Recenti e preoccupanti esempi di tropicalizzazione del clima in Italia

di Rossella Gigli - Chief editor/Manager FreshPlaza.IT

Il maltempo che sta flagellando l'Italia e facendo vittime in questi giorni non è nuovo, purtroppo, alle cronache di novembre. Si registrano tuttavia fenomeni, raramente visti in passato, che devono impensierire e farci riflettere su un possibile spostamento di un'intera fascia climatica e sulla tropicalizzazione del Mediterraneo

E' il caso dell'allerta per la formazione di un rarissimo mini-ciclone nel Canale di Sicilia lo scorso 7 novembre (vedi foto qui sotto) - che poi fortunatamente ha colpito la costa soltanto di striscio - fenomeno tipicamente tropicale che si innesca quando vi è lo scorrimento di un flusso d'aria molto fredda e secca in quota sopra acque più calde.


Il mini-ciclone mediterraneo del 7 novembre 2014.

Fenomeni di trombe d'aria marine si sono verificati anche a Genova, sia in agosto (vedi foto qui sotto) sia lo scorso 10 novembre, con danni al porto (alcuni container sono stati letteralmente sollevati e scaraventati in mare dalla forza del vento).


La tromba d'aria verificatasi a Genova in agosto.

E' invece notizia di ieri, 12 novembre 2014, che una tromba d'aria si è abbattuta alle prime luci dell'alba tra Castellaneta Marina e Marina di Ginosa, in provincia di Taranto.

FreshPlaza ha raccolto la testimonianza dell'assessore all'agricoltura di Castellaneta, Gianrocco De Marinis e del dott. agronomo locale Giuseppe Tagliente: entrambi hanno potuto confermare la rarità, nel passato, di fenomeni analoghi.

"Pare che le trombe d'aria siano state addirittura due - riferisce l'agronomo Tagliente - L'acqua del mare, nonostante il periodo dell'anno, è ancora calda e lo scontro con masse di aria più fredda dà luogo a questi fenomeni. La tendenza più recente è quella di assistere ad eventi estremi, magari localizzati su aree limitate, ma di forte intensità".

"Il fenomeno della tromba d'aria è la prima volta che si verifica, a mia memoria - ha aggiunto l'assessore De Marinis - Dai sopralluoghi che abbiamo compiuto nei centri abitati e nelle campagne circostanti ho potuto constatare danni a macchia di leopardo. Alberi abbattuti, capannoni scoperchiati, filari di ulivi, vigneti e agrumeti danneggiati, soprattutto dove le infrastrutture come reti o teloni hanno opposto resistenza alla forza dei venti".


Sopra e sotto: danni nelle campagne di Castellaneta e Ginosa.



Mentre si comincia la conta dei danni e mentre la Coldiretti Taranto ha già inviato un telegramma all'Assessorato regionale con il quale ha chiesto sopralluoghi urgenti in campo, l'assessore locale De Marinis osserva: "E' evidente che ormai bisogna assicurarsi contro simili eventi estremi. Non è pensabile ricorrere ogni volta ai fondi pubblici. Ritengo anzi che sia più facile attivare polizze di copertura danni per fenomeni come questi, che non per gelate o alluvioni, eventi che solitamente interessano aree molto più vaste".



Cicloni e trombe d'aria costituiscono, in ogni caso, un'ulteriore preoccupazione per un Paese, come l'Italia, già notoriamente fragile dal punto di vista del rischio idrogeologico, anche per via di scellerate politiche di cementificazione. I cambiamenti climatici ci trovano oggi del tutto impreparati.

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