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La produzione interna copre circa il 60 per cento del consumo

L'aglio italiano e' richiesto, ma quello estero costa meno

In Italia la produzione nazionale non copre tutto il fabbisogno e il resto viene importato anche se, in linea di massima, la Gdo cerca di avere un occhio di riguardo per il prodotto "made in Italy". L'Italia nel 2014 ha venduto all'estero la metà del raccolto interno, e ne ha importato altrettanto. All'estero finisce un prodotto certificato e di qualità, mentre quello importato ha un prezzo più basso e relativa qualità inferiore.

Ettore Navarra, tecnico dell'Azienda Le Aie, fa il punto sulla situazione del prodotto, facente parte della Dop Aglio di Voghiera. "Dal punto di vista quantitativo la produzione è buona e ragioniamo per delle rese, peso essiccato, attorno a 10-12 tonnellate all'ettaro. Circa la qualità, la stagione secca non ha penalizzato le produzioni e abbiamo superato anche qualche problema di fusariosi che c'era stato in alcune partite".


Ettore Navarra

Navarra poi entra nel dettaglio del mercato: "Non è prettamente il mio settore, ma posso dire che in Italia produciamo meno di quanto consumiamo. In linea di massima, quindi, il prodotto nazionale trova sempre posizionamento. Quello che è variabile è il prezzo. Per un prodotto confezionato, di buona qualità, non dovrebbe mai scendere sotto i 2,5 al produttore. Il prodotto estero invece spesso ha prezzi più bassi perché costi di produzione minori (anche grazie a maggiori rese ad ettaro, ndr) e perciò non mancano coloro che vorrebbero livellare verso il basso".



Il tecnico dice che la Gdo presta attenzione alla produzione italiana, mentre non sempre è così attenta al marchio Dop. Anche all'estero il marchio non è così valorizzato come meriterebbe. "Questo deriva dal fatto che il consumatore non è a conoscenza delle differenze. Conosce la Doc dei vini, più o meno, mentre Igp e Dop non le conosce. Sa distinguere il prodotto buono, ed è questa la nostra forza".



Nello scorso mese di marzo, a Sulmona si è tenuto un convegno internazionale sull'aglio (cfr. FreshPlaza del 24/03/2017) per cercare di fare il punto e agire in maniera unitaria. Ad esempio, serve un coordinamento nazionale ed europeo affinché si possa uniformare l'uso dei principi attivi.

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