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"Chiude la 18esima edizione del Cibus: "L'ortofrutta e' titolata per esserci"

Che la si chiami l'edizione dei record (per aver superato per la prima volta i 3mila espositori e i 72mila visitatori, contro i 67mila del 2014), o l'edizione della maggiore età (perché questa è stata la 18esima), fatto sta che ieri, ufficialmente, si è concluso il Cibus, il Salone Internazionale dell'Alimentazione. Questo, nel linguaggio fieristico, significa "tempo di bilanci".

Clicca qui per vedere la fotogallery dall'edizione 2016 del Cibus.

Si è conclusa ieri, 12 maggio 2016, la 18esima edizione del Cibus di Parma, il Salone Internazionale dell'Alimentazione.

Il primo è abbastanza facile e l'ha praticamente servito su un piatto d'argento il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo all'inaugurazione della manifestazione, lunedì scorso (9 maggio). "Il sistema Italia – ha spiegato – passa per il sistema agroalimentare, che per prima cosa significa garantire l'accesso ai prodotti di qualità, perché il primo medicinale è quello che mangiamo. Paradossalmente abbiamo avuto un'involuzione sulla consapevolezza nell'alimentazione", e va detto non solo in Italia. Tradotto: piace mangiare bene, ma nonostante questo aumenta la quota di chi è in sovrappeso, se non obeso, anche tra i bambini, aumentano i casi di ictus e malattie cardiovascolari imputabili a un'alimentazione scorretta e insalubre. La Lorenzin ha fornito un dato italiano: 3 miliardi di euro, a tanto ammonterebbero i risparmi sulla spesa pubblica per la Sanità se tutti mangiassero correttamente.

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Una coppia di ministri per l'inaugurazione del Cibus, lunedì 9 Maggio scorso. Da sinistra a destra: Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole, Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, Ivan Scalfarotto, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, e Gian Domenico Auricchio, presidente di Fiere Parma.

Insomma, com'è sul mercato (durante la fiera, Federalimentare ha segnalato che nel 2015 il comparto degli alimenti funzionali ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro, un +8% sul 2014) quest'edizione del Cibus è stata all'insegna della salubrità. Lo dimostrano le non poche aziende che, nella quattro giorni, hanno presentato linee vegetariane, vegan, free from, o più semplicemente hanno ritoccato le proprie ricette tagliando grassi e/o zuccheri.

Per un case history in fiera, che certamente non vuole essere esaustivo, l'Euro Verde ha ripresentato tutta la propria linea di piatti pronti in chiave (certificata) vegan e gluten free. Funghi Valentina ha certificato vegan tutta la propria produzione. Similmente hanno fatto a Le Conserve della Nonna, con una nuova linea bio chiamata 'Gusto & Equilibrio' e un'altra free from, senza glutine, senza lattosio, senza frutta a guscio, certificata vegan.

Altre hanno invece puntato sui superfrutti (cfr. FreshPlaza del 12/05/2016) o sul riproporre degli alimenti quasi imprescindibili sulla tavola degli italiani, come salumi e carni, in chiave però vegetale. E' il caso della Valbona (cfr. FreshPaza del 11/05/2016) o di quanti hanno portato a Parma i propri burger vegetali (cfr. FreshPlaza del 11/05/2016 e cfr. FreshPlaza del 10/05/2016).

Un'altra conferma sul fatto che quest'anno il leit motiv sia stato la salute viene indirettamente anche dal CCPB, l'organo di certificazione per il biologico Italia: partecipano regolarmente al Cibus (dove ci sono più di 100 aziende da loro certificate) e quest'anno segnalano un aumento del numero di persone che chiedono informazioni sul bio, ma pure, "è diversa la qualità dell'attenzione. Questa volta chi si è fermato era perché veramente lo voleva".

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Un momento della fiera.

Il secondo elemento che, almeno per il sistema ortofrutta italiano, caratterizza questo Cibus è un po' più sottile. In fiera Alessandro Aureli, direttore Marketing e Vendite dell'azienda, un veterano della manifestazione, ci spiega che "qui troviamo il food service, la Gdo (italiana ed estera, in tutti i suoi reparti, non solo l'ortofrutta, ndr), l'industria, poi ancora il settore ho.re.ca.", insomma è la piazza dell'agroalimentare e non solo di uno dei suoi comparti, per quanto importante. Non a caso, anche il mondo dell'ortofrutta si sta affacciando sempre di più al Cibus. Lo testimoniano le new entry del settore.

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Un momento della fiera.

Per la prima volta c'era La Linea Verde che, leader nelle insalate pronte, non aveva mai partecipato prima con un proprio stand sulla piazza parmense. "Questa è la fiera del food e l'ortofrutta è titolata per esserci". (Rispetto alle fiere più di settore) "il target è diverso, qui ci sono anche i responsabili della Gdo in senso lato, non solo i buyer ortofrutta", ci spiega Valérie Hoff, direttore Marketing de La Linea Verde. La intervistammo nel primo dei 4 giorni del Cibus e, già in quell'occasione, il feedback era stato "ottimo".

Prima volta a Parma anche per Zerbinati, mentre la Euro Verde è appena più esperta, essendo questa la sua seconda esperienza consecutiva, e "per la prima volta – spiegano – quest'anno saremo al Macfrut (Rimini, 14-16 settembre 2016), che per noi sarà un completamento del Cibus".

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Un momento della fiera.

Certo, non è tutt'oro quel che luccica e alcuni segnalano un cambiamento di passo nel pubblico del Cibus: più ristorazione e piccoli dettaglianti. L'impressione di alcuni - ma questo sarà da verificare anche nei prossimi anni - è che il Salone Internazionale dell'Alimentazione stia diventando sempre più una piazza in cui raggiungere l'horeca e gli specializzati, piuttosto che la Gdo italiana (per l'estero, viceversa, dalla fiera si segnala un aumento dei contatti).

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