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Dal fico d'India al mangime di qualita', premiati a Expo cinque progetti innovativi

Dalla gestione dei micro-allevamenti nell'Africa sub-sahariana all'utilizzo delle potenzialità nascoste dei fichi d'India: cinque progetti di startup, aziende e centri di ricerche vengono premiati in occasione del "Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & Unido International Award 2015", organizzato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Unido Italia.

Protagonista dei progetti è, dunque, l'innovazione nell'utilizzo delle risorse agricole. Come FoodWa (Solwa - Italia), un sistema innovativo e autonomo ad energia solare per l'essiccamento di biomasse alimentari (frutta, verdura, pesce e carne) al fine di migliorare la loro conservazione in un'ottica di commercializzazione o estrazione di oli essenziali utili all'industria chimica e cosmetica.


FoodWa in esposizione presso il Padiglione KIP International School a Expo 2015.

Jellyfish Barge (Pnat - Italia) è un sistema in grado di produrre alimenti senza il consumo del suolo, di acqua dolce e di energia chimica. Si tratta di una serra modulare galleggiante al cui interno un sistema di coltivazione idroponica garantisce un risparmio del 70% di acqua rispetto alle colture tradizionali grazie al riciclo dell'acqua.


La serra galleggiante Jellyfish Barge.

Inoltre, grazie all'energia solare, la serra è anche in grado di produrre acqua pulita (fino a 150 litri al giorno) da acqua salata, salmastra o inquinata. L'energia che fa funzionare Jellyfish è fornita da pannelli fotovoltaici, mini turbine eoliche e un sistema che sfrutta il moto ondoso per produrre elettricità (cfr. FreshPlaza del 20/11/2014).

Alla base del progetto di Rosa Palmeri (Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente Università di Catania) vi è la considerazione che la cactacea sicuramente più conosciuta, diffusa e apprezzata nel mondo, il fico d'India, non sia sufficientemente sfruttata per le reali potenzialità dei suoi frutti (sia la polpa che i sottoprodotti derivanti, semi e bucce per uso umano ed animale). Il processo di lavorazione innovativo proposto è composto da semplici operazioni che permettono di avere un prodotto nutriente che rispetto al frutto fresco, altamente deperibile, possa conservare tutte le caratteristiche originarie ed avere una shelf life di oltre 12 mesi.

Premiati nell'occasione anche due progetti relativi all'allevamento: la startup Buslin (Smallholders's Livestock Network Buslin, André Ndereyimana e Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza - Burundi/Italia) e il progetto indiano Cattle Mettle (Nikhil Bohra, Krimanshi Technologies Private Limited).

Data di pubblicazione :



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