MAAS: risultanze dell'assemblea dei soci del 18 dicembre

Lo scorso 18 dicembre si è tenuta l'assemblea ordinaria dei soci del MAAS (Mercati Agro Alimentari Sicilia), nel corso della quale si è chiuso un percorso di "risanamento" lungo sette anni.

Nella foto a sinistra: Emanuele Zappia, presidente del MAAS

Si è passati attraverso una serie di step, che hanno portato il MAAS a dover affrontare e superare diversi ostacoli: alcuni riguardanti la rimodulazione del mutuo bancario e il contenzioso in atto con l'impresa costruttrice della struttura, altri, quali le ricapitalizzazioni, i regolamenti mercatali, il riconoscimento dei contributi consortili, la formulazione di un nuovo Pef (Piano economico finanziario), l'affermazione della prevalenza societaria rispetto alla partecipazione del pubblico e la definizione di un contenzioso tributario infondato che ha esposto la società consortile a vari gradi di giudizio prima di avere riconosciute le proprie ragioni.

Questi anni, però, non sono passati invano: tutto ciò che ha tentato di minare il MAAS, ha creato gli anticorpi necessari per garantirne la continuità aziendale.

Con la fine di quest'anno si completa dunque, anche grazie ai deliberati dei soci, una costruzione amministrativa e gestionale che guarda al futuro con certezze inequivocabili.

Una su tutte, la "moralizzazione" dei costi aziendali che consente di arrivare, insieme al deliberato dei soci dell'assemblea del 18 dicembre 2018, a un pareggio prossimo di bilancio con un equilibrio tra costi e ricavi tipici.

Il completamento dell'impiego degli spazi commerciali è stato l'ultimo obiettivo colto da questa governance che ha saputo, passo dopo passo, giungere ai traguardi prefissati e che oggi consentono a tutti i soci - la Regione Siciliana in primis - di guardare a questa importante partecipazione senza l'ombra di un costo finanziario che quest'ultima, di contro, soffre in altri settori merceologici.

Gli operatori dei mercati, orfani degli spazi comunali, hanno saputo, con coraggio e collaborazione, gestire il proprio futuro trovandosi davanti un patto consortile che ha centrato quelle attese per cui era stato posto in essere, evitando di lasciare una cattedrale nel deserto e garantendo degli spazi più idonei a un mercato proiettato nel futuro.


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