Fly Basilicata: voli privati per portare buyer dal Macfrut in Lucania

Macfrut mette le ali, nel senso che i buyer, compresi quelli cinesi, potranno andare e tornare a Rimini fino alla Basilicata, in giornata, con un volo privato organizzato dalla Regione e dalla Fiera.

E alla rassegna (10-12 maggio 2017 a Rimini), dentro a un padiglione appositamente allestito, saranno esposte macchine per l'orticoltura che opereranno direttamente in un campo vero e proprio. In più, si cercheranno soluzioni ai problemi del commercio con l'estero.



Sono alcuni dei temi affrontati venerdì 13 gennaio 2017 a Pechino, durante la presentazione dell'edizione 2017 di Macfrut (Rimini, 10-12 maggio 2017) a una settantina fra giornalisti, operatori e dirigenti politici cinesi. Presente anche Paolo Lucchi, sindaco di Cesena.



"Cina e Basilicata sono rispettivamente la nazione e la Regione partner di quest'anno – ha esordito Renzo Piraccini, presidente dell'ente fiera cesenate – pertanto abbiamo pensato di avvicinare le zone produttive del Sud Italia tramite un volo privato per i buyer".

 

"Il decollo sarà da Rimini alla volta di Pisticci, in Basilicata, in modo da vedere direttamente le produzioni in campo e gli stabilimenti produttivi", gli ha fatto eco Luca Braia, assessore regionale all'agricoltura della Basilicata. "La nostra regione è al primo posto in Italia per la coltivazione della fragola con 900 ettari e la fiera riminese può diventare un'ulteriore vetrina per questo prodotto di eccellenza. Senza dimenticare i 7.000 ettari di agrumi e 7.700 di drupacee".


Luca Braia, a sinistra, omaggia Jérôme Leipentre

Il tema dei ritardi burocratici nello stilare i dossier per le esportazioni in Cina, ha tenuto banco. Piraccini ha fatto una sua proposta (cfr. Freshplaza del 13 gennaio 2017), e va detto che le questioni non sono semplici. La Cina, un mercato immenso che rappresenterebbe un'ottima valvola di sfogo per gli esportatori italiani, affronta un dossier alla volta.



Quando il dossier è concordato e licenziato, allora la Cina importa la referenza protagonista del dossier. Solo quello del kiwi è già operativo da diversi anni. Quello degli agrumi è in stand-by da 4 anni e si spera di sbloccarlo prima della prossima stagione produttiva, come ha confermato Enrico Berti dell'ambasciata italiana a Pechino. Appena questo dossier sarà chiuso, si dovrebbe procedere con quello per le pomacee.


Renzo Piraccini e Li Yan

Li Yan, direttore generale del Ministero dell'Agricoltura , ha affermato che "in Cina si va sempre di più verso la qualità dei prodotti. Il fatturato aumenta del 15% ogni anno da 15 anni, mentre il numero di agricoltori diminuisce. I rapporti commerciali fra Italia e Cina negli ultimi 4 anni sono aumentati. Siamo presenti al Macfrut da 16 anni ed è un onore, per noi, essere Paese partner dell'edizione 2017.


Da sinistra Ernesto De Martinis, Jérôme Leipentre, Enrico Berti, Renzo Piraccini, Li Yan, Luca Braia, Paolo Lucchi

Non sono mancati interventi da parte degli operatori cinesi. Uno di loro ha affermato che importa arance siciliane da 10 anni e che sarebbe interessato anche ai trasformati di ortofrutta italiani. Per i trasformati non serve il dossier di importazione, quindi non dovrebbero esserci ostacoli burocratici.

Vi è stato anche un momento di ilarità quando gli operatori italiani hanno suggerito a quelli cinesi di fare "pressioni sulle loro autorità" affinché i dossier siano conclusi nel più breve tempo possibile. La risata è stata causata, probabilmente, dal fatto che in Cina "fare pressioni sulle autorità" non è né utile, né conveniente. E nessuno si sognerebbe mai di fare una cosa simile.



Amedeo Scarpa, dell'Ice (Istituto commercio estero) di Pechino, ha ricordato agli operatori cinesi presenti che sono invitati per partecipare al Macfrut e allacciare rapporti commerciali. Un operatore ha chiesto come fare, nel concreto, dato che lui non conosce nessuno, e Scarpa ha ricordato che la fiera attiverà una piattaforma online per poter fissare appuntamenti già alcune settimane prima dell'evento.



Altro importante ospite della mattinata è stato Jérôme Leipentre, delegato Unione europea sul settore agroalimentare e sicurezza. "L'Unione europea già da anni ha adottato procedure per la sicurezza alimentare. La Cina si è mossa anche in questa direzione. L'Unione europea accoglie con favore l'adozione del nuovo 2015 Chinese Food, Legge sulla sicurezza, che prevede sanzioni anche gravi per i trasgressori. L'UE è convinta che la Cina stia andando nella giusta direzione per affrontare le sfide della sicurezza alimentare. Ho piena fiducia che il progresso continuerà sotto la guida del governo cinese e l'UE sta cooperando con le autorità di Pechino per facilitare questa evoluzione".

L'incontro di venerdì 13 gennaio, organizzato dall'ufficio estero di Macfrut con Valentina Piraccini in primis, ha coinvolto anche il Cso e la referente Alessandra Ravaioli ha presentato il progetto Freshness che coinvolge realtà come Apo Conerpo, Apofruit, Assomela, Ceradini, Cico, Conserve Italia, Origine, Oranfrizer, Made in Blu. Il programma finanziato da Unione Europea, Stato Italiano e soci aderenti al Cso con un budget totale 5,3 milioni di euro in tre anni, intende promuovere gli scambi e i consumi di ortofrutta fresca e trasformata negli Emirati, Stati Uniti, Canada, Cina e Giappone.

Coface, leader nella garanzia del credito e partner di Macfrut, ha avuto nel Ceo Ernesto De Martinis il proprio relatore: "Anche in ortofrutta sono aumentati gli insoluti. Per le aziende che commercializzano con l'estero, garantirsi da brutte sorprese è pressoché indispensabile".

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