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De Castro: recepire rapidamente la direttiva UE contro le pratiche commerciali sleali

"La battaglia che siamo riusciti a vincere a livello europeo per mettere al bando le pratiche commerciali sleali nel settore alimentare risulterebbe vana se non venisse rapidamente recepita nella legislazione nazionale, garantendo una certezza giuridica ai nostri produttori e consumatori". Lo afferma Paolo De Castro, nel presentare lo scorso 22 febbraio a Roma l'instant book dal titolo "Direttiva Ue contro le pratiche commerciali sleali, cosa cambia per le imprese e per i consumatori italiani", in cui l'eurodeputato Pd suggerisce delle ipotesi di lavoro affinché questa lotta per l'equità nella filiera alimentare "diventi presto una realtà e un modello da seguire".

Per De Castro "ora è importante agire rapidamente, e questo è possibile - dice - lavorando sul potenziamento dell'attuale articolo 62 del decreto legge del gennaio 2012 sulla Disciplina nelle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentare".

"Oltre ai risultati ottenuti a livello europeo - spiega l'eurodeputato Pd - bisogna saper sfruttare la possibilità lasciata agli Stati membri di andare oltre quanto vietato dalla direttiva UE, con norme più restrittive sia in termini di soggetti coperti che di pratiche proibite. Nel caso dell'Italia riteniamo fondamentale il divieto di due pratiche sleali ulteriori alle 16 già vietate a livello europeo, ossia la vendita sotto costo e le aste al ribasso".

"Sarebbe anche opportuno - prosegue De Castro - estendere l'ambito di applicazione del testo a tutti i fornitori, nei loro rapporti con acquirenti economicamente più grandi".

Non ultimo, "all'Autorità garante per la concorrenza andrebbero affiancate altre autorità di contrasto che abbiano una conoscenza specifica dei rapporti negoziali all'interno della filiera agroalimentare".

"Insomma - dice De Castro - abbiamo gettato le basi per una riorganizzazione del sistema agroalimentare europeo, senza mai derogare al nostro obiettivo: mettere fine alle inefficienze economiche che vanno a discapito non solo dei produttori ma anche della qualità del cibo che arriva sulle tavole di milioni di consumatori".

"Quanto ai produttori - prosegue - devono mostrarsi capaci di fondare un nuovo patto fiduciario con i cittadini all'insegna della qualità: sia del prodotto nutriente e salubre, sia del processo di produzione equo, sostenibile e trasparente".

"La direttiva UE contro le pratiche sleali è la dimostrazione - conclude De Castro - che la via europea è obbligata per raggiungere risultati che il settore attendeva da oltre dieci anni".


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