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Di Rossella Gigli

Sulla fiera italiana dell'ortofrutta e' tempo che il settore dica la sua con chiarezza!

Per noi di FreshPlaza, che quotidianamente ci confrontiamo con la realtà internazionale del settore ortofrutticolo, risulta davvero incomprensibile - e tale sarebbe anche per i nostri lettori esteri, se provassimo a raccontar loro la situazione - lo stato di perenne incertezza nel quale il nostro Paese rimane invischiato anche quando ci sono da affrontare le decisioni in apparenza più banali.

E' notizia di ieri (cfr. FreshPlaza del 16/09/2014) che Cesena Fiera si è rivolta ai propri espositori per definire insieme ad essi una nuova location per la manifestazione nazionale dell'ortofrutta - che essa si chiami Macfrut International o in altro modo, non importa - sulla base dei condivisi (fin qui da tutti, sembra) obiettivi di:

1) Realizzare un'unica manifestazione nazionale aperta a tutto il resto del mondo
2) Ottimizzare la logistica dell'evento
3) Dare modo a tale manifestazione di avere in prospettiva una natura itinerante.

Dall'incontro del 15 settembre 2014 - al quale per la cronaca hanno partecipato 41 espositori, in rappresentanza del 27% della superficie occupata dalle imprese italiane in fiera - è scaturito il nome di Bologna come prossima sede della manifestazione; salvo, il giorno dopo, trovarsi di nuovo al centro dell'ennesima polemica tra fiere, tra aziende, tra Comuni uno contro l'altro schierati.

Siamo francamente sorpresi che, mentre tutto il resto del mondo riesce ad organizzarsi, il settore ortofrutticolo italiano rimanga ad accapigliarsi su questioni irrilevanti, permanendo in un continuo stato di sterile polemica: è ora di dire basta; è ora che tutti escano allo scoperto, manifestando con chiarezza e in modo inequivocabile la propria posizione e le proprie aspettative. Sarebbe anche auspicabile che il Governo facesse la sua parte in una simile questione, come accaduto egregiamente in altri Paesi.

Da questo preciso momento la Redazione di FreshPlaza invita perciò tutti coloro che hanno qualcosa da dire a dirla ora (o a tacere per sempre). Una sola cosa appare inequivocabile: la strada che si è imboccata non è più reversibile; l'Italia ha bisogno di una sua fiera realmente unitaria e rappresentativa per l'intero settore ortofrutticolo. Che si fa, allora?

Inviate la Vostra opinione a: rossella@freshplaza.it

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