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Studi sulla tristeza in Sicilia: saranno presentati in California

Secondo il Panel Plant Health dell'EFSA (European Food Safety Agency), nel territorio UE il virus Tristeza degli agrumi (CTV) è presente con ceppi (europei) insediati da tempo, i cui effetti sono contenuti dall'uso di portinnesti tolleranti. Questi ultimi ceppi sono ben diversi da quelli non europei, presenti in Brasile, Sudafrica, Australia e Cina che, indipendentemente dal portainnesto, causano malformazione a carico dei rami e delle branche, con frutti piccoli e sviluppo stentato ("stem pitting").

A commentare la notizia è Antonino Catara, già presidente della Conferenza della Società Internazionale dei Virologi degli Agrumi (IOCV), alla fine degli anni '90.

"Non meno pericolosi sono gli esiti degli attacchi virali - continua Catara - dai ceppi RB ("resistance breaking"), segnalati in Nuova Zelanda e in altri Paesi, che superano la resistenza dei portinnesti ibridi di arancio trifogliato. La loro introduzione va pertanto impedita, in quanto potrebbe vanificare le strategie messe in atto nei Paesi UE".

Per questo motivo, sono sempre più numerosi i laboratori che stanno mettendo a punto protocolli basati sul sequenziamento dell'intero genoma virale mediante tecnologie Next Generation Sequencing (NGS). In tale direzione si è mossa la start up Agrobiotech, accreditata dal SFR per analisi fitosanitarie e di rispondenza varietale, al fine di caratterizzare la popolazione del virus in Sicilia.

I risultati saranno presentati in occasione della 21ma Conferenza della Società Internazionale dei Virologi degli agrumi (IOCV), che si terrà a Riverside (California) dal 10 al 12 marzo 2019, e proseguirà (13-15 marzo) con la 6a Conferenza Internazionale sull'Huanglongbing (IRCHLB). In quella sede sarà fatto il punto sullo stato della ricerca internazionale su tutte le malattie degli agrumi causate da virus e batteri invasivi e distruttivi, con riferimento alle tecniche di rilevamento e identificazione, al monitoraggio, agli studi epidemiologici, alle interazioni piante ospiti-patogeni-vettori e alla gestione.

Virologia degli agrumi, bisogna favorire il ricambio generazionale
"L'IOCV costituita nel 1957 proprio a Riverside - spiega ancora il cattedratico - oggi riunisce oltre 200 scienziati di 34 Paesi, per lo più giovani, per scambiare conoscenze e condividere strategie per prevenire le emergenze fitosanitarie, e sono tante, che minacciano da sempre l'agrumicoltura. Un momento scientifico nel passato condiviso da un'ampia rappresentanza di giovani ricercatori italiani, che purtroppo nell'ultimo decennio non ha visto un ricambio generazionale per mancanza di finanziamenti adeguati alla ricerca".

Foto sopra: una corretta potatura di alleggerimento delle branche può consentire la ripresa di piante innestate su arancio amaro infette da CTV, se l'infezione è avvenuta post-impianto.

"In quella sede - continua il virologo - presenteremo i risultati dell'ultimo triennio di monitoraggio e di caratterizzazione del virus della tristezza in Sicilia, che fanno rilevare un confortante contenimento delle infezioni di CTV nei vivai e percentuali elevate di infezioni su piante adulte, in alcuni casi gestibili adottando buone pratiche agronomiche".

Sopra: apparati radicali di semenzali di arancio amaro inoculati con isolati diversi di CTV: a sinistra ceppo blando, al centro ceppo aggressivo, a destra controllo non inoculato.

Mediante il sequenziamento NGS, sempre stante a quanto riferito da Catara, sono stati anche identificati alcuni isolati capaci di contrastare gli effetti del ceppo di CTV prevalente in Sicilia. Ciò permetterebbe strategie di protezione delle piante sin dal vivaio, come avviene in Brasile, Sudafrica e Australia. Non ultimo, conforta il fatto che non siano stati riscontrati ceppi RB e varianti "stem pitting" del virus. "Ma l'esperienza di altri Paesi insegna che mutazioni genetiche o nuove introduzioni da Paesi terzi potrebbero far cambiare lo scenario. Pertanto, non bisogna abbassare la guardia e investire di più in ricerca", conclude Catara.


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