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L'esperienza dell'agronomo Vito Vitelli

A scuola da Emilio Mataix-Gato (IVIA-Spagna): fondamenti di potatura del kaki

Seguendo dei corsi in Spagna e rifacendosi a testi e pubblicazioni sull'argomento, l'agronomo Vito Vitelli del Consorzio Vivaisti Lucani (COVIL) ha condiviso con FreshPlaza quanto bisogna sapere sulla potatura del kaki.

"In tutte le aree diospiricole del mondo - racconta Vitelli - sta spopolando un metodo di gestione della chioma del kaki (Diospyros kaki) conosciuto come potatura Mataix e messo a punto e divulgato dall'agronomo spagnolo di fama mondiale Emilio Mataix (nella foto sotto)".


Emilio Mataix.

La potatura non è tagliare rami, ma un momento di dialogo importante con la pianta nel corso del quale si forniscono una serie di stimoli, input, al fine di sollecitare delle risposte: questo il primo insegnamento del "maestro" Mataix. "Le risposte che un frutticoltore attende dalle sue piante - spiega Vitelli - sono livelli elevati di qualità e quantità della produzione, in tempi rapidissimi".



"Innanzitutto - continua l'agronomo - è necessario partire da un'approfondita conoscenza delle componenti della chioma e delle loro funzioni".

Perciò analizziamole.
Fusto o Tronco. Altezza massima 40-60 cm (foto sotto a sinistra), svolge la funzione di collegamento (ponte) tra l'apparato radicale e la parte aerea della pianta. Dal tronco si dipartono le branche principali, preferibilmente ad altezze diverse (foto sotto a destra) per meglio distribuire il peso della chioma.




• Branche principali. Insieme al tronco costituiscono le strutture portanti della parte aerea della pianta. Di solito l'impalcatura viene impostata su quattro-cinque branche principali leggermente inclinate verso l'interfila.

• Brindilli. Sono corte ramificazioni di 10-13 cm, molto flessibili e sottili. Il brindillo del primo anno (nella foto sotto) può produrre kaki di buon calibro. Il brindillo del secondo anno produce frutti di scarsa qualità, pertanto andrebbe soppresso nel corso della potatura invernale.



• Ramo misto gemme a fiore e a legno. Sono di lunghezza variabile tra i 60-100 cm con un diametro alla base che oscilla tra i 5-10 mm (foto sotto). A partire dalla seconda-terza foglia della base, sul ramo misto si differenziano, lungo l'asse, 5-7 gemme a fiore. Il ramo termina con una gemma a legno.



Le gemme a fiore nel kaki producono un "tralcetto" di 15-20 cm su cui sono posizionati 4-5 fiori (foto sotto). La gemma a legno può generare brindilli o rami vigorosi a seconda della posizione. Le gemme a legno posizionate alla base di ogni tipologia di ramo generano germogli vigorosi. Il ramo misto presenta foglie di grandi dimensioni e internodi lunghi. Produce frutti di qualità.



Germoglio vigoroso o "succhione". Rappresentano una "maledizione" per il vecchio modo di intendere la potatura, a causa degli effetti depauperanti che esercitano sul resto della vegetazione. Il "succhione" è considerato, invece, una grande risorsa dai sistemi moderni di gestione della chioma. Presenta un portamento assurgente, verticale, e una lunghezza da 1 a 3 metri. Si ritrovano su piante giovani e adulte in equilibrio vegeto-produttivo. Presentano foglie molto grandi e internodi lunghi.


"Succhione" di lunghezza 1 metro.

La potatura
La potatura della pianta del kaki viene eseguita nel periodo primaverile-estivo (foto sotto) e durante il riposo vegetativo. Gli interventi devono mirare alla formazione della chioma e al rinnovo degli organi di fruttificazione.



Entro i primi tre anni di sviluppo vengono costituite tre zone di produzione sovrapposte, una bassa, una media e una alta. La pianta ha un'altezza di massimo 2,5-2,8 metri per facilitare la "gestione da terra". I brindilli e i rami misti vengono selezionati nel periodo invernale. Molto interessante è la gestione delle ramificazioni vigorose o "succhioni".


Potatura della pianta del kaki eseguita durante il riposo vegetativo.

Secondo il metodo Mataix, i "succhioni" rappresentano una grande risorsa per la pianta, perché sono fonte di rinnovo delle formazioni fruttifere e della chioma. Il ramo vigoroso, se non viene gestito in modo corretto, può crescere fino a 3 metri (foto sotto), emettere brindilli nell'ultimo tratto, quindi fruttificare solo nella porzione apicale. I frutti risulterebbero di scarsa qualità e scomodi da raccogliere.



La totale soppressione del succhione, con un taglio raso, nel periodo primaverile-estivo o invernale, priverebbe però la branca principale dell'attitudine alla rigenerazione (foto sotto) con conseguente perdita definitiva di capacità di fruttificazione. Un raccorciamento, a 30-50 cm, durante la fase di riposo vegetativo, causerebbe, nella primavera successiva, l'emissione di altri succhioni vigorosinon produttivi e responsabili di un eccessivo ombreggiamento interno della chioma.



Allora che fare? Clicca su vitovitelli.blogspot.it per scoprirlo.

Per maggiori informazioni:
Vito Vitelli - agronomo
CONSORZIO VIVAISTI LUCANI
Via Enrico Mattei, 28
75020 Scanzano Jonico (MT)
Tel./Fax: (+39) 0835 954775
Cell.: (+39) 339 2511629
Email: covilvivai@libero.it
Web: www.covilvivai.com
Blog: vitovitelli.blogspot.it

Riferimenti bibliografici: "El cultivo del caqui". Generalitat Velenciana, 2015. Autori vari.

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