intercettazioni di prodotto non conforme, NdR) dell'anno scorso".

Nuove proposte su come l’UE deve affrontare le intercettazioni di prodotto non conforme
La scorsa stagione, la prima in cui Falsa Cydia (FCM) è stato considerato un parassita da quarantena, sono stati intercettati 9 casi di FCM su 750.000 ton di agrumi sudafricani. La Tanzania ha avuto 33 intercettazioni, l’Uganda 46 e il Kenya 54, su volumi molto più limitati.

Per quanto riguarda il Citrus Black Spot (CBS) , il Sudafrica ha segnato soltanto due casi intercettati, mentre il Brasile 26 e l'Argentina 18.

"Sulle intercettazioni di FCM non siamo più fra i paesi esportatori inadempienti. Ora siamo i migliori della lista, ma il lavoro è stato immenso e non ci è stato dato il riconoscimento che meritiamo", ha osservato Deon Joubert. "La Commissione europea ha enormi problemi ed è nostro compito proporle delle opzioni rispetto al trattamento da riservarci. Stiamo esaminando nuove proposte su come l’UE dovrebbe affrontare le intercettazioni".

Ha proseguito: "Vogliamo seguire il percorso di una lista bianca, concentrarci su fornitori, importatori e così via. Se individuiamo o incoraggiamo le catene di fornitura di successo (che non hanno mai avuto casi di intercettazione) con una 'via di accesso veloce', questo motiverà tutti a gestire autonomamente le intercettazioni zero. Inoltre, libererà risorse per gestire e assistere le poche linee di rifornimento che affrontano le sfide e le risolvono".

Deon Joubert, rappresentante CGA presso l'UE

"Anche la problematica del CBS è risultata un’ottima occasione per adeguarci a una mitigazione del rischio fitosanitario. Ora siamo all'altezza della situazione e molto più preparati a gestire tali rischi e perorare la nostra causa".


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