Esplodono i superfood, crescono frutta e verdura

Nel Rapporto Coop 2016 emerge il nuovo consumatore italiano, attento alla salute e consapevole

"E' qualcosa di assolutamente inatteso, anche solo rispetto a pochi mesi fa", spiega Albino Russo, direttore generale Coop Italia, presentando ieri il Rapporto Coop 2016 e, nel dettaglio, la parte relativa ai consumi degli italiani.

Si riferisce ai superfood che dal 2016 a oggi hanno vissuto un vero e proprio boom dei consumi, con aumenti anche a tre cifre. Dal 2010 a oggi l'avocado (ad esempio) è cresciuto del 487% il cavolo riccio del 791%; le bacche di goji, dopo un picco nel 2014 si sono un po' ridimensionate nei consumi, ma parliamo comunque di acquisti che sono 300 volte superiori a quelli di appena 6 anni fa. Sempre dal 2010 a oggi, il consumo di peperoncino è raddoppiato, quello dei frutti rossi quasi triplicato (+170%), idem per i datteri (160%), mentre lo zenzero è aumentato del 670%. Questo solo per citarne alcuni.



"Spesso - riprende Russo - il consumatore non sa di che cosa si tratti, esattamente, ma è comunque spinto all'acquisto. Se incrociamo questi dati con le ricerche che gli Italiani fanno su Google, proviamo una correlazione: i nostri concittadini si informano su questi nuovi prodotti. Gli italiani sperimentano": quasi uno su due (48%) ha dichiarato di "provare spesso nuovi brand, perché mi piace la varietà e mi annoio delle solite cose", più pronti alla sperimentazione di noi ci sono solo gli Inglesi (50%).

Secondo il direttore generale di Coop Italia, la crescita dei consumi di questi super-alimenti ricade sotto quelle che definisce "nuove metriche d'acquisto", che caratterizzano il consumatore italiano e che, come vedremo, lo differenziano da quello europeo.


L'andamento dei consumi di alcuni superfood. Clicca qui per consultare il grafico a dimensioni maggiori. (Fonte: Rapporto Coop 2016)


L'andamento dei consumi dell'avocado. Clicca qui per consultare il grafico a dimensioni maggiori. (Fonte: Rapporto Coop 2016)

Il Rapporto Coop 2016 traccia il profilo di un nuovo consumatore italiano che si dimostra molto attento e consapevole circa le sue scelte d'acquisto. Il 55% degli Italiani legge attentamente le etichette nutrizionali più di quanto non facciano in altri paesi d'Europa. Inoltre, quando sceglie di comprare prodotti alimentari ha priorità diverse: guarda alla fruibilità del punto vendita più di quanto non facciano Francesi, Tedeschi, Spagnoli e Inglesi; guarda sconti e promozioni; ma soprattutto, meno degli altri, fa del prezzo una discriminante d'acquisto. In tutto questo c'è un però: guarda meno il prezzo, a patto che quello che acquista sia salutare.


Albino Russo, direttore generale di Coop Italia, ieri 8 settembre, durante la presentazione del Rapporto 2016.


Il nuovo consumatore italiano è infatti healthy. Il 65% cerca attivamente prodotti con ingredienti salutistici, contro il 52% dei Tedeschi, il 53% dei Francesi, il 51% degli Inglesi e il 50% degli Spagnoli. Ancora: interrogati su quali prodotti vorrebbero trovare sugli scaffali, 1 su 3 ha spiegato che ne vorrebbe per uno stile di vita sano, 1 su 4 ne vorrebbe con ingredienti naturali. "Se in Inghilterra salute fa rima con jogging, in Italia fa rima con alimentazione", chiosa Russo.


Un momento della presentazione di ieri.

Questo nuovo stile di vita così salutare spiega un altro fenomeno che si sta verificando sulla tavola degli italiani: "Mangiano meno, c'è una fuga dalla carne, specie la rossa, crollano i cereali. Ma mangiano meglio", riprende. Se infatti nel 2000 ogni giorno un Italiano mangiava due kg e mezzo (2,58) di prodotti alimentari, oggi quel dato è sceso di 2 etti (2,33). A diminuire è stata soprattutto la carne, il cui consumo è calato del 13% dal 2010 a oggi; in flessione anche il consumo di prodotti a base di cereali, tanto che si può dire che oggi la dieta italiana non è più cereali-centrica. E' cresciuto invece il consumo di pesce e, sostiene il rapporto Coop, è cresciuto anche il consumo di prodotti ortofrutticoli: +10% dal 2010 a oggi.


L'andamento dei consumi alimentari quotidiani medi pro capite. Clicca qui per consultare il grafico a dimensioni maggiori. (Fonte: Rapporto Coop 2016)

Ma se si parla di prodotti salutari, non si possono non citare i prodotti biologici per i quali anche in questa edizione del rapporto Coop si parla di crescita importante, addirittura un +21% nel primo semestre del 2016. Ma più che volumi e fatturato del bio, è interessante guardare alla sua frequenza d'acquisto: se è vero che tante famiglie acquistano biologico solo occasionalmente, va anche detto che la maggior parte del valore di questo settore (il 74%) viene da consumatori abituali che comprano prodotti biologici ogni settimana. "Si è allargata - continua Russo - la fascia di chi compra bio: ora non è più solo un consumo di nicchia, ora è un consumo di massa".


Com'è cambiato il carrello della spesa. Clicca qui per consultare il grafico a dimensioni maggiori. (Fonte: Rapporto Coop 2016)

Al netto di tutti questi dati va comunque detto che la spesa alimentare è sostanzialmente ferma, ma se entriamo un pochino più nel dettaglio scopriamo ad esempio che (sul progressivo dell'anno corrente) il comparto del fresco è cresciuto di un +0,3%. Al suo interno, i prodotti a peso imposto sono cresciuti del 3%, mentre al contrario quelli a peso variabile sono calati del 2,7%. Tuttavia questo dato del fresco comprende qualsiasi prodotto fresco: carne, pesce, latticini e formaggi, salumi, frutta fresca, frutta secca e verdura.

Come anticipato, tra tutte queste voci la carne è in flessione, mentre il pesce è in crescita; c'è però da sottolineare come, tra peso imposto e peso variabile, siano in crescita anche frutta fresca (+4,3%), frutta secca (+14,8%) e verdura (+0,9%).

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