L'Arancia di Ribera DOP ha bisogno di estendere le superfici coltivate

Nonostante le tante iniziative a tutela del consumatore, ancora oggi le persone non sono del tutto consapevoli, quando acquistano ortofrutta, circa il luogo o le modalità di produzione del cibo.



In questo contesto, il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) costituisce sinonimo di garanzia circa provenienza, qualità e trasparenza di un prodotto, tant'è che non tutti possono vantare questa dicitura, tra l'altro abbastanza difficile da ottenere.

I prodotti così definiti hanno caratteristiche organolettiche peculiari che dipendono strettamente dalla loro produzione in uno specifico territorio.



E' il caso dell'Arancia di Ribera DOP, marchio riconosciuto il 26 maggio 2010 dalla Comunità Europea. Si tratta di un'arancia bionda coltivata negli areali del Comune agrigentino di Ribera, in Sicilia.

L'ottenimento della DOP è stato un grande traguardo, che ha permesso a questo prodotto di poter entrare a far parte delle politiche per la promozione e comunicazione dei marchi di qualità e, di conseguenza, di affermarsi non solo nell'ambito dell'agrobusiness nazionale, ma anche all'estero, realizzando così il sogno per alcuni produttori di esportare fuori dei confini nazionali.



Uno dei maggiori retailer dell'arancia di Ribera in Germania è la Biofruit Trading, società con sede a Berlino, in prima linea per la produzione ed esportazione in Europa di agrumi biologici. La Germania, infatti, è il primo canale di sbocco per questo agrume, con il 65% della produzione esportata, seguita dalla Francia, Austria, Svizzera e Paesi Bassi.



Le produzioni esportate rappresentano un 10% del totale e sono costituite in prevalenza da arance DOP e BIO. Il principale mercato rimane quello interno. Mentre la produzione certificata come Arancia di Ribera DOP si attesterebbe a 5 milioni di Kg, quella a marchio Riberella si muove intorno ai 20 milioni. 

La campagna agrumicola 2016/17 ha registrato un andamento favorevole e, nonostante gli eventi climatici avversi (l'alluvione del 25 novembre 2016; le grandinate e gelate a inizio 2017), le caratteristiche qualitative e la pezzatura dei frutti sono state ottimali.

"Si chiude complessivamente bene questa campagna di commercializzazione - ha detto Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio di tutela dell'Arancia di Ribera DOP - Una minore produzione, sommata ai danni da maltempo e a un buon andamento delle vendite, ha anticipato la chiusura della campagna agrumicola di quest'anno. Infatti non era mai accaduto di terminare le operazioni, nei principali centri di lavorazione, tra fine febbraio e i primi di marzo". 



"L'esperienza di quest'anno fa emergere ancora una volta la necessità di favorire la costituzione di nuovi impianti di coltivazione dell'arancia di Ribera DOP - spiega Pasciuta - con varietà tardive come la Powell, la Chislett, la Navelate, la Lanelate e con portainnesti resistenti al virus della Tristeza degli agrumi (CTV). Servirebbero da 500 a 1.000 ettari di nuovi agrumeti per consentire l'estensione della campagna agrumicola fino a tutto aprile e metà maggio. Ciò porterebbe notevoli benefici per la filiera agrumicola e l'intera comunità". 

Nel frattempo, l'interesse del mercato europeo nei confronti di marchi di qualità e di prodotti biologici è sempre in crescendo, ma servono maggiori sforzi nella comunicazione: il consumatore finale vuol conoscere la storia del prodotto. In questo contesto, s'inserisce a pieno titolo l'attenzione per le buone abitudini alimentari e gli aspetti nutraceutici dell'ortofrutta. La produzione siciliana, in tal senso, ha tutte le carte in regola, ma deve lavorare ancora sull'associazionismo e sulla comunicazione, professionale e incisiva, per farsi largo sui mercati esteri.


Giuseppe Pasciuta

"Fare rete è indispensabile in mercato sempre più esigente - continua il presidente - e la nascita di una OP nel territorio, la creazione di una rete d'imprese su input del Distretto produttivo degli Agrumi per il mercato polacco, alla stregua di iniziative di solidarietà a sostegno della comunità di San Patrignano e dei territori terremotati del Centro Italia, rappresentano fatti positivi per la veicolazione dei nostri prodotti".



"D'altra parte il nostro territorio crede nell'Arancia di Ribera - conclude Pasciuta - perché oggi rappresenta uno dei pochi investimenti produttivi e redditizi. Rafforzare l'Arancia di Ribera DOP, significa affrontare meglio le sfide dei mercati e garantire un reddito adeguato ai numerosi produttori di ben 14 Comuni, dove l'arancia rappresenta una tra le più importanti, se non l'unica, risorsa economica".

Per maggiori informazioni:
Consorzio di Tutela Arancia di Ribera DOP Riberella
Via Quasimodo s.n.
92016 Ribera (AG) - Italy
Tel.: (+39) 0925 5615221
Email: info@aranciadiriberadop
Web: www.aranciadiriberadop.it

Data di pubblicazione:



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