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Europa: l'agroecologia potrebbe ridurre l'uso di agrofarmaci entro il 2050

L'agricoltura europea potrebbe ridurre in maniera graduale l'utilizzo di agrofarmaci, riducendo così anche il loro impatto sull'ambiente e sulla biodiversità, garantendo contemporaneamente la sicurezza alimentare a milioni di europei. E' questa l'opinione di due esperti in materia, contenuta in un rapporto pubblicato da EURACTIV, partner di EFE.

Come spiegato da Pierre-Marie Aubert e Xavier Poux in una conferenza tenutasi a Parigi il 13 settembre (AgroParisTech), è davvero possibile raggiungere questo punto di equilibrio.

I due ricercatori hanno presentato una stima decennale di ciò che hanno descritto come Tyfa (Ten Years for Agroecology in Europe - Dieci Anni per l'Agroecologia in Europa).

In relazione al calo della produzione rilevato in agricoltura biologica, la domanda che si sono posti è: come nutrire l'Europa proteggendo contemporaneamente l'ambiente e il clima?

Ridurre l'impatto sul clima evitando cali nella produzione
"L'attuale dibattito sul futuro dell'agricoltura si è bloccato a causa dell'impossibilità di combinare un aumento della produzione agricola con una riduzione dell'impatto su clima e biodiversità" ha affermato Pierre-Marie Aubert.

"Per affrontare questa apparente contraddizione, abbiamo scelto di ribaltare la questione. Quindi ci stiamo chiedendo quali siano le reali esigenze degli europei in termini di dieta sana e sostenibile, e quali modelli agricoli siano necessari per soddisfarle".

Pertanto, il punto di partenza del rapporto si concentra su quale impatto le attuali abitudini alimentari europee abbiano sulla salute delle persone. "Anche se produciamo molto, in Europa si mangia troppo e le diete sono sbilanciate rispetto alle raccomandazioni nutrizionali dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare  e dell'Organizzazione mondiale della Sanità" si legge.

Riequilibrare la dieta europea: più frutta e verdura
Il primo passo necessario sarebbe quello di riequilibrare la dieta degli europei, introducendo più cereali, frutta, verdura e colture proteiche, riducendo il consumo di carne, uova e latticini.

"Il nostro studio dimostra che l'Europa dovrebbe essere in grado di nutrire gli europei con agricoltura biologica entro il 2050, riducendo le emissioni di gas serra del 40% e recuperando la biodiversità" ha spiegato Aubert.

Ciò significa ridurre gradualmente l'uso di agrofarmaci e altri fattori di produzione agricola, adottando metodi di agricoltura biologica, come la rotazione delle colture, l'uso del letame per la concimazione del terreno e l'uso di infrastrutture ecologiche, che includono siepi, stagni, alberi e recinti.

Calo di produzione tra il 10% e il 50%
Secondo lo studio, questo scenario si tradurrebbe in una riduzione della produttività compresa tra il 10 e il 50%, a seconda del tipo di coltura. "Quindi sì, ciò comporterebbe minori profitti per i coltivatori, ma tali perdite potrebbero essere compensate dal denaro risparmiato per l'acquisto di così tanti mezzi di produzione agricola".

L'esperto francese sottolinea come lo scenario 'agroecologico' consentirebbe non solo di nutrire i consumatori europei, ma preserverebbe anche la capacità d'esportazione per cereali, latticini e vino. Oltre al fatto che ridurrebbe fortemente la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di prodotti agricoli.

Fonte: efeagro.com


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