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Il Belgio e' il secondo importatore mondiale di banane biologiche

Negli ultimi cinque anni, il Belgio è risultato il secondo maggior importatore di banane biologiche in tutto il mondo, dietro solo agli Stati Uniti. Nel 2017, il Paese ha registrato una variazione in positivo del 13,48% rispetto all'anno precedente. Il volume importato - anche durante il 2017 - è aumentato del 9,65%. Il suo tasso medio di crescita nel periodo 2013-2017, è stato dello 0,17%.

E' quanto si legge in un recente rapporto, presentato dal Market Intelligence Department di Promperu, sul mercato delle banane biologiche in Belgio.

Secondo il rapporto, nel 2017 la società di ricerca GFK Belgium ha condotto uno studio di mercato sul consumo di alimenti e bevande biologici nel Paese, riportando una crescita del 6% in quest'area.

"Frutta, verdura e patate rappresentano il 40% della spesa, per quanto concerne i prodotti biologici. Inoltre, secondo Euromonitor, le importazioni di questi prodotti in Belgio hanno avuto un tasso di crescita medio dello 0,92%, nel periodo 2012-2016 - riporta lo studio - La percentuale dei consumatori di cibo biologico è aumentata nel corso dell'ultimo anno e oggi il 90% dei belgi acquista almeno un prodotto biologico, una volta all'anno".

Inoltre, sempre secondo lo studio, i supermercati sono il principale canale di acquisto di prodotti biologici e il cibo, in particolare quello biologico, è uno dei settori economici più prosperi del mercato belga. Inoltre, nonostante il calo delle importazioni tra il 2014 e il 2015, a partire dal 2016 si rileva una tendenza positiva per le banane biologiche.

Potenziale
Colombia, Costa Rica, Ecuador, Camerun e Costa d'Avorio sono i principali Paesi fornitori di banane biologiche del mercato belga, e rappresentano l'80% di tutte le importazioni, registrando una variazione positiva del 15,48% nelle vendite del 2017, rispetto all'anno precedente.

Facendo un confronto tra il Perù e la Colombia, il più importante fornitore del Belgio, lo studio rileva che entrambi i Paesi hanno condizioni climatiche simili e riescono a produrre tutto l'anno. Tuttavia, nel caso del Perù, la massima produzione si concentra tra gennaio e aprile, il che contribuisce ad avere la certezza di un flusso di approvvigionamento.

Il Perù spedisce il prodotto in Belgio via mare e via aerea. Nel primo caso, arriva al porto di Anversa, dopo una traversata di 26 giorni. Questi viaggi si svolgono su base settimanale. Le spedizioni aeree partono invece ogni giorno, dall'aeroporto di Jorge Chavez, e impiegano 35 ore per arrivare all'aeroporto di Bruxelles.

Secondo il rapporto di Promperu, le esportazioni di banane biologiche peruviane sono cresciute in volume, negli ultimi cinque anni, raggiungendo un tasso di crescita medio del 13,05% nel periodo 2013-2017.

Negli ultimi anni, è cresciuto anche il valore FOB delle esportazioni, ad eccezione del 2017 quando si è registrato un leggero calo dei prezzi. Tuttavia il tasso di crescita medio del valore FOB, nel periodo 2013-2017, è del 13,75% grazie al dinamismo raggiunto da questo prodotto all'estero.

"Inoltre, il numero delle società di esportazione è cresciuto da 39 nel 2013, a 56 nel 2017, e i principali Paesi di destinazione sono risultati i Paesi Bassi, gli Stati Uniti e la Germania", si legge nel rapporto.

Il Belgio è la quarta principale destinazione per le banane biologiche peruviane, con un valore di 7,6 milioni di dollari americani, nel 2017. Inoltre, il Paese ha registrato un tasso di crescita medio dello 0,66% nel periodo 2013-2017.

Fonte: agraria.pe


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