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Servono soluzioni urgenti per contrastare il marciume delle castagne

Negli ultimi anni è aumentato il problema del marciume interno delle castagne. Una volta raccolte, queste appaiono belle e sane esternamente, ma poi all'interno presentano marciumi, causando contestazioni e percentuali di scarto molto elevate. Ne ha parlato anche Luigi Vezzalini, dell'Associazione nazionale Città del Castagno, durante un recente convegno sulla castanicoltura svoltosi a Bologna.

Rispetto alla campagna 2018 - si legge nella relazione - la situazione è stata generalmente buona, dal punto di vista quantitativo, ma più negativa dal punto di vista qualitativo. In molte zone, le castagne si presentavano infatti apparentemente belle all'esterno, ma poi all'interno presentavano marciumi, provocando una percentuale di scarto molto elevata, mentre in alcune zone specialmente del Nord'Italia, le castagne e marroni non presentavano marciumi. Tutto sommato, però, possiamo dirci comunque soddisfatti".

Poli ha confermato che sul fronte cinipide, la lotta biologica con il Torymus sinesis ha dato e sta dando ottimi risultati, laddove nessun trattamento antiparassitario aveva avuto successo.

"Anche se permangono ancora piccole zone con attacchi significativi, soprattutto nel sud Italia, dove si continuano a effettuare importanti trattamenti chimici nei castagneti, che di fatto risultano controproducenti perché uccidono l'insetto antagonista della vespa cinese".

Ma se un'emergenza ormai è stata superata, pare ve ne sia un'altra in arrivo. Si tratta della malattia causata dal fungo Gnomoniopsis pascoe, malattia come in certe zone i castanicoltori definiscono con il nome di Gessatura delle castagne. Un fungo che, in due-tre giorni dalla caduta dei ricci, causa il marciume già citato.

Sul fronte commerciale, il presidente ha detto che "In Italia, abbiamo quindici prodotti Dop e Igp legati al castagno, ma corriamo il rischio di essere in forte competizione con prodotti che arrivano dall'estero. Pertanto, se vogliamo tutelare e valorizzare le nostre produzioni italiane di qualità, è necessario attuare diverse azioni preventive, ad esempio, l'aumento delle produzioni italiane, il corretto uso del marchio, e l'intensificazione dei controlli sulle merci di provenienza straniera".

"Considerando che i produttori sono numerosissimi e molto piccoli, serve anche un'azione di coordinamento da parte delle istituzioni nazionali, per favorire le aggregazioni. Senza dimenticare la necessità di dare una maggior visibilità ai prodotti con marchio di qualità", ha concluso Vezzalini.


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