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Visite tecniche dei laureandi in due aziende pugliesi

La Puglia non è solo la regione italiana più importante per la produzione di ortaggi. E' anche terra di tradizioni e innovazioni tecnologiche in agricoltura. Ed è proprio a questi due elementi che sono state dedicate le visita tecniche cui hanno partecipato la scorsa settimana gli studenti dei corsi di laurea magistrale in "Medicina delle Piante" e "Gestione e Sviluppo Sostenibile dei Sistemi Rurali Mediterranei" dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.


Foto di gruppo presso l'azienda F.lli La Pietra.

La prima visita ha visto gli studenti ospiti dell'azienda dei F.lli La Pietra di Monopoli (BA), leader nel settore della coltivazione senza suolo di pomodori e cetrioli. Per l'occasione, Paolo Paciello, responsabile tecnico aziendale, ha illustrato agli studenti le caratteristiche dell'azienda, la tecnica colturale adottata per produrre pomodori su lastre di lana di roccia e le diverse problematiche connesse a tutte le fasi di produzione.


Paolo Paciello descrive la tecnica colturale.

Durante la visita all'interno delle serre, gli studenti hanno avuto anche modo di constatare l'impegno di Enzo e Lino Lapietra verso l'adozione di tecniche di produzione sostenibili.


Trappola cromotropica all'interna della serra.

La visita si è conclusa all'interno dell'opificio aziendale dedicato al confezionamento, dove gli studenti hanno osservato alcune delicate fasi di lavorazione, le diverse tipologie di packaging e la variegata offerta di referenze per il mercato.


Sopra: fase iniziale del confezionamento dei pomodori. Sotto: nuova referenza dei F.lli La Pietra.



La seconda tappa giornaliera ha previsto la visita degli studenti presso l'azienda vivaistica dei "F.lli Corrado" in agro di Torre S. Susanna (BR).


Il sig. Corrado illustra la tecnica dell'innesto erbaceo.

Il sig. Corrado, dopo aver illustrato lo state dell'arte del comparto vivaistico pugliese, ha mostrato la tecnica dell'innesto erbaceo su cucurbitacee, evidenziando punti di forza e criticità connesse alla produzione vivaistica delle piantine innestate.


Sopra: preparazione del nesto. Sotto: unione dei due bionti.



A seguire, è stato mostrato agli studenti un altro importante settore dell'azienda, quello dedicato alla produzione dei carducci radicati di carciofo risanato dai virus. Un vanto dell'azienda, che oggi conta una produzione annua di diverse centinaia di migliaia di carducci di Carciofo brindisino risanato con la micropropagazione e la termoterapia.

Il Carciofo brindisino da novembre 2011 vanta il riconoscimento del marchio IGP.

Contatti:

Massimiliano Renna
Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Tel.: 080 5443098

Data di pubblicazione:



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