India: la limitazione dei porti d'attracco per le mele d'importazione ostacola gli USA

Lo scorso settembre 2015, il governo indiano ha preso la decisione di chiudere tutti i porti del paese, tranne uno, alle importazioni di mele. Il porto di Nhava Sheva, vicino a Mumbai, rimane l'unico aperto.

La decisione potrebbe avere gravi conseguenze sullo Stato di Washington, il terzo maggiore esportatore di pomi verso l'India.

"La decisione è arrivata come una vera sorpresa e, nonostante gli sforzi compiuti a livello diplomatico, non è ancora chiaro se l'ordine rimarrà in essere o meno", spiega Mark Powers, vice-presidente della Northwest Horticultural Association.

L'anno scorso, lo Stato di Washington ha esportato 5,6 milioni di cartoni di mele verso l'india per un fatturato totale di $100 milioni. Metà dei volumi spediti aveva raggiunto l'India tramite porti ora chiusi.

"L'India è certamente un paese enorme e diversificato. Ciononostante infrastrutture, sistema stradale e magazzini refrigerati non sono ancora ben sviluppati, quindi i vari porti sono essenziali per la distribuzione nelle diverse zone del paese".

La chiusura sembra essere un atto di protezionismo, in quanto le mele (di qualunque origine estera) sono l'unico prodotto a essere interessato dal divieto. L'industria indiana delle mele è infatti abbastanza fiorente nel nord del paese.

Le mele in arrivo da Washington giungono solitamente sul mercato indiano da gennaio a marzo.

Fonte: yakimaherald.com

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