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La Campania analizza il tema delle virosi emergenti delle ortive

Larghissima partecipazione di operatori del settore, di tecnici dell'Ordine degli Agronomi di Napoli, di vivaisti e di amministratori locali all'incontro divulgativo dello scorso 20 ottobre 2017 dal titolo: "Le virosi emergenti delle ortive".

Il sindaco di Marigliano Antonio Carpino, ha aperto i lavori insieme agli amministratori locali, mentre l'assessore all'agricoltura Raffaele Coppola ha ricordato i trascorsi tumultuosi nel 1959, anno della "rivolta dei pataticoltori" (effetto di una crisi economica che coinvolse gli agricoltori dell'epoca) e ha fatto cenno ad altri momenti di difficoltà per le produzioni orticole del territorio.

Un territorio, quale quello di Marigliano, dove non difettano le eccellenze: dalle patate novelle, che arrivano n anticipo di un mese rispetto all'intero mercato nazionale, al pomodoro "San Marzano" DOP, al peperone "Papaccella" presidio Slow Food e tante altre colture che per la loro tipicità risultano anche più a rischio di fronte all'arrivo di nuovi patogeni.



Tra gli altri interventi all'incontro divulgativo, quello del dott. Giovanni Pirozzi il quale ha illustrato il PAN-Piano di Azione Nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. I dispositivi che la Regione Campania ha messo in campo, per perseguire produzioni di qualità con metodi di coltivazione rispettosi dell'ambiente sono: un oculato piano di concimazione redatto in virtù di analisi pedologiche aggiornate e un puntuale bollettino fitosanitario che il Servizio di Napoli invia settimanalmente a tutti gli operatori del settore.

L'ispettore fitosanitario Carmine Tuccillo ha illustrato gli ultimi ingressi di fitopatie e organismi nocivi esotici nel comprensorio di Marigliano. Tra questi, l'esordio della "Sharka" malattia virale devastante per il genere Prunus; la "Tristeza degli agrumi" altro virus che dall'anno scorso si è presentato proprio a Marigliano. Infine, sulle note delle emergenze fitosanitarie, un insetto molto pericoloso per via dei danni irreparabili che causa alle drupacee: ossia il coleottero cerambicide Aromia Bungii che dall'area a nord di Napoli è giunto, da quest'anno, proprio a Marigliano.

Il clou del convegno è stato affidato al massimo esponente in materia di virologia vegetale dell'Istituto per la Protezione Sostenibile di Portici, il dott. Giuseppe Parrella, il quale ha subito focalizzato l'attenzione su tre virosi potenzialmente devastanti su zucchino e pomodoro collegandole ai conseguenti cambiamenti climatici e alla libera circolazione delle merci in un mercato sempre più globalizzato.



Gravi epifizie sono state causate da un geminivirus di recentissima segnalazione in Europa, il Tomato leaf curl New Delhi virus (ToLCNDV), registrato in Campania a partire dal 2016 su zucchino. La diffusione sarebbe dovuta a un'accidentale introduzione di semenzali infetti, provenienti da Spagna e Tunisia, attraverso la Sicilia. Virus che il suo vettore, la Bemisia tabaci, specie termofila già presente in Campania, ha contribuito a diffondere assai rapidamente su cucurbitacee, ospiti di elezione per i ceppi virali riscontrati in Campania.

Un altro interessante esempio di emergenza di virosi legata ai cambiamenti climatici ha riguardato la recrudescenza del virus dell'avvizzimento maculato del pomodoro, il Tomato spotted wilt virus (TSWV) che, per effetto delle temperature elevate registrate nella stagione primaverile-estiva, le quali non avrebbero consentito un funzionamento efficiente della resistenza stessa delle piante, ha causato ingenti danni anche sui genotipi resistenti di pomodoro.

In questo caso, si tratterebbe di un fenomeno di "resistance escape" dei ceppi virali, cioè alterazione del riconoscimento tra elicitore virale e prodotto del gene di resistenza, dal momento che i ceppi virali associati a tale fenomeno sono stati caratterizzati biologicamente e molecolarmente e tutti sono risultati ceppi comuni e non dei veri "resistance breaking", capaci cioè di superare il gene di resistenza per caratteristiche insite del ceppo.

Altro caso analizzato dal dott. Parrella, ha riguardato il Parietaria mottle virus (PMoV), trasmesso tramite polline infetto di Parietaria, da cui la genesi del nome. Tale virus, nel periodo primaverile-estivo, ha fatto registrare numerosi casi di infezioni su pomodoro, sia in campo che in serra. Secondo il ricercatore, l'andamento climatico assai particolare del periodo di massima calura e privo di piogge, ha favorito l'elevata concentrazione nell'aria di polline di Parietaria, con conseguente eccezionale diffusione del virus su colture come pomodoro e peperone in particolare.

Si è concluso il brillante intervento del ricercatore di Portici con le migliori tecniche di prevenzione di queste patologie, che sono principalmente preventive, quali le pratiche volte a evitare l'esposizione al contagio vettoriale e la conoscenza del materiale riproduttivo con certificato sanitario. In particolare, per il controllo dei geminivirus trasmessi da B. tabaci, si è fatto riferimento a nuovi formulati di insetticidi, capaci di interferire, durante l'alimentazione dell'insetto, sulle fasi di suzione e salivazione, impedendo indirettamente l'acquisizione e trasmissione dei virus.

I lavori si sono conclusi con le considerazioni del dott. Giorgio D'Agostino, responsabile per la provincia di Napoli in Regione Campania della Produzione Integrata, il quale ha accolto i consensi e le osservazioni della platea, vero stimolatore per queste iniziative. Ha esposto come negli ultimi anni gli operatori dell'agro mariglianese abbiano innalzato il loro livello di competenze e siano un costante "pungolo" per gli uffici regionali, a dimostrazione che solo il lavoro di squadra può pagare. Infatti l'ampia partecipazione degli oltre cento presenti è stata la vera attestazione che l'agricoltura in tali territori non è mai in secondo piano, bensì primo motore di un'economia che fa reddito.

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