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Coldiretti Piemonte: oltre il 50% della produzione di kiwi e mele della regione va nei Paesi Arabi

Volge al termine la raccolta dei kiwi, prodotto di origini tropicali che ormai si è ben adattato al clima continentale tanto che i frutti sono di ottima qualità e riconosciuti in tutto il mondo.

Purtroppo a colpire le piante in questi ultimi anni sono stati, in particolare, la batteriosi e il marciume radicale che hanno provocato una vera e propria moria delle piante stesse tanto che il raccolto piemontese è calato del 50% circa. Il Piemonte ha un importante polo produttivo che abbraccia le province di Cuneo, Torino e Vercelli per una superficie totale di quasi 5 mila ettari e una produzione di oltre 100 mila tonnellate all'anno.



Ottima stagione per le mele che presentano un'elevata qualità dal punto di vista organolettico grazie al caldo estivo, in calo invece la produzione, del 20% circa a causa delle gelate primaverili. In Piemonte si coltivano all'incirca 6 mila ettari di melo che coinvolgono circa 4 mila imprese, concentrate prevalentemente nella fascia prealpina che va da Pinerolo a Cuneo. Tra le eccellenze, la Mela Rossa Cuneo IGP, riconoscimento europeo avuto nel 2013 che valorizza questa produzione e fa sì che sia conosciuta oltre i confini nazionali. Particolarmente richiesti, infatti, kiwi e mele Made in Piemonte nei Paesi Arabi dove viene esportata oltre il 50% della produzione.

"Una stagione per kiwi e mele che sicuramente risente delle condizioni climatiche avverse: dalle gelate primaverili ad un forte caldo estivo e persistente siccità. Sicuramente non ne ha risentito la qualità delle produzioni che si conferma di alti livelli – spiegano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – Per quanto riguarda i kiwi, sia a livello piemontese sia nazionale, nei prossimi anni sarà necessaria una rigenerazione degli impianti puntando anche su nuove varietà per avvicinarsi sempre di più ai gusti dei consumatori e, per ovviare alla moria delle piante, è certamente opportuno anche l'intervento della Regione e delle Istituzioni preposte per evitare di perdere questo importantissimo patrimonio produttivo piemontese".

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