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La Spagna chiede di ridurre le esportazioni di agrumi dall'Egitto e dalla Turchia verso l'Ue

L'Associazione degli agricoltori di Valencia (AVA-ASAJA) invita il locale ministero all'agricoltura ad attuare le misure necessarie per avviare il processo di garanzia della futura applicazione di una clausola di salvaguardia contro gli agrumi di provenienza da paesi come l'Egitto e la Turchia, dopo aver notato l'aumento esponenziale degli ultimi cinque anni delle esportazioni extracomunitarie di agrumi nella UE.

Fonte: Ministero dell'Industria e del Commercio. I dati per il 2018 sono da gennaio a novembre.

Anche l'aumento delle spedizioni di agrumi sudafricani verso il mercato europeo è stato molto significativo nello stesso periodo e, di conseguenza, vari organi politici e amministrativi hanno già richiesto l'attuazione del meccanismo di salvaguardia, ma AVA-ASAJA ritiene che il Sudafrica non sia l'unica fonte di disturbo per il mercato spagnolo, dal momento che anche altri Paesi terzi, come quelli già citati, esercitano una concorrenza sleale.

Le cifre ufficiali del Ministero del Commercio non lasciano spazio a dubbi e confermano questa tesi. Pertanto, l'aumento cumulativo delle esportazioni di agrumi egiziani - in particolare di arance - in Europa tra il 2014 e il 2018 si è tradotto in un preoccupante +78,9% dopo aver raggiunto un totale di 332.126 tonnellate; nel caso della Turchia, invece, l'aumento è stato del 18,2%, dopo aver raggiunto, durante il periodo sopra menzionato, un totale di 284.882 tonnellate di spedizioni. In Sudafrica, l'incremento è stato del 40,4%.

Fonte: Ministero dell'Industria e del Commercio. I dati per il 2018 sono da gennaio a novembre.

Di conseguenza, oltre 1,5 milioni di tonnellate di agrumi provenienti da queste tre nazioni da sole (per non parlare del volume di agrumi di altri Paesi come Marocco, Argentina o Brasile), negli ultimi anni, hanno inondato l'Europa concorrendo con la Spagna per la stessa nicchia di mercato quando le condizioni lavorative, ambientali, fiscali o fitosanitarie in vigore non sono le stesse rispetto ai Paesi dell'Ue.

Il presidente di AVA-ASAJA, Cristóbal Aguado, ritiene che "questa situazione sia lampante e che devono essere messe in atto le procedure necessarie per determinare se applicare eventuali clausole di salvaguardia, come appena deciso dalla Commissione europea nel caso del riso. Dopo aver effettuato studi pertinenti è stato dimostrato l'effetto estremamente negativo sugli interessi dei produttori europei che hanno importato riso dalla Cambogia e dal Myanmar".

Aguado ha ricordato "l'impatto devastante sui redditi di migliaia di famiglie che hanno vissuto l'attuale crisi degli agrumi in Spagna e ha invitato la Commissione europea a comprendere con urgenza la necessità di applicare i criteri di reciprocità per firmare accordi commerciali, sia per garantire la sicurezza dei frutti che arrivano sia per mettere altri fattori condizionanti su un piano di parità per garantire che la competizione possa svilupparsi in modo più equilibrato".

Fonte: Ministero dell'Industria e del Commercio. I dati per il 2018 sono da gennaio a novembre.

Inoltre, il presidente dell'AVA-ASAJA ha chiesto al governo spagnolo di "mettersi al lavoro su questo tema perché i processi per ottenere una clausola di salvaguardia sono lunghi, durano tre anni, devono essere pienamente documentati ed è quindi essenziale mettersi in moto".


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