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Intervista ad Alessandro Valente

Il futuro dell'ortofrutta italiana visto dalle dinamiche internazionali: una testimonianza

Facendo seguito agli interventi a sostegno dell'iniziativa "Salviamo l'agricoltura italiana", ha espresso la sua posizione anche Alessandro Valente della ditta italiana di impianti di sostegno per frutteti, Valente Pali.

"Dalla nostra esperienza - dichiara l'imprenditore a FreshPlaza - possiamo tracciare un quadro di quanto sta accadendo in giro per il mondo, specialmente in quei Paesi - come India, Cina o Russia - considerati un tempo in via di sviluppo e che hanno già compiuto molti passi avanti. L'approccio all'agricoltura, in queste popolose nazioni, è duplice: da una parte c'è un forte interesse all'ammodernamento, con l'introduzione di nuove varietà e avendo l'obiettivo di elevare la resa/ettaro delle produzioni agricole. La seconda è la necessità di fare proprio tutto il know how e la tecnologia dell'indotto".


Alessandro Valente

Il comune denominatore, secondo Alessandro Valente è presto detto: i paesi come India e Cina si pongono l'obiettivo di incrementare la propria autosufficienza alimentare, vista la loro numerosa popolazione. "Per fare un esempio, oggi l'India importa enormi volumi di mele, con uno squilibrio per la sua bilancia commerciale e dispendio di denaro. Puntare all'autosufficienza diventa anche una questione economica, non solo alimentare. Ci si potrebbe dunque chiedere cosa accadrà quando tale obiettivo verrà raggiunto e quando magari questi Paesi inizieranno ad esportare essi stessi".

Secondo Valente, queste nazioni al momento non stanno badando a spese, pur di sviluppare il proprio settore agricolo: "E' chiaro come essi puntino a diventare autosufficienti in ogni passaggio della catena di fornitura, non solo nella produzione insomma, ma in tutto l'indotto. Il caso della Cina è analogo a quello dell'India. Vogliono farsi la filiera in casa e, considerati i costi di manodopera obiettivamente irrisori, se perfino nella UE noi soffriamo il differenziale di costo tra singoli Paesi membri, figuriamoci quando saranno loro a esportare verso di noi!".

Lo scenario per quanto riguarda la Russia non cambia: "Sebbene non abbiano un'imprenditoria con un'esperienza alle spalle nel settore ortofrutticolo, sono disposti a effettuare ingenti investimenti e sono mossi da un forte orgoglio nazionale. Chiusi i confini alle merci UE, a seguito dell'embargo russo, l'Italia ha cominciato a esportare conoscenze, esperienze, tecnologie, know how, con la conseguenza paradossale di crearsi i suoi futuri competitor. Penso al caso della mia azienda, ad esempio. Dieci anni fa non avevamo alcuna concorrenza; oggi potrei menzionare almeno altre 26 aziende che realizzano pali o impiantistica per frutteti".


Copertura di un ceraseto realizzato dalla Valente.

La domanda diventa dunque quanto tempo rimanga all'Italia prima di ripensare alle sue strategie: "Secondo me, non più di 5-10 anni", dichiara Valente, che conclude: "Non possiamo continuare con un atteggiamento remissivo, in Europa, in cui l'agricoltura è quasi merce di scambio per favorire altre lobby. Oggi se nessuno ci ascolterà (e solo il livello politico può farlo) il nostro rischierà di rimanere il grido di dolore di un settore destinato a morire. O, perlomeno, a ridimensionarsi: molte imprese chiuderanno, e l'agricoltura rimarrà in mano a pochi".

Contatti:
Valente Pali 
Via Luigi Galvani 2/4 
35011 Campodarsego (Padova)
Tel.: (+39) 049 5565855
Fax: (+39) 049 9200548
Email: valente@valentepali.com
Web: www.valentepali.com


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