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La pesca Saturnia come caso di studio anche nella Spagna regina (in crisi) delle pesche piatte

Lo scorso 5 maggio 2017, a Lerida, si è svolto un convegno organizzato dal dipartimento all'agricoltura della Catalogna e dall'IRTA dal titolo: "Giornata di riflessione sul Futuro della Peschicoltura Spagnola e Catalana", con interventi da parte di relatori internazionali.



Come caso virtuoso da descrivere ai peschicoltori catalani intervenuti al convegno, gli organizzatori hanno scelto proprio una storia italiana: quella della pesca Saturnia, marchio registrato dall'azienda agricola Eleuteri di Civitanova Marche, e poi valorizzato nell'ambito dell'attività commerciale della OP Armonia.

A raccontare come fare della pesca Saturnia la pesca platicarpa italiana per eccellenza, posizionandola saldamente nella fascia più alta di mercato, è stato Marco Eleuteri, figlio di Giorgio Eleuteri - che per primo piantò la varietà in Italia.

Il seminario è stato organizzato dalla Direzione Generale del Dipartimento Agricoltura, Pesca e Alimentazione della Catalogna per analizzare la situazione attuale della frutta dolce, dopo diversi anni difficili in cui gli agricoltori hanno faticato a recuperare i costi di produzione. Cosa si può fare per cambiare questo stato di cose, recuperando quella redditività senza la quale le aziende agricole non possono andare avanti?



La questione è stata affrontata sotto vari aspetti, quello della produzione, della commercializzazione e dei consumi. Particolarmente atteso il dibattito relativo alla commercializzazione per cui sono intervenuti anche due invitati esteri, provenienti da due paesi, anch'essi produttori e mediterranei, che vantano una certa fama per la valorizzazione dei propri prodotti agroalimentari: il francese Raphael Martinez, Direttore Generale della Federazione Frutta e Legumi Occitania, e per l'appunto l'italiano Marco Eleuteri, Consigliere delegato alla direzione commerciale della Op Armonia.


Da sinistra: Josep Presseguer, Direttore Generale de Fruits de Ponent,
Josep Lluis Trilla, Direttore Commerciale Actel, Marco Eleuteri, Raphael Martinez, Direttore Generale Federazione Frutta e Legumi Occitania.


Gli interventi sono stati preceduti dall'introduzione di Manel Simon che, analizzando vari dati, ha sottolineato come, a eccezione dell'ultimo anno in cui le quotazioni sono state discrete e stabili per tutta la campagna, negli anni passati (2011 e 2014 i peggiori) i prezzi non hanno coperto i costi di produzione anche per periodi piuttosto lunghi.

Nonostante queste difficoltà, le esportazioni di nettarine hanno vissuto negli ultimi anni una vera e propria escalation, crescendo del 300% in 15 anni, al contrario dell'Italia che, nello stesso periodo, è scesa del 40%, superata dalla stessa Catalogna, che dal 2013 esporta stabilmente più nettarine dell'Italia. Restano evidentemente alcuni problemi da risolvere, come la scarsa valorizzazione della produzione e un basso consumo interno.



Raphael Martinez ha spiegato come i quantitativi prodotti in Francia di pesche e nettarine si siano quasi dimezzati negli ultimi 10 anni; e chi continua a coltivare vende essenzialmente nel proprio mercato francese, con un posizionamento di fascia molto alta. Ha parlato della diffusione, in Francia, di un vero e proprio "patriottismo alimentare" che loro come associazione hanno cercato di alimentare attraverso varie iniziative (trasmissione di video con le storie degli agricoltori francesi, caratterizzazione dello scaffale del supermercato, etc.) in collaborazione con diverse insegne distributive nazionali con buoni risultati, visto che il differenziale prezzo rispetto ad altre origini (in primis Spagna) e' quasi di 1:2. 

Poi è stata la volta dell'Italia ,con Marco Eleuteri, appunto, il quale ha presentato l'unico case history aziendale del seminario, quello della pesca Saturnia, particolarmente atteso poiché - proprio in Catalogna - si coltivano circa 5mila ettari di pesche piatte, facendone la prima regione produttiva del primo Paese produttore al mondo, che e' appunto la Spagna.

La pesca piatta è una delle note dolenti per gli agricoltori catalani, che hanno visto le loro liquidazioni per questa tipologia di pesche più che dimezzate in appena 5/6 anni (da 1 euro nel 2011/12 a 35/40 centesimi degli ultimi 2 anni). Del resto, con una crescita così repentina delle superfici (15 anni fa non erano proprio coltivate in questa regione), per un prodotto comunque nuovo per i consumatori, e sostenuta (effetto negativo degli aiuti ndr) anche da un consistente intervento pubblico per il rinnovamento degli impianti (nel periodo 2010-2013), il rischio delle crisi mercato era inevitabilmente molto alto.



Da qualche anno, la superficie non cresce più ed è in atto un profondo processo di ristrutturazione delle aziende, sostenuto anche dal grande lavoro che sta svolgendo l'IRTA, probabilmente oggi il centro di ricerca frutticola più all'avanguardia nel mondo sulle pesche platicarpa.

Sebbene i risultati di questo processo di "ristrutturazione" della produzione difficilmente potranno vedersi nel breve periodo, nel medio-lungo ci saranno sicuramente degli effetti positivi in merito a: innovazione varietale e conseguente miglioramento della qualità intrinseca della frutta, aumento della produttività per ettaro, affinamento delle tecniche di coltivazione, miglioramento delle tecnologie di conservazione.

Se a questo si unisce una commercializzazione altrettanto all'avanguardia in termini di valorizzazione attraverso i moderni strumenti che marketing e comunicazione mettono oggi a disposizione delle aziende, probabilmente anche i risultati per gli agricoltori miglioreranno.

Come caso virtuoso di valorizzazione della pesca piatta, da cui prendere spunti ed idee per la valorizzazione delle "paraguayos" catalane, è stato scelto quello italiano della pesca Saturnia.


Marco Eleuteri e il Prof. Ignasi Iglesias dell'IRTA - al centro - insieme a Meritxell Serret e al Dir. Gen. Agricultura Carmelo Modol.

Marco Eleuteri riferisce: "Innanzitutto devo ringraziare il Dipartimento Agricoltura della regione catalana per l'alta considerazione che hanno avuto nei confronti della Op Armonia e della pesca Saturnia. Sono stato davvero onorato di partecipare al convegno come "caso virtuoso" di valorizzazione della pesca platicarpa. Da marchigiano, mi si permetta questa metafora romantica: è come se Giacomo Leopardi ci avesse premiati "Grandi Poeti". L'ospitalità e la riconoscenza mostratami dalla stessa Consellera Meritxell Serrat, titolare del dicastero Agricoltura, Allevamento e Pesca della Catalogna, sono stati straordinari e per me e molto emozionanti.. Forse è la prima volta in vita mia che mi sono sentito un cittadino europeo: una sensazione bellissima".


Manel Simon, Direttore Generale Afrucat, e Marco Eleuteri.

Eleuteri, nella sua relazione, ha dapprima presentato la Op Armonia, inserendola nel contesto della produzione delle pesche platicarpa in Italia: 600 ettari di produzione stimata in tutto il Paese, di cui la Organizzazione di produttore vanta 70 ettari in produzione: 40 nel centro Italia (Marche) e 30 nel Sud (Campania, con le varietà più precoci).

Nel 2017 sono previsti venti nuovi ettari di superficie coltivata: 10 nelle Marche e 10 in Calabria, che saliranno ancora nel 2018, con 30 nuovi ettari programmati (20 nelle Marche, 10 in Campania).



Eleuteri ha poi ripercorso le tappe più importanti della storia della pesca Saturnia, dal 2010 ad oggi. Dopo aver trasmesso il video aziendale (con sottotitoli in Spagnolo) si è fatta la cronistoria delle tappe fondamentali dal 2010 ad oggi: dalle prestigiose collaborazioni accademiche (Accademia dei Georgofili, con il prof. Frega, e Accademia Italiana della Cucina); alla collaborazione con Chef pluristellati famosi (Vissani, Cedroni, Uliassi...) che hanno "gourmetizzato" molto la pesca Saturnia; alle iniziative intraprese in collaborazione con le insegne distributive (concorsi, volantini qualificati, iniziative di show cooking); alla pubblicazione di un Blog dedicato unicamente alla pesca Saturnia (gestito da un giornalista enogastronomico professionista: Francesco Annibali); al legame con l'arte con la scultura in bronzo "La Dolce Saturnia" realizzata dallo scultore marchigiano Rocchetti o al ritratto realizzato per Uliassi dall'artista Giovanni Alfano; la partecipazione all'Expo di Milano con l'unico Chef stellato della provincia di Macerata (dove si concentra la maggiore produzione di pesca platicarpa) Michele Biagiola; alle collaborazioni con artigiani dell'agroalimentare marchigiano per la realizzazione di trasformati di alta gamma come l'acquavite, la birra Saturra o le confetture; alla collaborazione tuttora in evoluzione con la profumiera Hilde Soliani, nota per le sue opere olfattive "gourmet" e così ammaliata dagli odori della pesca Saturnia da volerne realizzare un profumo.



Per terminare con l'interesse mostrato da giornalisti enogastronomici di maggior prestigio in Italia, come Andrea Grignaffini, primo responsabile della guida ristoranti dell'Espresso, che ha dedicato un servizio di 4 pagine alla "Pesca Miracolosa" (questo il titolo dell'articolo) spazio che in genere si concede a un grande vino, come pure la rivista bimestrale generalista dedicata a un pubblico di target molto alto "Eventi Culturali" che, nell'ultimo numero in distribuzione, ha dedicato la copertina ed un servizio di 8 pagine alla pesca Saturnia.



"Ma non ci preoccupiamo solo della comunicazione - ha dichiarato Eleuteri - Prima di comunicare, siamo coscienti che dobbiamo produrre il massimo della qualità e per questo investiamo molto in Ricerca e Sviluppo: e così siamo i titolari dei diritti di moltiplicazione in Italia della varietà più coltivata nel nostro Paese, la UFO 4, genitrice di tutte le platicarpa europee di nuova generazione. Abbiamo ottenuto la protezione comunitaria per la varietà tardiva ad alto valore organolettico Strike; abbiamo avviato il programma di miglioramento genetico più importante del nostro Paese in collaborazione con il CREA di Roma, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente le caratteristiche gustative delle pesche piatte italiane. Insomma, i buoni risultati si ottengono da tanta passione per ciò che si fa, e dalla consapevolezza che, se vogliamo essere leader in questo segmento produttivo, non possiamo fermarci mai; al contrario, dobbiamo migliorarci continuamente e ogni traguardo raggiunto va considerato un punto di partenza, non certo di arrivo".



Tra gli altri due interventi commerciali della giornata, Josep Lluis Trilla di Actel ha insistito sulla necessità di maggiore aggregazione, necessaria per adeguare maggiormente l'offerta alla domanda rappresentata da gruppi distributivi sempre più grandi e esigenti. Spesso i maggiori gruppi di Lerida, in gran parte presenti a questo seminario, hanno interessi coincidenti, su cui dovrebbero convergere di più. In questo modo potrebbero essere più competitivi su molti mercati esteri.



Infine l'intervento di Josep Presseguer, il quale ha sottolineato l'inadeguatezza della recente rivisitazione della normativa comunitaria sui "ritiri dal mercato in presenza di crisi" per cui se è vero che sono stati aumentati i prezzi dei prodotti ritirati, sono però diminuiti i quantitativi, il che non va affatto bene.



Poi ha criticato la pratica non più accettabile delle vendite "in conto commissione" sui mercati; del resto, quello ortofrutticolo è l'unico settore in cui avviene qualcosa del genere. "I nostri costi - ha dichiarato - sono tutti certi e in aumento. Per quale motivo le nostre vendite non dovrebbero essere altrettanto certe?".

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