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Il commento di Austin Mortimer

Rockit: un marchio globale, non si tratta solo di vendere mele

Quest'anno si è assistito a molti cambiamenti significativi per le mele Rockit: nuovi investitori di private equity, nuovi membri della commissione e un nuovo amministratore delegato.

"E' stato un vero e proprio anno di svolta per noi - ha spiegato il nuovo amministratore delegato, Austin Mortimer - Era tempo di apportare cambiamenti all'interno della società".


Rockit è sempre stata promossa come prodotto snack innovativo

"Vogliamo definire più chiaramente la nostra posizione sul mercato. Riteniamo che ci siano altri canali a disposizione al posto del retail di massa o alimentare. I piccoli negozi di prossimità, per esempio, e la sezione grab'n go dei piccoli rivenditori dove lo spazio sullo scaffale viene sempre più destinato agli snack salutari. 

Secondo Austin la maggior parte delle vendite al momento è ottenuta con i tubi da 3, 4 e 5 pezzi, ma i tubi da 2 sono in fase di prova per i distributori automatici e quelli da un pezzo per i servizi aerei e alberghieri. Austin ritiene che l'imballaggio assicurerà ai consumatori che la mela sia pulita e fresca.

"Attualmente le mele Rockit vengono coltivate in 9 paesi e stiamo valutando se piantare in Sudafrica e Cile - ha continuato Austin - Bisogna osservare i mercati che si vogliono servire, basandosi sulla loro produzione domestica. Le mele vengono coltivate principalmente per l'esportazione in quei paesi, il Cile esporta negli Stati Uniti, il Sudafrica in Europa e dato che abbiamo già una produzione in entrambi, non c'è un gran bisogno di produrle in Cile o in Sudafrica, anche se l'Africa è un mercato a crescita rapida".

"Anche il profilo del sapore è importante e nonostante ci siano delle differenze tra le diverse regioni di produzione, esse non sono insormontabili. La maggior parte delle mele Rockit viene coltivata per i mercati domestici, in modo che i consumatori ottengano un profilo di gusto stabile. La situazione è diversa nei mercati asiatici, dove abbiamo bisogno di avere varie fonti per ottenere una fornitura per tutto l'anno. Speriamo che con un controllo di qualità rigoroso potremo mantenere il sapore più stabile possibile".

In Europa e Nord America le licenze emesse per coltivare le mele Rockit riguardano un determinato numero di alberi e sono vicine al limite di ciò che possono piantare. In Nuova Zelanda è diverso: secondo Austin, i nuovi investitori di private equity sono piuttosto ottimisti sull'opportunità e il paese ha intenzione di piantare molti più alberi.

"E' significativo per la Nuova Zelanda che la private equity abbia attecchito nel commercio tradizionale. E' palese che stiamo costruendo un marchio globale e che non si tratta solo di vendere mele. Ovviamente il potenziale è alto e dimostra che si può aggiungere valore a una commodity".

"Non abbiamo motivo di avere dubbi sul mercato della mela Rockit, ogni anno raggiungiamo il sold out. Nel 2017 abbiamo venduto tutto con 10 settimane di anticipo e con un incremento dei volumi del 40%".

La mela Rockit è in vendita in circa 29 paesi diversi e il prossimo obiettivo è il Giappone, dove l'azienda spera di cominciare ad inviare le mele nel 2018.

Secondo Austin la ragione della popolarità della mela Rockit sul mercato asiatico è dovuta al fatto che è molto dolce e i consumatori sono contenti di mangiare mele più piccole.

Per maggiori informazioni:
Austin Mortimer
Rockit Global Limited
Tel.: +64 6 878 5664
Email: austin@rockitapple.com
Web: www.rockitapple.com

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

Data di pubblicazione:



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