Gli agrumicoltori spagnoli chiedono all'UE di porre fine all'accordo con il Sudafrica

I rappresentanti del partito politico Compromís e dell'Organizzazione agricola valenciana si sono incontrati giovedì scorso nella sede centrale dell'Organizzazione per discutere i problemi che il settore agrumicolo si trova ad affrontare e hanno chiesto la fine dell'accordo tra l'Unione Europea e il Sudafrica.

Il membro del Parlamento Europeo Jordi Sebastià ha dichiarato che si continuerà a fare pressioni in questo senso a Bruxelles, dal momento che l'accordo con il Sudafrica "sta avendo conseguenze catastrofiche".

Sebastià ha dichiarato che la politica commerciale dell'UE con il paese africano "sta avendo un grave impatto sui produttori valenciani, che non hanno quasi possibilità, visto che non competono alle stesse condizioni".

Dopo avere ricordato che gli agrumi sudafricani arriveranno esenti da dazi a partire dal 2026, Sebastià ha spiegato che ai produttori locali "viene chiesto di rispettare una serie di standard socio-lavorativi, ambientali e sanitari, da cui sono esenti i Paesi terzi e che questo, quindi, permetterà loro sempre costi di produzione più bassi".

"Quello che vogliamo sono misure reali e arriveranno solo se il Ministero dell'Agricoltura si metterà al lavoro per affrontare il problema" ha detto Joan Baldoví, portavoce di Compromís nel Congresso spagnolo.

Il deputato ha dichiarato che, quando va a Madrid, continua a trovare "arance dal Sudafrica sugli scaffali, mentre la campagna degli agrumi valenciani è in pieno corso". Ha perciò chiesto che vengano concessi benefici fiscali ai produttori che non hanno potuto raccogliere tutte le arance.

Da parte sua, il presidente di AVA, Cristóbal Aguado, ha affermato che questi incontri sono fondamentali perché permettono di "osservare più nel dettaglio le conseguenze dei trattati internazionali".

Aguado ha criticato come le attuali amministrazioni stanno gestendo il problema e ha sottolineato che, rispetto a due anni fa "il Governo di Valencia e il Governo spagnolo stanno facendo poco e niente".

Il segretario generale di La Unió, Carles Peris, ha definito questi incontri "positivi" e ha dichiarato che la Legge vigente sulla catena agroalimentare "è inefficiente e necessita di miglioramenti".

Fonte: EFE


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