Una scelta di campo tra il carciofo destinato al mercato fresco e quello per l'industria

"La nostra è un'attività familiare di antica tradizione conserviera, oggi giunta alla terza generazione. Quando mio nonno, circa sessant'anni fa, diede il via alla produzione e trasformazione di carciofi sottolio in provincia di Foggia, qui, tradizionalmente, si trasformavano soprattutto i carciofi romaneschi, mentre quelli locali non erano ancora conservati". A dichiararlo a FreshPlaza è Michele Paglialonga, titolare e responsabile commerciale dell'azienda PA.CO.AL. Srl. 

"Dagli anni Settanta, quando lasciai gli studi di ingegneria, mi occupo dell'attività con tutti i problemi connessi ai cambiamenti epocali che attraversano vite e comparti. Non mi riferisco solo alle strategie aziendali, ai mercati sempre più complessi, ma soprattutto ai cambiamenti climatici che - più che altri settori - colpiscono pesantemente l'agricoltura". 

Ci troviamo nel Tavoliere delle Puglie, dove sono comuni le produzioni estensive di orticole. E' qui che, nei 50 ettari di proprietà, PA.CO.AL. coltiva un'ampia varietà di ortaggi: carciofi, cime di rapa, peperoni, melanzane, zucchine. Tra i prodotti di punta, con il 70% del fatturato, spicca la produzione e trasformazione del Carciofo Violetto Madrigal. Ai prodotti dell'azienda, si aggiungono quelli delle imprese agricole con cui il marchio collabora.

Carciofo Madrigal.

"Clima permettendo - dice Michele - disponiamo di circa 600 ton di prodotto destinato alla lavorazione. I trapianti delle piantine avvengono a luglio, per iniziare la raccolta da novembre fino a maggio dell'anno successivo. La campagna produttiva 2018 è andata bene fino a dicembre; poi però le gelate hanno stressato le piante, che ora stanno soffrendo. Avremo pertanto - rispetto all'anno scorso - rese minori perlomeno del 50%".

I cambiamenti climatici compromettono non solo i volumi, ma anche le caratteristiche estetiche dei prodotti. In tal senso, il prodotto trasformato costituisce una maggiore garanzia, per il produttore, rispetto al fresco.

"Il carciofo destinato al consumo fresco - spiega Michele - è rischioso e subordinato alle tante regole del mercato globale. Il notevole potere d'acquisto dei retailer non aiuta ii produttori, anzi li costringe, talvolta, a lavorare in perdita. Personalmente non ho ricordi molto positivi dell'epoca (fino al 2007) in cui lavoravo per la grande distribuzione. Al di là del prezzo, sempre al ribasso, ci sono nella filiera aspetti equivoci, nel senso che si sa dove parti ma non sai dove arrivi: una condizione non più tollerabile, perché poco rispettosa della produzione".

Lo stabilimento aziendale si estende in una superficie complessiva di 25.000 mq, dei quali 5.000 mq coperti. Il marchio trasforma - anche in conto terzi - carciofo al naturale o sottolio; le referenze, a seconda dei canali di distribuzione, vengono confezionate in vetro (da 212 gr fino a 3 kg) e in latta banda stagnata in formato da 500 gr fino a 10 kg.

Il carciofo raccolto appena raccolto – a seconda del tipo di lavorazione, con il gambo o solo il capolino - appena arriva in azienda viene lavato, calibrato, defogliato e cotto in acqua. Quindi viene lavorato tal quale o a spicchi, ripieno, a fettine o spaccato a metà. Quindi confezionato al naturale o sottolio e immediatamente pastorizzato. Il 100% della produzione è rigorosamente da filiera italiana: nello specifico, per il 65% si tratta di materia prima coltivata nel Basso Tavoliere.

Con una crescita del 10% e un fatturato di circa 5 mln di euro a trainare le vendite del marchio con il 70% del fatturato è la richiesta dei trasformati di carciofo. A seguire, i friarielli, le cime di rape, lavorate anch'esse al naturale o sottolio

Le cime di rapa sono un ortaggio appartenente alle crucifere della famiglia delle Brassicaceae rapa e comprendono foglie, steli e fiori. I friarielli, invece, pur appartenendo alla stessa famiglia, sono una sottovarietà più tenera, dagli steli esili e sottili.

"Ci avvaliamo di ricette della tradizione locale; solo in qualche caso ci vengono fornite dai nostri principali clienti. Il risultato è un prodotto di altissima qualità che ben si presta alle esigenze del mercato interno, dove siamo presenti nel canale specializzati e alta ristorazione".

Mercati
"Dopo gli anni 2000 - conclude l'imprenditore - ho deciso di commercializzare i prodotti solo in Italia. E' stata una scelta precisa e ponderata nel senso che l'ho ritenuta quella migliore per la mia esperienza. Tra burocrazia e certificazioni, è difficile creare un marchio commerciale per l'estero; in un contesto, tra l'altro, dove si muovono competitor che producono senza regole certe e che immettono sul mercato prodotto che nulla ha a che vedere con il made in Italy".

"Tuttavia i miei prodotti sono presenti anche all'estero perché fornisco aziende che a loro volta esportano in tutti i 5 i continenti. Sul versante dell'innovazione di prodotto, credo che l'innovazione stia nella tradizione. Non è un gioco di parole sono convinto che non abbiamo nulla da inventarci. Già assistiamo a un ritorno dell'artigianalità. Si punterà sempre più ad avere sempre più produzioni di nicchia e di alta qualità".

Contatti:
PA.CO.AL. Srl
Via E. Petrone, snc
71045 Orta Nova (FG) - Italy
Tel:. 0885 782691
Cell.: 331 8275300
Email: pacoal1955@libero.it


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