Le sue uve la seguiranno

SATI: il Sudafrica ha bisogno di vendersi alla Cina

Il mercato europeo rappresenta una sfida per l'industria dell'uva sudafricana. "Va sottolineata l'importanza dei programmi di vendita al dettaglio", ha affermato Clayton Swart, responsabile delle comunicazioni e dello sviluppo commerciale presso la South African Table Grape Industry (SATI).

La stagione delle uve da tavola è entrata nelle ultime settimane - si prevede che duri fino alla metà di aprile - con le rosse senza semi, il punto forte di Hex River. Come accaduto per l'Orange River, nelle regioni Berg e Hex River alcune varietà hanno iniziato da una settimana a 10 giorni più tardi, ma secondo Swart, la Crimson non è una di queste.

"La Crimson è la cultivar base del settore, avendo in precedenza preso il posto della Red Globe, e ha nell'emisfero meridionale altri produttori di uva da tavola. Il Sudafrica, insieme agli Stati Uniti, è all'avanguardia nella presentazione di nuove varietà senza semi, in risposta ai segnali del mercato".

Il consumo d'uva è leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, ma sul fronte delle esportazioni, il Sudafrica è un po' più avanti rispetto allo scorso anno, dal momento che la maggior parte delle uve va ai mercati tradizionali dell'Ue e del Regno Unito, nonostante i prezzi bassi.

Ostacoli alle attività di SATI sul mercato cinese
Il Sudafrica affronta due ostacoli sul mercato cinese, che si è aperto con grande clamore e rappresenta una necessaria alternativa ai mercati tradizionali.

Il primo è un protocollo cold steri (trattamento a freddo) che, già adeguato due anni fa, rimane ancora leggermente meno favorevole per alcune varietà (fortunatamente non la Crimson). Il secondo fattore che ostacola l'ingresso sudafricano in Cina è l’alto dazio doganale sull'importazione, pari al 15%.

"Questo è un fattore che determina un assortimento minore per il mercato cinese. Se sei un produttore, probabilmente sceglierai di andare in un mercato Euro o Sterlina, perché è solido e viene premiata la qualità", ha detto. "Poi c'è un mercato come la Cina dove, nel momento in cui entri, sei già più costoso dei tuoi concorrenti che hanno accordi bilaterali con quel Paese. Il Sudafrica infatti non li ha".

"Nonostante tutti gli impedimenti, la Cina è ancora un mercato attraente, che conosce l'uva da tavola e che consuma il prodotto. Infatti, ogni anno la Cina importa il doppio del raccolto totale del Sudafrica, oltre al fatto che è il più grande produttore di uva da tavola al mondo per il consumo domestico".

SATI punta a sfruttare le relazioni esistenti tra le società sudafricane, con interessi e partner in Cina. Insieme alla Fruit SA, gli importatori cinesi sono invitati in Sudafrica a visitare le strutture di produzione e imballaggio, oltre ai rapporti individuali tra produttori e commercianti di uva da tavola cinesi.

"A differenza dell'Europa, dove, se sei nei supermercati, raggiungi dall'80 al 90% dei consumatori, in Cina è il contrario, ci sono più mercati all'ingrosso ed è maggiore la vendita online. E' un mercato che devi davvero capire".

Operatori cinesi sorpresi dal ruolo guida del Sudafrica in Europa e Regno Unito
"Siamo in contatto con diversi operatori di settore, per sapere dagli acquirenti cosa cercano nelle nostre uve da tavola, cosa pensano dei nostri container e del nostro prodotto".

SATI parteciperà al China Fruit Logistica in Shanghai, a maggio prossimo. "Il nostro messaggio, che in qualche modo li sorprenderà, è che siamo leader di mercato in Europa e nel Regno Unito e lo siamo da decenni. La consapevolezza in Cina che il Sudafrica sia produttore leader di uve da tavola di qualità, è molto bassa, e quel poco che sanno sul nostro Paese spesso non è necessariamente positivo. Dobbiamo cambiare questa percezione prima di poter vendere con successo, e sempre di più, il nostro prodotto".

"Ciò che ci distingue dai nostri concorrenti è che i nostri produttori e i nostri impianti di confezionamento sono di primo livello. La nostra sicurezza alimentare, la sicurezza ambientale e le pratiche di lavoro sono tra le migliori al mondo".

La stagione è stata stimolante, non solo dal punto di vista della commercializzazione, con molte settimane promozionali sulle uve da tavola in Europa, ma anche dal punto di vista tecnico, poiché si ritiene che la siccità possa avere avuto un effetto residuo su alcuni vigneti.

"Tuttavia, la fase di imballaggio sta andando bene e attendiamo con fiducia il termine della campagna all'insegna della qualità".


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