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Confagricoltura e Alleanza Cooperative

Tavolo ortofrutta: i pareri delle associazioni

"Apprezziamo che il ministero per le Politiche agricole ed il Turismo voglia affrontare le questioni ortofrutticole in una logica di strategia e non di emergenza. Sarà opportuno però approfondire tutte le tematiche e non solo quelle relative all'attuazione dell'Organizzazione comune di mercato (OCM). L'ortofrutta, bandiera del made in Italy, ha bisogno di linee guida operative condivise ed efficaci per rafforzarsi sui mercati internazionale e nazionale". Lo ha detto il componente della giunta di Confagricoltura Rosario Rago, che ha guidato la delegazione confederale nella riunione del Tavolo Ortofrutta presso il Mipaaft, coordinata dal sottosegretario Alessandra Pesce.
 
Con Rago, per Confagricoltura, erano presenti anche i presidenti delle Federazioni nazionali di prodotto dell'Organizzazione: Francesco Donati (Frutta), Rosario Marchese Ragona (Orticoltura), Gerardo Diana (Agrumi).
 
I rappresentanti di Confagricoltura hanno rimarcato l'esigenza: del catasto ortofrutticolo per la programmazione e la pianificazione delle produzioni; di azioni strutturate per sviluppare export, promotion e tracciabilità; dello snellimento delle concessioni per gli usi in deroga dei prodotti fitosanitari essenziali per alcune filiere.
 
"Per quanto riguarda gli scambi internazionali, si deve agire – ha detto Rago - in una logica non solo 'difensiva' ma 'offensiva', puntando alla rimozione delle barriere fitosanitarie dei Paesi concorrenti extra UE e valutando in maniera accurata gli effetti dei vari accordi commerciali tra Unione europea e Paesi terzi, in primo luogo quelli euro mediterranei, che possono arrecare pregiudizio alle nostre produzioni e perturbare i mercati".
 
Infine Rago si è soffermato sulla razionalizzazione di controlli e verifiche amministrative che coinvolgono le imprese: "Confagricoltura in passato – ha concluso il suo rappresentante - è intervenuta più volte ed ha proposto diverse soluzioni a questo problema, tanto rilevante quanto ineludibile per il comparto".

"Un confronto ampio e partecipato, che ha visto intorno al tavolo tutti i soggetti e gli operatori della filiera ortofrutticola presentare le loro istanze al sottosegretario Alessandra Pesce, a cui va il nostro apprezzamento per la disponibilità espressa ad avviare un proficuo e condiviso lavoro per rafforzare la competitività del comparto". Lo ha detto Davide Vernocchi, Coordinatore del settore ortofrutticolo dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, a margine dell'incontro svoltosi oggi a Roma, presso la sede del Ministero.

"La filiera ortofrutticola – ha dichiarato Vernocchi – non chiede alle istituzioni risorse finanziarie, bensì un impegno normativo e un'azione politica: il nostro auspicio è che gli interventi da parte del pubblico siano sempre mirati a sostenere la filiera in quelle che sono le sfide della globalizzazione. Siamo usciti dalla riunione di oggi con precisi impegni temporali: nutriamo grandi aspettative di poter raggiungere pochi ma sostanziali obiettivi, quali il rafforzamento dell'aggregazione dell'offerta, l'apertura di nuovi mercati di sbocco e la conseguente rimozione delle barriere fitosanitarie, la creazione di un catasto ortofrutticolo nazionale fondamentale per la programmazione del comparto, la distribuzione agli indigenti delle produzioni trasformate eccedenti, le problematiche fitosanitarie nelle campagne e infine una ricerca sempre più vicina alle esigenze delle imprese".

"Da parte nostra – ha proseguito il Coordinatore Ortofrutticolo dell'Alleanza – proseguiamo il nostro lavoro in un'ottica di filiera ortofrutticola sostenibile, dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. Insieme alla difesa del reddito dei nostri soci agricoltori e al continuo impegno per la riduzione di chimica e acqua nei campi, un aspetto assolutamente non trascurabile è l'importante indotto occupazionale del comparto: per ogni ettaro di frutteto perduto, vengono a mancare nella filiera circa 400-500 unità lavorative, 100 volte di più delle risorse occupate per la coltivazione di un ettaro di seminativi".


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