Seminario sulle innovazioni nel sistema vivaistico in agrumicoltura

"Innovazioni di prodotto e di processo nel sistema vivaistico per lo sviluppo dell'agrumicoltura siciliana". Questo il titolo di un seminario svoltosi a Giarre (CT), lo scorso 29 gennaio, con l'obiettivo di fare il punto sulle innovazioni agronomiche utilizzabili dal comparto, a seguito dei mutamenti a carico della combinazione portinnesto /nesto, determinati dalla diffusione del virus Tristeza (CTV).

Nella foto sopra, da sx.: Faro, Rapisarda, Gentile, Russo, Catania

Dopo i saluti iniziali da parte di Michele Faro (vivaista), Enrico Catania (Ordine Agronomi e Forestali - CT), Agatino Russo (direttore Di3a UniCT) e Paolo Rapisarda (direttore CREA Acireale), i lavori sono entrati nel con le relazioni programmate, introdotte da Alessandra Gentile (UniCT).

Ad alternarsi al tavolo dei relatori, con contributi dall'elevato livello tecnico e scientifico, c'erano: Alberto Continella (UniCT) che ha parlato di "Esigenze di innovazione in agrumicoltura", Silvia Di Silvestro (CREA-OFA) con una presentazione sui "Controlli fitosanitari nelle certificazioni", Rosario D'Anna (dirigente Regione Siciliana) intervenuto sulla "Normativa per la qualificazione del materiale di propagazione" e, infine, Salvatore Barbagallo (CSEI - CT) che ha lanciato la proposta della costituzione di un gruppo operativo specifico.

Come noto, si è reso necessario abbandonare l'innesto su arancio amaro che, pur essendo perfettamente adattabile al contesto pedoclimatico siciliano, risulta suscettibile alla tristeza in combinazione con molte specie di agrumi.

Il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell'UniCT possiede già dal 2006 una collezione di nuovi portainnesti provenienti da enti di ricerca di diversi Paesi agrumicoli, conservata presso l'azienda agraria sperimentale dell'Università e oggetto di valutazione da diversi anni in impianti sperimentali. Tali portainnesti, in combinazione con alcune varietà pigmentate di arancio e mandarino-simili, hanno manifestato eccellenti performance in termini vegeto-produttive e qualitative.

"La possibilità di utilizzare nuovi metodi di propagazione agamica per tali portainnesti, dei quali non vi è possibilità di importazione in Europa di materiale di propagazione - ha chiarito la coordinatrice Alessandra Gentile - rappresenta la strategia da percorrere per sviluppare modelli produttivi rapidi ed efficienti. Tra questi figura certamente la micropropagazione, che assicurerebbe l'identità genetica e la sanità del materiale di propagazione prodotto. E' attorno a tali biettivi che il costituendo gruppo operativo si propone di lavorare".

"Entrambe queste finalità, innovazione di prodotto e di processo - ha rimarcato la docente - consentirebbero alle aziende vivaistiche del comparto agrumicolo di mantenersi competitive sul mercato, intraprendendo nuove strade produttive per elevare al massimo la qualità del materiale prodotto, anche attraverso la certificazione genetico-sanitaria, abbattere i costi di produzione, applicando le nuove tecnologie alle esigenze specifiche del territorio in cui opera".

Le conclusioni dei lavori sono stati affidati a Delfo Conti, dell'Osservatorio per le malattie delle piante, di Acireale che, in tema con gli argomenti trattati, ha illustrato i contenuti delle misure 16.1, 16.2 e 5.2 del PSR Sicilia.


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