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Spagna: non e' vero che la campagna kaki sia stata un disastro

Nel settore spagnolo dei kaki molti hanno espresso la propria indignazione e preoccupazione riguardo all'impatto negativo causato da una dichiarazione virale rilasciata ai mezzi d'informazione da un'associazione di produttori. Nella dichiarazione si affermava che i prezzi all'origine e nei magazzini stavano scendendo al di sotto dei costi di produzione.

"Questa affermazione poteva, in effetti, generare in molti il timore di un'enorme svalutazione per i kaki e portare i produttori a vendere il frutto a prezzi più bassi - hanno dichiarato da Fòrum, organizzazione composta da oltre 500 produttori agricoli di Algemesí (Valencia). "Denunciamo che questa situazione potrebbe favorire gli interessi dei pochi che dominano i mercati".

FreshPlaza ha potuto parlare con alcuni produttori ed esportatori spagnoli di questo frutto. Anche se è vero che in questo momento i prezzi non sono ideali, in questo periodo solitamente si sperimenta un'offerta maggiore che esercita molta pressione sui prezzi. Un rappresentante del Consiglio di regolamentazione del DOP Kaki Ribera del Xúquer, ha dichiarato: "Non possiamo dire, in ogni caso, che la campagna sia stata un disastro, perché non sarebbe vero".

Infatti, secondo il Consiglio, nella prima parte della campagna, "è stato commercializzato un volume doppio rispetto alla stagione precedente e a prezzi decisamente accettabili e sostenibili, a dimostrazione che la domanda per questo frutto sta aumentando gradualmente in tutto il mondo".

Secondo vari produttori e commercianti, i consumatori non stanno pagando gli stessi prezzi degli anni precedenti e la produzione di quest'anno non è aumentata abbastanza da motivare dichiarazioni del genere. "Riteniamo che se l'acquirente paga la stessa somma dell'anno scorso e la produzione non registra un incremento significativo, non ci sia alcuna ragione per tentare di fare diminuire le quotazioni".

"Causare un crollo di mercato è facile, ma anche irresponsabile, dal momento che può causare danni incalcolabili fino a interrompere l'intera catena che dipende dai produttori. Molte famiglie vivono del lavoro generato da questa coltura. Denunciamo la mancanza di azione da parte dell'amministrazione per fermare questa situazione. Questo potrebbe essere un buon momento per i produttori per ripensare alla loro strategia - ha concluso il rappresentante di Fòrum - perché se restiamo uniti ci troveremo in una posizione più forte per affrontare questi attacchi".

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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